| Vogliono rapinarci il riposo giornaliero : fermiamoli | ![]() |
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| Scritto da Redazione |
| Venerdì 23 Novembre 2007 17:31 |
Ti invitiamo ad aderire all’appello presente nel sito http://www.aipsimed.org/?q=node/663 per fermare l’iniziativa di un senatore che vuole modificare, solo per chi lavora nella sanità, la legge europea sull’orario di lavoro e non consentire un riposo giornaliero adeguato.
Superate 1.700 adesioni. Però questa iniziativa è ancora poco conosciuta. E’ necessario farla conoscere di più. Informate i colleghi e invitateli ad aderire all’appello sul sito http://www.aipsimed.org/?q=node/663. Scaricate la locandina alla pagina http://www.aipsimed.org/locandina.pdf e diffondetela.
Nell’ASL di Cesena e all’ Ospedale San Martino di Genova hanno aderito interi gruppi della stessa U.O., così come in molte altre Aziende della Liguria , Toscana, Abruzzo, Liguria Marche hanno aderito in gruppo. Purtroppo in molti altri casi ci sono state troppe adesioni isolate. E’ necessario far conoscere di più l’iniziativa (passaparola, e-mail ,telefonate, sms, fax , volantinaggio…) e aderire il più possibile coinvolgendo tutti i colleghi. Se in tutta Italia ci fosse stato il tasso di adesione della Liguria avremmo già superato quota 5.400 adesioni. Se ognuno riesce a realizzare l’obiettivo di informare e far aderire almeno altri 5 colleghi, i quali si prendono l’impegno di farne aderire ciascuno altri 3 , allora in pochi giorni possiamo aspettarci una crescita esponenziale delle adesioni. E’ importante che aderiscano gli studenti del Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche ( già in molti hanno aderito) , perché quando sarete infermieri , se non viene bloccata questa modifica di legge, i riposi adeguati non potrete mai averli.
Inoltre possono aderire anche i familiari (marito, moglie, figli, genitori…) che subiscono negativamente le conseguenze dei riposi non adeguati e/o dei riposi saltati della moglie, marito , madre, padre. E’ sufficiente che nel campo “In quale area sanitaria lavori ?” della pagina http://www.aipsimed.org/?q=node/663 inseriscano “ marito di infermiera, , moglie di infermiere , figlio di infermiera Inoltre possono aderire anche i pazienti , esprimendo il loro dissenso per essere assistiti da personale non adeguatamente riposato.
ISTRUZIONI PER L'AFFISSIONE DELLA LOCANDINA
Tagliare i bordi dx e sin dei rettangolini in basso per consentire alle persone interessate di prelevare un tagliandino con il promemoria del sito www.aipsimed.org per collegarsi e aderire all’appello.
· Si consiglia di appendere la locandina sopra gli orologi marcatempo, nelle bacheche e nella propria U.O. o Servizio
· Fotocopiare qualche locandina anche per altri colleghi , perché la affiggano nei loro reparti.
· E’ un piccolissimo gesto che può portare ad un grande risultato.
· Grazie a tutti perchè con la vostra adesione testimoniate che per aiutare le persone che necessitano di cure e assistenza sanitaria è fondamentale curare il proprio benessere psico-fisico.
Un'ulteriore possibilità è informare a voce i colleghi , i medici, gli altri professionisti sanitari e lasciare loro come pro-memoria un bigliettino ( scritto a mano o al computer) con l’indirizzo del sito www.aipsimed.org perché aderiscano all’appello.
In questa pagina è possibile leggere alcuni commenti di persone che hanno aderito all’appello http://www.aipsimed.org/?q=node/687
Non lasciamo che venga ci rapinato il riposo, rovinata la salute e sequestrata la vita !!!La vita è un bene troppo prezioso per farcelo sciupare da chi non vuole o non è grado di gestire e organizzare le Aziende Sanitarie in modo efficace per la salute nostra e dei cittadini. E’ sufficiente investire alcuni minuti per salvarci da anni di riposi rubati. Senza un riposo adeguato, che vita è ? Per chi vuole approfondire l’argomento segnaliamo il seguente articolo. Abstract Questo articolo pone in evidenza
1) le sistematiche violazioni commesse dalle Aziende Ospedaliere e le ASL nel non programmare i periodi di risposo minimo giornaliero ( previsti dalla legislazione italiana che ha recepito in tema due direttive europee) al personale sanitario e tecnico sanitario dipendente ( Medici, Infermieri, Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico, Ostetriche, Operatori Socio Sanitari e Operatori addetti all’assistenza
2) La volontà di un senatore di consentire , tramite una modifica di legge , che questa prassi illegale, diventi legale .
3) Il rischio concreto che venga introdotto nel prossimo Contratto Nazionale Collettivo un articolo che consenta alle Aziende di non programmare un risposo giornaliero adeguato Il riposo giornaliero rapinato.L’Art. 7 del D.Lgs. 66/2003 e successive integrazioni prevede l’obbligo per le Aziende di programmare un periodo di riposo giornaliero minimo di 11 ore consecutive.
L’art. 18 prevede pesanti sanzioni amministrative (ma anche penali) per le Aziende che non rispettano quanto disciplinato in tema di orario di lavoro. Dopo la prima sanzione comminata dalla Direzione Provinciale del Lavoro ad Aprile 2007 all’Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio , presidio di Saronno, (Va) ammontante a 15 milioni di euro per non aver rispettato il riposo minimo giornaliero di almeno 11 ore consecutive per i suoi dipendenti, cosa succede? Per non far pagare la sanzione qualcuno ( vedremo chi) si muove per introdurre una modifica alla legge con effetto retroattivo.
Ma perché le Aziende Ospedaliere e Sanitarie non rispettano la legge che prevede, tra l’altro, dei periodi di riposo minimo giornaliero e settimanale per i lavoratori? Perché non c’è personale e quel poco che c’è oltre a farlo lavorare male e molto al di sotto degli standard professionali e di qualità lo fanno riposare meno.
Con enorme aumento del rischio clinico per i pazienti: e poi si parla di malasanità come fosse sempre colpa dei lavoratori e mai di chi è preposto a pianificare , organizzare, dirigere e controllare. Ma andiamo per ordine , documentazione alla mano. Il 23 novembre 1993 il Consiglio della comunità europea emana la direttiva 93/104/CE per fissare prescrizioni minime destinate a migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori mediante il ravvicinamento delle disposizioni nazionali riguardanti, in particolare, l'orario di lavoro” (v. sentenza della Corte di Giustizia Europea 26 giugno 2001, causa C-173/99, BECTU, Racc. pag. I-4881, punto 37). Molti stati europei la recepiscono , come recepiscono la successiva modifica, del 22 giugno 2000 del Parlamento europeo e del Consiglio (direttiva 2000/34/CE) . Ma in Italia si succedono molti governi, e solo dopo quasi 10 anni , l’8 aprile 2003 viene promulgato il D.Lgs. 66 in tema di organizzazione dell’orario di lavoro, firmato dal Ministro Maroni. Nel frattempo con Dini sono stati formalizzati i Co.Co.Co, è passata la Legge Treu nel primo governo Prodi e la Legge 30 (Biagi) nel secondo governo Berlusconi.
Insomma, il tempo per destrutturate il mercato del lavoro lo si è trovato, quello per armonizzare con il resto d’ Europa i diritti in tema di orario di lavoro no. Una delle disposizioni della legge è relativa ai riposi giornalieri e settimanali. In particolare l’art. 7 prevede che “ il lavoratore ha diritto a undici ore di riposo consecutivo ogni ventiquattro ore”. In molti Ospedali, dove ci sono turnistiche che non rispettano il dettato della legge, non cambia nulla. L’Italia è il paese europeo che ha in assoluto meno infermieri in proporzione alla popolazione, ma anche a livello mondiale si posiziona al 40° posto.
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Nurses (density per 1 000 population) |
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year |
| 1 |
Norway |
15.24 |
2003 |
| 2 |
Ireland |
15.20 |
2004 |
| 3 |
Finland |
14.33 |
2002 |
| 4 |
Netherlands |
14.13 |
2003 |
| 5 |
Iceland |
14.03 |
2003 |
| 6 |
United Kingdom |
12.12 |
1997 |
| 7 |
Belarus |
12.03 |
2003 |
| 8 |
Switzerland |
11.15 |
2000 |
| 9 |
Denmark |
10.36 |
2002 |
| 10 |
Canada |
10.35 |
2003 |
| 11 |
Sweden |
10.24 |
2002 |
| 12 |
Uzbekistan |
10.22 |
2003 |
| 13 |
Germany |
10.12 |
2003 |
| 14 |
Czech Republic |
10.11 |
2003 |
| 15 |
Austria |
9.38 |
2003 |
| 16 |
United States of America |
9.37 |
2000 |
| 17 |
Hungary |
9.25 |
2003 |
| 18 |
Luxembourg |
9.16 |
2003 |
| 19 |
Australia |
9.10 |
2001 |
| 20 |
Turkmenistan |
9.04 |
2002 |
| 21 |
Estonia |
8.50 |
2000 |
| 22 |
Seychelles |
8.33 |
2004 |
| 23 |
Japan |
8.19 |
2002 |
| 24 |
New Zealand |
8.16 |
2001 |
| 25 |
Spain |
8.08 |
2003 |
| 26 |
Russian Federation |
8.05 |
2003 |
| 27 |
Lithuania |
8.02 |
2003 |
| 28 |
Ukraine |
8.02 |
2003 |
| 29 |
Cuba |
7.44 |
2002 |
| 30 |
France |
7.24 |
2004 |
| 31 |
Slovenia |
7.21 |
2002 |
| 32 |
Slovakia |
7.17 |
2003 |
| 33 |
Azerbaijan |
7.11 |
2003 |
| 34 |
Israel |
6.26 |
2003 |
| 35 |
Belgium |
6.23 |
2003 |
| 36 |
Malta |
6.23 |
2003 |
| 37 |
Kyrgyzstan |
6.14 |
2003 |
| 38 |
Republic of Moldova |
6.06 |
2003 |
| 39 |
Kazakhstan |
6.01 |
2003 |
| 40 |
Italy |
5.44 |
2003 |
| 41 |
Qatar |
5.34 |
2001 |
| 42 |
Poland |
5.30 |
2003 |
| 43 |
Latvia |
5.27 |
2003 |
| 44 |
The former Yugoslav Republic of Macedonia |
5.19 |
2001 |
| 45 |
Croatia |
5.05 |
2003 |
| 46 |
Gabon |
5.04 |
2004 |
Fonte: http://www.who.int/whosis/indicators/2007HumanResourcesForHealth/en/index.html
World Health Organization – Organizzazione Mondiale della Sanità Inoltre l’Italia è il paese , più di ogni altro, in cui gli infermieri vengono impiegati per lavori non infermieristici ( attività alberghiere e/o segretariali di supporto ai medici) , a fronte di una forte carenza di organici.
In Italia non c’è alcun interesse a far rispettare la legge sui riposi e si continua ad attribuire periodi di riposo di gran lunga inferiori a quelli previsti per legge. Inoltre per tutti i medici, infermieri e tecnici che oltre l’orario di lavoro , sono obbligati per contratto ad essere prontamente reperibili, si verificano situazioni abnormi : ad es chirurghi ed infermieri strumentisti che hanno lavorato tutto il giorno vengono tranquillamente chiamati , anche più volte, di notte per interventi urgenti e la mattina devono essere nuovamente al lavoro.
Io non vorrei di certo essere il paziente su cui viene eseguito un intervento chirurgico da medici e infermieri che hanno lavorato il giorno precedente e durante la notte. E non vorrei essere il medico o l’infermiere che sbaglia per stanchezza. Tutto procede con sistematiche violazioni della legge finché a Saronno una dipendente dell’ Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio (Va) a fine 2005 invia una esposto alla Direzione Provinciale del Lavoro perché accerti le violazioni del D.Lgs. 66/2003 in tema di riposi minimi garantiti. Terminati gli accertamenti , il 16 Aprile 2007 la Direzione Provinciale di Varese multa l’Azienda di Busto Arsizio con una sanzione amministrativa di 15 milioni di euro.. Finalmente un po’ di giustizia , verrebbe da dire . Medici , infermieri e tecnici sanitari sono cittadini europei non solo perché c’è l’euro ma perché un po’ di diritto europeo è entrato in Italia : finalmente si applica la direttiva europea sull’orario di lavoro e chi la viola la legge viene sanzionato.
No, troppo bello.
Vista la malparata la Regione Lombardia ha espressamente sollecitato il coordinatore della Commissione Salute della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome a farsi carico di stimolare il Ministero della salute al fine di emanare provvedimenti derogatori al D.LVO 66/2003 .
Dal Corriere della Sera - Lombardia di Dom 24 Giugno 2007
Lombardia ed Emilia chiederanno una deroga al governo. La stanchezza del personale mette a rischio l' assistenza
«Turni non stop negli ospedali o sarà il caos»
I direttori generali: pochi medici e infermieri, impossibile rispettare i riposi obbligatori
L' ultima grana della sanità lombarda riguarda 13 mila medici e 90 mila infermieri. È un problema che coinvolge, in pratica, tutti i dipendenti degli ospedali, messi davanti negli ultimi giorni alla possibilità di vedersi cambiare radicalmente gli orari di lavoro.
La nuova linea dettata dal Pirellone (= Regione Lombardia) , infatti, suona: «Niente più riposi di undici ore tra un turno e l' altro, come stabilito dalla legge. È necessaria una deroga alla normativa esistente per permettere agli ospedali di affrontare i picchi di lavoro e la carenza di organici, soprattutto in caso di ferie e malattie».
È una questione delicata: mettere mano ai turni vuol dire anche rivoluzionare la vita dei lavoratori, come raccontato dal film Ressources Humaines di Laurent Cantet sulla Francia delle trentacinque ore. Non solo.
Quando si parla di sanità in gioco c' è anche - e soprattutto - l' assistenza e la qualità delle cure ai malati (i ricoveri all' anno in Lombardia sono quasi tre milioni). «Chi è stanco, può commettere errori» attacca Emilio Didoné.
Ebbene, in una circolare appena inviata agli istituti ospedalieri, il Pirellone informa i direttori generali di avere chiesto al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Cesare Damiano, una deroga sui riposi giornalieri. Se la proposta sarà accolta, medici e infermieri potranno essere chiamati a lavorare senza che trascorrano tra un turno e l' altro le undici ore imposte oggi dal decreto legislativo 66 dell' 8 aprile 2003. Solo, però, in caso di emergenza. È un appello sostenuto anche da Vasco Errani, presidente dell' Emilia Romagna e della Conferenza Stato-Regioni.
Spiega Carlo Lucchina, direttore generale dell' assessorato alla Sanità: «È necessario un provvedimento a livello nazionale che disciplini la questione. In caso d' emergenza, le pause tra un turno e l' altro devono potere essere flessibili».
L' affaire è all' ordine del giorno anche perché l' ospedale di Saronno è appena stato multato. L' Ispettorato del lavoro - intervenuto dopo una denuncia di un dipendente - ha comminato una maxicontravvenzione da 15 milioni di euro per non avere rispettato le norme sui riposi di medici e infermieri (il periodo contestato va dall' aprile 2003 al settembre 2005). L' importo della multa è pari a un quinto del bilancio annuale dell' istituto .
«Il problema riguarda tutti gli ospedali - controbatte Pietro Zoia, direttore generale dell' azienda ospedaliera di Busto Arsizio, che comprende anche i centri ospedalieri di Saronno e Tradate -.
Adesso noi ci siamo riorganizzati, ma per farlo abbiamo avuto bisogno di due anni di tempo.
Senza una deroga al decreto legislativo 66 dell' 8 aprile 2003, si rischia il caos». La riprogrammazione dei riposi secondo la legge ha avuto conseguenze sui lavoratori: «Per rispettare la pausa di undici ore, i medici e gli infermieri hanno di fatto perso un giorno di riposo la settimana - dice Zoia -. Prima i turni erano concentrati pomeriggio-mattina-notte e tre giorni di riposo. Ora sono mattina-pomeriggio-notte e due giorni a casa».
Il dilemma per medici e infermieri può essere: meglio turni concentrati con il rischio di essere stanchi oppure il rispetto della legge, ma a scapito magari di un giorno in meno a casa? La risposta ora ha poca importanza, Lombardia e Emilia hanno passato la palla al governo. Ma riflette Didoné: «Non bisogna mettere a rischio la sicurezza dei malati». sravizza@corriere.it Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
E già .
In che Stato strano viviamo.
Se io non pago una sanzione per violazione del codice della strada che non mi è mai stata notificata e non ne so nulla, corro il rischio concreto che una concessionaria dello stato metta , a mia insaputa, la mia casa all’asta per recuperare il credito.
Se un’Azienda Ospedaliera viola una legge cosa succede? La Regione chiede subito una deroga alla legge perchè è consapevole che la normativa viene violata sistematicamente in tutte le Aziende Sanitarie. Tutte le Regioni sono colpevoli ( le Regioni sono le “azioniste” delle Aziende Sanitarie”, forniscono loro i ricavi , le finanziano e le devono controllare ).
Con un provvedimento analogo a quello dell’ Ispettorato del Lavoro di Varese a carico di tutte le Aziende Sanitarie a quanto ammonterebbe l’importo delle sanzioni ? Decine , forse centinaia di miliardi di euro. Bancarotta delle Regioni , ma non dello Stato che incasserebbe, ma avrebbe un gran problema politico da risolvere.
Le sanzioni sono giuste e hanno l’obiettivo di essere un deterrente per i Direttori Generali delle Aziende Sanitarie affinché tengano comportamenti legittimi..
Il Ministro della Salute non risponde al coordinatore della Commissione Salute della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome.
Non avendo ricevuto risposta ci pensano due parlamentari a chiedere che ci sia una deroga per continuare a sfruttare con turnistiche che fanno desincronizzare i ritmi circadani i soliti infermieri, medici e tecnici ( non tutti , ci sono i soliti intoccabili e privilegiati) non programmando loro i riposi previsti dalla legge europea. Da tener presente che ci sono studi scientifici che dimostrano che il lavoro a turni senza adeguati riposi provoca l’insorgere di molte malattie, compresi i tumori
www.sicurezzaonline.it/homep/infcro/infcro2006/infcro200608/infcro20060817.pdf
www.evidencebasednursing.it/revisioni/lavoriCS/02_A_biorit.pdf
www.ipasvi.laspezia.net/pubblicazioni/newsletter/salute_turni.pdf
http://www.626.cisl.it/Public/UpLoad/File/turni%20lavoro%20opuscolo%20donne.pdf
I parlamentari che chiedono la deroga sono il senatore Tommassini ( FI) medico ginecologo di Varese (uno dei 25 parlamentari condannati in via definitiva e saltati all’onore delle cronache grazie al V-Day ) e il deputato Airaghi (AN), Ingegnere Meccanico della provincia di Varese che hanno inoltrato al Ministro Turco una interrogazione a risposta scritta ( che riporto : attenzione tra parentesi e in blu le mie note)
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=15&id=263420
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Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01932 Atto n. 4-01932
Pubblicato il 15 maggio 2007 Seduta n. 152
TOMASSINI –
Ai Ministri della salute e del lavoro e della previdenza sociale. Premesso che :in data 16 aprile 2007 è stato notificato da parte della Direzione provinciale del lavoro di Varese all ’ Azienda Ospedale di Circolo di Busto Arsizio un processo verbale di illecito amministrativo riguardante il mancato rispetto dell ’ articolo 7 del decreto legislativo 66/2003 e successive modifiche ed integrazioni;
-l ’ Azienda ospedaliera non avrebbe concesso al personale dipendente il prescritto riposo di 11 ore consecutive ogni 24 ore di lavoro (NB i due parlamentari non sanno nemmeno di cosa parlano! Scrivono 11 ore di riposo ogni 24 ore di lavoro : nemmeno gli schiavi avevano questi ritmi!!!La legge prevede 11 ore di riposo consecutive all’interno delle 24 ore giornaliere);
-a seguito del predetto accertamento all ’ Azienda è stata comminata una sanzione amministrativa di 14.619.780 euro.
La Regione Lombardia ha già espressamente sollecitato il coordinatore della Commissione Salute della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome a farsi carico di stimolare il Ministero della salute al fine di emanare provvedimenti derogatori considerando la peculiarità delle turnazioni nelle strutture sanitarie e la necessità di garantire in ogni modo la continuità del servizio ; rilevato che:
-la legislazione in materia di riposi giornalieri appare rigida e inadeguata ( la direttiva europea è stata applicata subito negli altri stati senza problemi e in Italia appare rigida ed inadeguata) non prevedendo, purtroppo, opportune deroghe all'articolo 17 del decreto legislativo 66/2003 da applicare a tutti i servizi di pubblica utilità come quelli erogati dalle strutture sanitarie ;
-non risulta all ’ interrogante che il Ministero della salute o il Ministero del lavoro e della previdenza sociale si siano concretamente occupati del problema prevedendo opportune modifiche alle norme vigenti, l'interrogante chiede di sapere:
-se i Ministri in indirizzo intendano, e con quali modalità, prevedere provvedimenti per sanare situazioni come quelle sopra riportate che obbligherebbero un ’ Azienda ospedaliera ad un esborso esorbitante e insostenibile in relazione ai bilanci annuali correnti in un contesto di contenimento della spesa sanitaria;(è come se un consigliere comunale abituato, in barba alla segnaletica stradale , a correre ai 100 km/h nel centro del suo paese , prendesse una multa per eccesso di velocità e volesse che l'assessore all'urbanistica modificasse la segnaletica e portasse il limite urbano da 50 a 100 km/h perchè lui è pieno di debiti , ha in programma di contenere le sue spese familiari, ma sopratutto vuole continuare a correre ai 100 k/h in centro abitato !!!!) se intendano, e con quali modalità, prevedere provvedimenti urgenti di modifica dell ’ articolo 17 del decreto legislativo 66/2003 intendano assumere riguardo in particolare alla deroga delle norme vigenti.
In considerazione della peculiarità delle attività sanitarie e della necessità di assicurare la continuità assistenziale del servizio nelle strutture ospedaliere( traduco : poichè le attività sanitarie sono peculiari e noi dobbiamo utilizzare i soldi pubblici per i ben noti privilegi non possiamo nè pagare sanzioni nè permettere che il personale sanitario conduca una vita sana e dignitosa, perché ciò risulterebbe troppo costoso).
La direttiva europea (93/104 C.E.) nasce a tutela della salute di tutti i lavoratori (nessuno escluso), principio fondamentale ribadito anche nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (art 31: limitazione della durata massima dell’orario di lavoro… ed art. 33: diritto a conciliare la vita familiare e quella professionale) e per dettare misure “minime” da rispettare per uniformare le leggi dei paesi membri su criteri che devono essere eguali e riconosciuti a tutti i cittadini membri in qualsiasi paese della comunità stessa, come affermazione del diritto di cittadinanza (ovvero dovuti solo per il fatto di essere cittadini europei), prevedendo che “l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro, sono pienamente applicabili ai settori contemplati dalla presente direttiva”
“Devono essere adottati provvedimenti adeguati al fine di progredire nell'armonizzazione delle condizioni esistenti in tal campo; considerando che il miglioramento della sicurezza, dell'igiene e della salute dei lavoratori durante il lavoro rappresenta un obiettivo che non può dipendere da considerazioni di carattere puramente economico; considerando che la presente direttiva costituisce un elemento concreto nell'ambito della realizzazione della dimensione sociale del mercato interno” “considerando che l'adozione di prescrizioni minime relative all'organizzazione dell'orario di lavoro può migliorare le condizioni di lavoro dei lavoratori nella Comunità” (93/104 C.E.) L’art. 15 (della direttiva 93/104 C.E.) prevede anche che possano esistere anche “Disposizioni più favorevoli , non disposizioni meno favorevoli.
Invece qui , tradendo lo spirito della direttiva europea si vuole sacrificare la salute, la vita familiare e sociale di medici, infermieri e tecnici sanitari e mettere a rischio la salute e la vita dei pazienti curati ed assistiti da personale affaticato e stanco . Tutto questo per considerazioni di carattere puramente economico. Siamo alle solite.
Il Parlamento recepisce (dopo 10 anni) una direttiva europea . La legge non viene applicata.Quando una cittadina fa una segnalazione-esposto affinché la legge venga applicata e ciò provoca una sanzione contro una struttura pubblica subito insorgono due parlamentari ( spinti ovviamente da chi è stato sanzionato).
L' Ispettorato provinciale del lavoro di Varese irroga la sanzione all'Azienda dove “lavora” il sen. Tomassini .
Infatti Tomassini nel suo sito web www.antoniotomassini.it dichiara di essere "Primario ginecologo dell’Azienda ospedaliera di Busto Arsizio (Va) ( lo dichiara pubblicamente lui). Vogliono una deroga “ad-personam” o meglio “ad-Regiones” per non far pagare chi da anni sfrutta il personale sanitario privandolo , con programmazione scientifico–caotica , dei riposi.
Le Regioni e le Aziende sanitarie si vedono multate , non accettano di dover pagare a causa di una loro violazione e cosa fanno ? Si muovono perché venga introdotta una deroga alla Legge. “La legislazione in materia di riposi giornalieri appare rigida e inadeguata non prevedendo, purtroppo, opportune deroghe all'articolo 17 del decreto legislativo 66/2003 da applicare a tutti i servizi di pubblica utilità come quelli erogati dalle strutture sanitarie”recita l’interrogazione parlamentare.
Ma cos è ? Chi lavora nelle strutture sanitarie è biologicamente diverso agli altri ? Necessita di un minore riposo perché geneticamente modificato dalla professione che svolge?
La verità è un’altra e la conoscono tutti gli addetti ai lavori. C’è una enorme carenza di personale sanitario , infermieristico in particolare, a cui si aggiunge una quota rilevante di impiego improprio. Chi programma gli orari di servizio non riesce a far usufruire i riposi nel rispetto della legge.
Di certo c’è che il Senatore Tommassini è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a 3 anni e 6 mesi per falso ideologico ( falsificazione della cartella clinica a seguito della morte di un neonato e distruzione di cartogramma) e siede in parlamento a rappresentare chi ? E' in Senato per tutelare i pazienti assistiti da personale sanitario che non gode dei riposi e si trova a lavorare con i ritmi circadiani completamente stravolti e la mente obnubilata dalla stanchezza?
http://www.varesenews.it/elezioni2001/news/7-5tomassini.htm Varesenews
Busto Arsizio 7 maggio 2001 - Di questa vicenda si è occupata la stampa nazionale, il centro sinistra ritorna sulla vicenda con un comunicato che il giornale riporta fedelmente
Una storia emblematica: il sen. Tomassini Forza Italia e la sanità
Riceviamo e pubblichiamo
Alle precedenti elezioni politiche -1996- Forza Italia ha presentato come candidato il dott. Tomassini Antonio, ed i suoi elettori lo hanno gratificato di un seggio al Senato.
Ciò , nonostante che il dott. Tomassini fosse già da anni sottoposto a giudizio per mancata assistenza nella fase precedente il parto di una signora, con conseguenti disastrose, lesioni cerebrali alla neonata, destinata a 19 anni di vita solo vegetativa; nonché per un altro reato infamante: alterazione della cartella clinica e soppressione del partogramma.
Sulle ragioni di opportunità Forza Italia fece prevalere il principio di presunzione di innocenza sino alla condanna definitiva. Tomassini fu anzi nominato responsabile nel partito per la Sanità e designato a rappresentare il partito nella Commissione senatoriale per la Sanità.
Nel 1998 il tribunale di Varese lo condanna a tre anni di reclusione; nel 1999 la Corte d'Appello di Milano, confermato che il dott. Tomassini, anziché assumersi la responsabilità del suo operato, ha manipolato la cartella clinica di quella partoriente e fatto sparire il partogramma, lo condanna a tre e sei mesi di reclusione. Forza Italia si mantiene sulla linea di presunzione d'innocenza.
11/01/2000: la Corte suprema di Cassazione conferma la condanna,a tre anni e sei mesi di reclusione del dott. Tomassini, che tuttavia fruisce di un condono del 1990.
Con il terzo e definitivo grado di giudizio è ovviamente venuta meno la presunzione di innocenza, tuttavia Forza Italia e la Casa della Libertà il 13 maggio 2001 ripresentano il dott. Tomassini Antonio come candidato al Senato per il collegio 19 di Busto Arsizio. Anzi,il settimanale berlusconiano "Panorama" prevede Tomassini destinato all'incarico di Ministro della Sanità.
Ora manca solo il giudizio dell'elettore.
Democratici di sinistra
sezione di Busto Arsizio
Finora i ministri interpellati non hanno ancora risposto.
Però Tomassini è membro della 12° Commissione del Senato Igiene e Sanità.
Il 13 giugno in occasione dell’esame del DDL 1334 (denominato Turco-Mussi) su”Interventi per il settore sanitario e universitario” coglie l’occasione per introdurre un emendamento. Atto Senato n. 1334 - XV Legislatura -Interventi per il settore sanitario e universitario COMMISSIONI 7ª e 12ª RIUNITE -7ª (Istruzione pubblica, beni culturali) -12ª (Igiene e sanita') - MERCOLEDÌ 13 GIUGNO 2007 - 11ª Seduta Emendamento5.0.6TOMASSINI, BIANCONI, CARRARA, COLLI, GHIGO, LORUSSO, ASCIUTTIDopo l'articolo 5, inserire il seguente:«Art. 5-bis.(Misure urgenti per la turnazione del personale sanitario) 1.
Dopo il comma 1 dell'articolo 7 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, è aggiunto il seguente comma:"1-bis. In tutte le strutture di ricovero e cura, tra le ore 0 e le ore 24, ai lavoratori a turni debbono essere concesse almeno undici ore di riposo anche non consecutive. La presente disposizione si applica a far data dal 29 aprile 2003"».
Per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 5.0.6 ha la parola il senatore TOMASSINI (FI), il quale richiama l'esigenza di un intervento legislativo in materia di turnazione del personale sanitario, volto a sancire che il riposo giornaliero riconosciuto al lavoratore soggetto a turni possa essere fruito anche in modo non consecutivo. Ciò consentirebbe alle strutture sanitarie che - in presenza di significative carenze di organico - non sono in grado di effettuare le turnazioni secondo le modalità previste dalla normativa vigente di non incorrere in sanzioni, talvolta estremamente onerose.
Il senatore TOMASSINI (FI) trasforma l'emendamento 5.0.6 nell'ordine del giorno G/1334/2/7e 12. Dopo che il sottosegretario ZUCCHELLI ha dichiarato di accogliere l'ordine del giorno G/1334/2/7e 12, quest'ultimo è posto ai voti e approvato dalle Commissioni riunite ai fini della trasmissione in Assemblea ORDINI DEL GIORNO ED EMENDAMENTI AL DISEGNO DI LEGGE N° 1334G/1334/2/7ªe12ª
TOMASSINI, BIANCONI, CARRARA, COLLI, GHIGO, LORUSSO, ASCIUTTI
Il Senato, in sede di esame del disegno di legge n. 1334, recante «Interventi per il settore sanitario e universitario», preso atto della carenza di personale che rende talvolta problematica l'effettuazione delle turnazioni secondo le modalità previste dalla normativa vigente, invita il Governo a verificare l'opportunità di modificare la normativa in materia di turnazione del personale sanitario prevista all'articolo 7, comma 1, del decreto legislativo n. 66 del 2003, nel senso di consentire che, tra le ore 0 e le ore 24, ai lavoratori a turni siano concesse almeno undici ore di riposo anche non consecutive.
"E’ evidente che non si può sopperire alle carenze di organico caricando i singoli lavoratori di un super-lavoro a discapito della loro sicurezza , salute e al diritto costituzionalmente garantito di realizzazione della propria personalità all’interno della propria vita privata, che non può essere continuamente compressa e violata da un abuso di potere del datore di lavoro.
“Il 42% degli errori medici si verificano per sovraccarico di lavoro, stress e affaticamento”, sottolinea, infatti, l'Agenzia per i servizi sanitari regionali, il 16 per cento per “l'organizzazione dei turni “ (Assr).
(Vedere “La promozione dell’innovazione e la gestione del rischio” - Progetto nazionale promosso dal Ministero della Salute -Riccardo Tartaglia - rischio.clinico@regione.toscana.it Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo )
Chi è stanco cura male. Chiedere di derogare alla normativa sui riposi perchè c'è carenza di organico è come non fare le dovute manutenzione ad aerei, treni, navi... mezzi di trasporto sottoposti a sovra-utilizzo per eccesso di domanda a fronte di un parco automezzi sottodimensionato : tutti ne conosciamo le tragiche conseguenze .
Ma significa anche far fare una vita grama a quegli infermieri, medici e tecnici ( forse non sono la maggioranza rispetto al totale ma lavorano il doppio rispetto agli altri) , perchè non hanno più una vita privata, o meglio non hanno più una vita. Cosa dire di coloro che , come al centro trapianti Molinette del Prof. Salizzoni , fanno 22 Servizi di Pronta Disponibilità al mese oltre all’orario di lavoro e lavorano di notte e nei giorni di riposo come fossero automi? Nel frattempo , in ottobre , a seguito di esposti di infermieri e piccoli sindacati che segnalavano le violazioni del D.Lgs.66/2003 , le Direzioni Provinciali del Lavoro di Bergamo , Milano, Pavia e Varese si sono attivate. Ora la situazione è diventata esplosiva. In 10 Ospedali della Lombardia le Direzioni Provinciali del Lavoro stanno effettuando accertamenti. Poi arriveranno le multe milionarie a carico dei Direttori Generali.
Antonio Marcianò , capo della Direzione Regionale del Lavoro della Lombardia , afferma che per risolvere il problema devono essere introdotte deroghe nel prossimo CCNL . Infatti, il Ministro del Lavoro ha già dichiarato che le deroghe possono essere introdotte solo se lo consentono i sindacati ( da tener presente che non possono essere previste deroghe con accordi a livello locale , ma eventualmente solo a livello nazionale).
Il problema non si risolve introducendo nei CCNL deroghe alla Legge europea che prevedano riposi giornalieri NON garantiti con un numero minimo di ore. Si risolve stanziando maggiori risorse per il personale : maggiori retribuzione per rendere più attrattiva la professione infermieristica ( che sempre in meno vogliono intraprendere proprio perché usurante non in sé ma per la pessima gestione ) e quindi maggiori fondi per le assunzioni.
Si riporta l’articolo del Corriere della Sera che porta in evidenza gli accertamenti che stanno compiendo le Direzioni Provinciali del Lavoro in Lombardia. La giornalista , o il suo caporedattore , hanno scorrettamente titolato “Infermieri fuorilegge” e “ Gli Infermieri non rispettano i turni”, quando invece solo le Direzioni di ASL e/o di Aziende Ospedaliere a programmare turni in violazione della legge non solo per gli Infermieri ma anche per TSRM, TSLB, Ostetriche , Tecnici Perfusionisti, OSS, OTA , che sono vittime dei soprusi delle Direzioni delle Aziende Sanitarie.
Sezione: varie - Pagina: 001
(1 novembre, 2007) - Corriere della Sera
Infermieri fuorilegge, multe milionarie agli ospedali
Riposi saltati e non rispetto degli orari di lavoro. Il blitz degli ispettori rischia di mettere in ginocchio la sanità
Troppo pochi e spesso con orari fuorilegge: ospedali, è caos infermieri. Sul banco degli imputati, il mancato rispetto della pausa di 11 ore tra un turno e l' altro. Un' inadempienza che rischia di mettere in ginocchio le aziende ospedaliere che saranno chiamate a pagare multe milionarie. La Direzione regionale del lavoro per la Lombardia sta effettuando controlli a tappeto.
Dieci gli ospedali ispezionati. Antonio Marcianò, a capo degli ispettori: «Serve un decreto ministeriale che preveda deroghe per gli orari degli infermieri»( nota : quello che vuole Tomassini). La situazione preoccupa anche la Regione. La scorsa estate, il governatore Roberto Formigoni aveva scritto ai ministri Cesare Damiano, Luigi Nicolais e Livia Turco: «Le sanzioni comminate alle aziende sanitarie per la violazione delle disposizioni potrebbero compromettere i piani di rientro formulati dalle Regioni in disavanzo». A pagina 3 Ravizza
Corriere della Sera
Sezione: ospedali - Pagina: 003
(1 novembre, 2007) -
L' EMERGENZA SANITA'
«Gli infermieri non rispettano i turni». Multe agli ospedali
Blitz degli ispettori: troppe volte salta il riposo dei lavoratori. «Così è a rischio la sanità. Serve un decreto del governo»
Ospedali nel caos per gli infermieri. Troppo pochi e spesso con orari fuorilegge.
È la ferita aperta della sanità (d' eccellenza) della Lombardia. Il problema della carenza di organici va di pari passo con un' altra questione esplosiva, più che mai d' attualità: i turni in corsia e il mancato rispetto della pausa di undici ore tra uno e l' altro. Un' inadempienza che adesso rischia di mettere in ginocchio le aziende ospedaliere che saranno chiamate a pagare multe milionarie (con ogni probabilità entro la fine dell' anno). La Direzione regionale del lavoro per la Lombardia sta facendo controlli a tappeto.
Dieci gli ospedali ispezionati finora: sette con verifiche in tutti i reparti, gli altri tre con blitz parziali. Milano, Pavia, Bergamo e Varese le città interessate.
Il risultato delle ispezioni replicherà, con ogni probabilità, quello che si è già verificato per l' ospedale di Saronno, multato la scorsa estate con una contravvenzione da 15 milioni di euro.
«Interveniamo su segnalazione per fare fronte a situazioni gravi - spiega Antonio Marcianò, a capo della Direzione regionale del lavoro per la Lombardia -. Ma siamo preoccupati: se si va avanti così rischia di saltare l' equilibrio del sistema finanziario della sanità della Lombardia». Le undici ore di pausa tra un turno e l' altro sono previste dalla normativa europea sull' orario di lavoro (recepita con il decreto legislativo 66 del 2003). «Ma gli ospedali da un lato non hanno un numero sufficiente di infermieri per adeguarsi, dall' altro spesso si scontrano con una organizzazione del lavoro voluta dagli stessi dipendenti - sottolinea Marcianò -. La legge, però, parla chiaro: per chi non la rispetta scattano sanzioni».
In gioco ci sono milioni di euro: le norme prevedono 210 euro di multa per infermiere per ogni giorno di riposo fuorilegge.( Mia nota: la Giornalista è male informata : le sanzioni vanno da un minimo di 105 ad un massimo di 630 euro per ogni violazione a danno di ogni infermiere). Non solo: gli anni presi in considerazione sono cinque. Di qui le cifre astronomiche che rischiano di rivelarsi il tallone di Achille degli ospedali lombardi.
Da Milano si leva, allora, un appello rivolto al Ministero del Lavoro. «Per risolvere la questione (?) è necessario un decreto ministeriale che preveda deroghe per gli orari degli infermieri - dice Marcianò -. Altrimenti devono essere stipulati nuovi accordi collettivi. I singoli ospedali non possono derogare alla legge neppure con patti sindacali stipulati al loro interno»
Le multe scattano entro novanta giorni dai controlli.
Sugli ospedali della Lombardia rischiano di cadere a pioggia (come, d' altronde, nel resto d' Italia). La questione preoccupa anche il Pirellone (= Regione Lombardia). Dello scorso luglio una lettera del governatore Roberto Formigoni ai ministri Cesare Damiano (Lavoro), Luigi Nicolais (Riforme nella pubblica amministrazione) e Livia Turco (Sanità).
«Il quadro normativo delineato, già di per sè sufficiente a evidenziare lo stato di criticità nel quale gli ospedali si trovano ad agire, è ulteriormente aggravato dalle infrazioni che stanno riscontrando gli ispettori del lavoro (...- si legge nel documento -. Le sanzioni comminate alle aziende sanitarie per la violazione delle disposizioni potrebbero compromettere i piani di rientro formulati dalla regioni in disavanzo (e non solo, ndr)».
La risposta di Damiano non si è fatta attendere: «Il ministero del Lavoro non può prendere autonomamente nessuna iniziativa. La competenza è di aziende e sindacati». Il problema resta aperto. Allarga le braccia Emilio Didoné: «La questione è stata sottovalutata anche dai sindacati. I lavoratori si sono rivolti così agli ispettorati del lavoro. Adesso non va persa l' occasione per obbligare le direzioni aziendali a riorganizzare i turni di lavoro nel rispetto delle normative». sravizza@corriere.it Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Il sito dell’associazione medici psichiatri www.aipsimed.org da fine settembre si è attivato per un appello da inviare ai ministri della funzione pubblica, del lavoro e della salute , ai sindacati firmatari del CCNL , agli ordini e collegi professionali perché non vengano apportate deroghe al D.Lgs. 66/2003. Ad oggi hanno aderito oltre 1.700 tra Infermieri, Medici, Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico, Tecnici Sanitari di Radiologia Medica , Ostetriche e altri operatori.
Per vedere l’appello http://www.aipsimed.org/?q=node/663
Per leggere i commenti di chi ha aderito http://www.aipsimed.org/?q=node/687
Per vedere chi ha aderito http://www.aipsimed.org/?q=node/665
In Giugno anche in Veneto è stata comminata una sanzione per i mancati risposi:
Il Gazzettino
Giovedì, 7 Giugno 2007
La direzione generale dell’azienda ha presentato ricorso contro la stangata dell’Ispettorato per i turni massacranti
Multa per il superlavoro, l'Usl non ci sta
All’ex primario addebitati 190mila euro. Del Favero (Direttore Generale): «Non si può chiudere il pronto soccorso»
Conegliano
Oltre 200 mila euro di multa, è questa la cifra confermata della sanzione dell'Ispettorato del Lavoro a carico dell'ex primario di Pronto soccorso dell'Usl 7 Salvatore Conigliaro, a cui sarebbero stati addebitati circa 190 mila euro, e del suo vice Massimo Antonacci per 15 mila euro.
L'Usl, la direzione generale dell'azienda, è stata chiamata alla corresponsabilità nella vicenda dei carichi di lavoro al pronto soccorso di Vittorio e Conegliano. È stato un esame molto lungo quello effettuato dagli incaricati dell'Ispettorato che hanno riscontrato, scorrendo i cedolini, i dati delle presenze di medici e personale infermieristico del Pronto soccorso, turni massacranti, ben oltre il consentito dalle legge.
In particolare ogni volta che tra un turno e l'altro sopportato dai medici e dagli infermieri all'ospedale di Vittorio, non c'erano le 11 ore di sosta canoniche, è scattata la contestazione.
Il direttore generale dell'Usl 7 Angelo Lino Del Favero, non ha avuto difficoltà ieri ad ammettere le sanzioni a carico dei medici, ma chiamando fuori la direzione sanitaria dell'azienda che si è dichiarata comunque a fianco del primario.
«Gli orari erano responsabilità del medico - sottolinea Del Favero - e noi come azienda siamo stati chiamati in corresponsabilità, ma abbiamo presentato un ricorso inattaccabile.
È assurdo che lo Stato attraverso la finanziaria blocchi le assunzioni e il ministero mandi gli ispettori a verificare se vengono rispettati i turni. Un secondo aspetto è che rispetto alla normativa sui turni la legge esenta i dirigenti. Ma secondo gli ispettori un dirigente medico non è un vero dirigente, perchè manca di autonomia.
È un abbaglio: secondo noi e la Regione il dirigente medico nell'attività professionale è autonomo alla grande. Mi chiedo infine se due dei nostri medici vanno in malattia, cosa facciamo? Chiudiamo il pronto soccorso per non incorrere nella sanzione e il non rispetto del turno di riposo di 11 ore?»
Le componenti della questione sono insomma molteplici e Del Favero non nasconde un certo ottimismo di vincere il ricorso, e nessuno così pagherà in solido. «È una cosa che potrebbe avere ripercussioni in tutto il Veneto, è un grosso problema di interpretazione - conferma Del Favero - È pericoloso che lo Stato ti blocchi e poi ti manda gli ispettori e il dirigente medico venga considerato alla stregua di un cassiere. Poi nel caso specifico, lo può confermare il primario, gran parte dei medici volevano fare i turni, con espresse richieste per garantire il servizio ai pazienti. Fortunatamente la Regione per il 2007 ci permette di integrare il turn over attraverso la propria finanziaria, ma le difficoltà non mancheranno».
Fulvio Fioretti
Finalmente anche in questo caso infermieri e medici sono ricorsi alla Direzione Provinciale del Lavoro
E' chiamato a pagare direttamente il "primario", in solido con l'ASL.
E' giusto che sia così. E' lui il Responsabile della Struttura.
Se riteneva di non avere le risorse umane adeguate per garantire il Servizio nel rispetto della legge doveva dare le dimissioni e ritornare a fare il medico senza responsabilità organizzative .
Se il Direttore Generale riteneva di non avere le risorse umane necessarie per garantire il servizio nel rispetto della legge avrebbe dovuto rimettere l'incarico. Ma come fa a protestare contro chi (il Governatore della Regione ) l'ha nominato ? Le nomine dei Direttori Generali sono politiche e questi non andranno mai contro chi li ha nominati. Allora il Direttore Generale formalmente e furbescamente imputa la causa dei suoi problemi allo Stato.
Il direttore generale afferma che non può chiudere il pronto soccorso ( un bel ricatto). Non si vuole assumere le sue responsabilità.
Consapevolmente preferisce non rispettare i periodi minimi di riposo di medici e infermieri tutelati dall'art. 7 del D.lgs.66/2003 . Questo perchè i soldi delle sanzioni non li deve sborsare lui ma l'Azienda Ospedaliera. E' sufficiente fare un esposto alla Procura della Corte dei Conti Regionale affinchè esperisca azione di rivalsa per danno erariale contro il Direttore Generale. Allora dovrà scegliere tra pagare di tasca sua o chiudere il PS . In questo caso sarebbe accusato in base all'art. 340 del codice penale per Interruzione di pubblico servizio.
Di fronte a tale scelta ( pagare di tasca propria centinaia di migliaia o milioni di euro o riportare condanna penale ) cosa sceglierà?
E' meglio che si dimetta.
Anche perchè oltre alla azione di rivalsa per danno erariale la Corte dei Conti può richiedere ai componenti della Direzione Aziendale il risarcimento per danno all'immagine.
Infatti con sentenza n. 10 del 23 aprile 2003, le Sezioni Riunite della Corte dei Conti hanno affermato che la Pubblica Amministrazione come un qualunque cittadino può subire, per effetto della condotta di un proprio dipendente, un danno all’immagine (inteso come danno esistenziale) che va risarcito. La Corte offre una interpretazione estensiva della responsabilità amministrativa che va al di là della tutela patrimoniale della Pubblica Amministrazione, spingendosi ad affermare che in una società moderna, tesa all’efficienza degli apparati amministrativi, va salvaguardato anche il diritto all’immagine.
Mi auguro che a Conegliano medici infermieri adesso promuovano dei ricorsi presso il Giudice del lavoro per chiedere il risarcimento dei danni. E poi , opportunamente sollecitata, agisca di conseguenza la Corte dei Conti contro il Direttore Generale per rivalersi su di lui per gli esborsi effettuati dall'Azienda Sanitaria e per il danno all'immagine arrecato alla stessa.
In varie parti d'Italia medici e Infermieri hanno capito che l'unico modo per non farsi distruggere la vita dalle Aziende Sanitarie è inviare esposti-segnalazioni alle Direzioni Provinciali del Lavoro per violazione degli art. 7 e 9 del D.Lgs.66/2003 ( è opportuno farsi assistere da qualificati Studi Legali). Contemporaneamente fare ricorsi al Giudice del lavoro e chiedere il risarcimento danni.
In conclusione : L’Italia è il paese europeo con meno infermieri rispetto alla popolazione. Poiché ci sono pochi infermieri ( mancano politiche formative e retribuzioni adeguate ) , quei pochi lavorano anche per quelli che mancano , con riposi inadeguati, salti di riposo settimanali, mancata fruizione di ferie ( se si consolidassero i bilanci delle Aziende sanitarie alla voce “ debiti verso dipendenti per ferie maturate e non godute, per straordinari effettuati e non pagati” risulterebbe che i dipendenti sono una grande banca che presta soldi gratuitamente alle aziende sanitarie : non solo presta soldi senza percepire interessi , ma regala la propria vita , sacrificandola agli affetti familiari, amicali e alla socialità e partecipazione).
Per tamponare il problema capita che vengano inserite cooperative con infermieri stranieri che non conoscono nemmeno la lingua italiana, per cui diventano più in problema che una risorsa.Negli altri paesi europei , ma anche negli Usa, Canada, Australia e Nuova Zelanda per lavorare come infermiere, oltre alla Laurea riconosciuta, non è semplicemente necessario superare un esame per dimostrare di conoscere perfettamente la lingua : si deve superare un esame di lingua specialistico in campo medico infermieristico.
In Norvegia , ad es. , sono molto attenti anche ad assumere le infermiere danesi perché , essendo il danese una lingua simile a norvegese, le infermiere facevano confusione con i numeri e quindi con le dosi di farmaci.Il problema della carenza di infermieri è mondiale , ma perché la Norvegia che ha il triplo delle infermiere italiane in rapporto alla popolazione continua a cercare infermiere all’estero, che siano altamente qualificate e che sappiano perfettamente il norvegese, mentre in Italia si appalta a cooperative in cui lavorano infermiere che conoscono poco e male l’Italiano ?
Perché non viene svolta una seria selezione? I preposti alla gestione ( ma anche al controllo) invocano deroghe alla legge per continuare a non far godere i riposi invece di attuare politiche per ottenere nel breve –medio e lungo periodo un numero adeguato di personale per le professioni sanitarie. Lavorare in queste condizioni aumenta enormemente il rischio clinico, specialmente per chi viene chiamato , oltre l’orario di lavoro, durante il Servizio di Pronta Disponibilità ( reperibilità) . E chi commette errori in sanità, come si sa, finisce in tribunale.
Bisogna fermarli!!!!
Il Comitato per il Diritto al Riposo



