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Ti invitiamo ad aderire all’appello presente nel sito http://www.aipsimed.org/?q=node/663 per fermare l’iniziativa di un senatore che vuole modificare, solo per chi lavora nella sanità, la legge europea sull’orario di lavoro e non consentire un riposo giornaliero adeguato.
Superate 1.700 adesioni. Però questa iniziativa è ancora poco conosciuta. E’ necessario farla conoscere di più. Informate i colleghi e invitateli ad aderire all’appello sul sito http://www.aipsimed.org/?q=node/663. Scaricate la locandina alla pagina http://www.aipsimed.org/locandina.pdf e diffondetela.
Nell’ASL di Cesena e all’ Ospedale San Martino di Genova hanno aderito interi gruppi della stessa U.O., così come in molte altre Aziende della Liguria , Toscana, Abruzzo, Liguria Marche hanno aderito in gruppo. Purtroppo in molti altri casi ci sono state troppe adesioni isolate. E’ necessario far conoscere di più l’iniziativa (passaparola, e-mail ,telefonate, sms, fax , volantinaggio…) e aderire il più possibile coinvolgendo tutti i colleghi. Se in tutta Italia ci fosse stato il tasso di adesione della Liguria avremmo già superato quota 5.400 adesioni. Se ognuno riesce a realizzare l’obiettivo di informare e far aderire almeno altri 5 colleghi, i quali si prendono l’impegno di farne aderire ciascuno altri 3 , allora in pochi giorni possiamo aspettarci una crescita esponenziale delle adesioni. E’ importante che aderiscano gli studenti del Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche ( già in molti hanno aderito) , perché quando sarete infermieri , se non viene bloccata questa modifica di legge, i riposi adeguati non potrete mai averli.
Inoltre possono aderire anche i familiari (marito, moglie, figli, genitori…) che subiscono negativamente le conseguenze dei riposi non adeguati e/o dei riposi saltati della moglie, marito , madre, padre. E’ sufficiente che nel campo “In quale area sanitaria lavori ?” della pagina http://www.aipsimed.org/?q=node/663 inseriscano “ marito di infermiera, , moglie di infermiere , figlio di infermiera Inoltre possono aderire anche i pazienti , esprimendo il loro dissenso per essere assistiti da personale non adeguatamente riposato.
ISTRUZIONI PER L'AFFISSIONE DELLA LOCANDINA
Tagliare i bordi dx e sin dei rettangolini in basso per consentire alle persone interessate di prelevare un tagliandino con il promemoria del sito www.aipsimed.org per collegarsi e aderire all’appello.
· Si consiglia di appendere la locandina sopra gli orologi marcatempo, nelle bacheche e nella propria U.O. o Servizio
· Fotocopiare qualche locandina anche per altri colleghi , perché la affiggano nei loro reparti.
· E’ un piccolissimo gesto che può portare ad un grande risultato.
· Grazie a tutti perchè con la vostra adesione testimoniate che per aiutare le persone che necessitano di cure e assistenza sanitaria è fondamentale curare il proprio benessere psico-fisico.
Un'ulteriore possibilità è informare a voce i colleghi , i medici, gli altri professionisti sanitari e lasciare loro come pro-memoria un bigliettino ( scritto a mano o al computer) con l’indirizzo del sito www.aipsimed.org perché aderiscano all’appello.
In questa pagina è possibile leggere alcuni commenti di persone che hanno aderito all’appello http://www.aipsimed.org/?q=node/687
Non lasciamo che venga ci rapinato il riposo, rovinata la salute e sequestrata la vita !!!La vita è un bene troppo prezioso per farcelo sciupare da chi non vuole o non è grado di gestire e organizzare le Aziende Sanitarie in modo efficace per la salute nostra e dei cittadini. E’ sufficiente investire alcuni minuti per salvarci da anni di riposi rubati. Senza un riposo adeguato, che vita è ? Per chi vuole approfondire l’argomento segnaliamo il seguente articolo. Abstract Questo articolo pone in evidenza
1) le sistematiche violazioni commesse dalle Aziende Ospedaliere e le ASL nel non programmare i periodi di risposo minimo giornaliero ( previsti dalla legislazione italiana che ha recepito in tema due direttive europee) al personale sanitario e tecnico sanitario dipendente ( Medici, Infermieri, Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico, Ostetriche, Operatori Socio Sanitari e Operatori addetti all’assistenza
2) La volontà di un senatore di consentire , tramite una modifica di legge , che questa prassi illegale, diventi legale .
3) Il rischio concreto che venga introdotto nel prossimo Contratto Nazionale Collettivo un articolo che consenta alle Aziende di non programmare un risposo giornaliero adeguato Il riposo giornaliero rapinato.L’Art. 7 del D.Lgs. 66/2003 e successive integrazioni prevede l’obbligo per le Aziende di programmare un periodo di riposo giornaliero minimo di 11 ore consecutive.
L’art. 18 prevede pesanti sanzioni amministrative (ma anche penali) per le Aziende che non rispettano quanto disciplinato in tema di orario di lavoro. Dopo la prima sanzione comminata dalla Direzione Provinciale del Lavoro ad Aprile 2007 all’Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio , presidio di Saronno, (Va) ammontante a 15 milioni di euro per non aver rispettato il riposo minimo giornaliero di almeno 11 ore consecutive per i suoi dipendenti, cosa succede? Per non far pagare la sanzione qualcuno ( vedremo chi) si muove per introdurre una modifica alla legge con effetto retroattivo.
Ma perché le Aziende Ospedaliere e Sanitarie non rispettano la legge che prevede, tra l’altro, dei periodi di riposo minimo giornaliero e settimanale per i lavoratori? Perché non c’è personale e quel poco che c’è oltre a farlo lavorare male e molto al di sotto degli standard professionali e di qualità lo fanno riposare meno.
Con enorme aumento del rischio clinico per i pazienti: e poi si parla di malasanità come fosse sempre colpa dei lavoratori e mai di chi è preposto a pianificare , organizzare, dirigere e controllare. Ma andiamo per ordine , documentazione alla mano. Il 23 novembre 1993 il Consiglio della comunità europea emana la direttiva 93/104/CE per fissare prescrizioni minime destinate a migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori mediante il ravvicinamento delle disposizioni nazionali riguardanti, in particolare, l'orario di lavoro” (v. sentenza della Corte di Giustizia Europea 26 giugno 2001, causa C-173/99, BECTU, Racc. pag. I-4881, punto 37). Molti stati europei la recepiscono , come recepiscono la successiva modifica, del 22 giugno 2000 del Parlamento europeo e del Consiglio (direttiva 2000/34/CE) . Ma in Italia si succedono molti governi, e solo dopo quasi 10 anni , l’8 aprile 2003 viene promulgato il D.Lgs. 66 in tema di organizzazione dell’orario di lavoro, firmato dal Ministro Maroni. Nel frattempo con Dini sono stati formalizzati i Co.Co.Co, è passata la Legge Treu nel primo governo Prodi e la Legge 30 (Biagi) nel secondo governo Berlusconi.
Insomma, il tempo per destrutturate il mercato del lavoro lo si è trovato, quello per armonizzare con il resto d’ Europa i diritti in tema di orario di lavoro no. Una delle disposizioni della legge è relativa ai riposi giornalieri e settimanali. In particolare l’art. 7 prevede che “ il lavoratore ha diritto a undici ore di riposo consecutivo ogni ventiquattro ore”. In molti Ospedali, dove ci sono turnistiche che non rispettano il dettato della legge, non cambia nulla. L’Italia è il paese europeo che ha in assoluto meno infermieri in proporzione alla popolazione, ma anche a livello mondiale si posiziona al 40° posto.
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Nurses (density per 1 000 population) |
|
| |
|
|
year |
| 1 |
Norway |
15.24 |
2003 |
| 2 |
Ireland |
15.20 |
2004 |
| 3 |
Finland |
14.33 |
2002 |
| 4 |
Netherlands |
14.13 |
2003 |
| 5 |
Iceland |
14.03 |
2003 |
| 6 |
United Kingdom |
12.12 |
1997 |
| 7 |
Belarus |
12.03 |
2003 |
| 8 |
Switzerland |
11.15 |
2000 |
| 9 |
Denmark |
10.36 |
2002 |
| 10 |
Canada |
10.35 |
2003 |
| 11 |
Sweden |
10.24 |
2002 |
| 12 |
Uzbekistan |
10.22 |
2003 |
| 13 |
Germany |
10.12 |
2003 |
| 14 |
Czech Republic |
10.11 |
2003 |
| 15 |
Austria |
9.38 |
2003 |
| 16 |
United States of America |
9.37 |
2000 |
| 17 |
Hungary |
9.25 |
2003 |
| 18 |
Luxembourg |
9.16 |
2003 |
| 19 |
Australia |
9.10 |
2001 |
| 20 |
Turkmenistan |
9.04 |
2002 |
| 21 |
Estonia |
8.50 |
2000 |
| 22 |
Seychelles |
8.33 |
2004 |
| 23 |
Japan |
8.19 |
2002 |
| 24 |
New Zealand |
8.16 |
2001 |
| 25 |
Spain |
8.08 |
2003 |
| 26 |
Russian Federation |
8.05 |
2003 |
| 27 |
Lithuania |
8.02 |
2003 |
| 28 |
Ukraine |
8.02 |
2003 |
| 29 |
Cuba |
7.44 |
2002 |
| 30 |
France |
7.24 |
2004 |
| 31 |
Slovenia |
7.21 |
2002 |
| 32 |
Slovakia |
7.17 |
2003 |
| 33 |
Azerbaijan |
7.11 |
2003 |
| 34 |
Israel |
6.26 |
2003 |
| 35 |
Belgium |
6.23 |
2003 |
| 36 |
Malta |
6.23 |
2003 |
| 37 |
Kyrgyzstan |
6.14 |
2003 |
| 38 |
Republic of Moldova |
6.06 |
2003 |
| 39 |
Kazakhstan |
6.01 |
2003 |
| 40 |
Italy |
5.44 |
2003 |
| 41 |
Qatar |
5.34 |
2001 |
| 42 |
Poland |
5.30 |
2003 |
| 43 |
Latvia |
5.27 |
2003 |
| 44 |
The former Yugoslav Republic of Macedonia |
5.19 |
2001 |
| 45 |
Croatia |
5.05 |
2003 |
| 46 |
Gabon |
5.04 |
2004 |
Fonte: http://www.who.int/whosis/indicators/2007HumanResourcesForHealth/en/index.html
World Health Organization – Organizzazione Mondiale della Sanità Inoltre l’Italia è il paese , più di ogni altro, in cui gli infermieri vengono impiegati per lavori non infermieristici ( attività alberghiere e/o segretariali di supporto ai medici) , a fronte di una forte carenza di organici.
In Italia non c’è alcun interesse a far rispettare la legge sui riposi e si continua ad attribuire periodi di riposo di gran lunga inferiori a quelli previsti per legge. Inoltre per tutti i medici, infermieri e tecnici che oltre l’orario di lavoro , sono obbligati per contratto ad essere prontamente reperibili, si verificano situazioni abnormi : ad es chirurghi ed infermieri strumentisti che hanno lavorato tutto il giorno vengono tranquillamente chiamati , anche più volte, di notte per interventi urgenti e la mattina devono essere nuovamente al lavoro.
Io non vorrei di certo essere il paziente su cui viene eseguito un intervento chirurgico da medici e infermieri che hanno lavorato il giorno precedente e durante la notte. E non vorrei essere il medico o l’infermiere che sbaglia per stanchezza. Tutto procede con sistematiche violazioni della legge finché a Saronno una dipendente dell’ Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio (Va) a fine 2005 invia una esposto alla Direzione Provinciale del Lavoro perché accerti le violazioni del D.Lgs. 66/2003 in tema di riposi minimi garantiti. Terminati gli accertamenti , il 16 Aprile 2007 la Direzione Provinciale di Varese multa l’Azienda di Busto Arsizio con una sanzione amministrativa di 15 milioni di euro.. Finalmente un po’ di giustizia , verrebbe da dire . Medici , infermieri e tecnici sanitari sono cittadini europei non solo perché c’è l’euro ma perché un po’ di diritto europeo è entrato in Italia : finalmente si applica la direttiva europea sull’orario di lavoro e chi la viola la legge viene sanzionato.
No, troppo bello.
Vista la malparata la Regione Lombardia ha espressamente sollecitato il coordinatore della Commissione Salute della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome a farsi carico di stimolare il Ministero della salute al fine di emanare provvedimenti derogatori al D.LVO 66/2003 .
Dal Corriere della Sera - Lombardia di Dom 24 Giugno 2007
Lombardia ed Emilia chiederanno una deroga al governo. La stanchezza del personale mette a rischio l' assistenza
«Turni non stop negli ospedali o sarà il caos»
I direttori generali: pochi medici e infermieri, impossibile rispettare i riposi obbligatori
L' ultima grana della sanità lombarda riguarda 13 mila medici e 90 mila infermieri. È un problema che coinvolge, in pratica, tutti i dipendenti degli ospedali, messi davanti negli ultimi giorni alla possibilità di vedersi cambiare radicalmente gli orari di lavoro.
La nuova linea dettata dal Pirellone (= Regione Lombardia) , infatti, suona: «Niente più riposi di undici ore tra un turno e l' altro, come stabilito dalla legge. È necessaria una deroga alla normativa esistente per permettere agli ospedali di affrontare i picchi di lavoro e la carenza di organici, soprattutto in caso di ferie e malattie».
È una questione delicata: mettere mano ai turni vuol dire anche rivoluzionare la vita dei lavoratori, come raccontato dal film Ressources Humaines di Laurent Cantet sulla Francia delle trentacinque ore. Non solo.
Quando si parla di sanità in gioco c' è anche - e soprattutto - l' assistenza e la qualità delle cure ai malati (i ricoveri all' anno in Lombardia sono quasi tre milioni). «Chi è stanco, può commettere errori» attacca Emilio Didoné.
Ebbene, in una circolare appena inviata agli istituti ospedalieri, il Pirellone informa i direttori generali di avere chiesto al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Cesare Damiano, una deroga sui riposi giornalieri. Se la proposta sarà accolta, medici e infermieri potranno essere chiamati a lavorare senza che trascorrano tra un turno e l' altro le undici ore imposte oggi dal decreto legislativo 66 dell' 8 aprile 2003. Solo, però, in caso di emergenza. È un appello sostenuto anche da Vasco Errani, presidente dell' Emilia Romagna e della Conferenza Stato-Regioni.
Spiega Carlo Lucchina, direttore generale dell' assessorato alla Sanità: «È necessario un provvedimento a livello nazionale che disciplini la questione. In caso d' emergenza, le pause tra un turno e l' altro devono potere essere flessibili».
L' affaire è all' ordine del giorno anche perché l' ospedale di Saronno è appena stato multato. L' Ispettorato del lavoro - intervenuto dopo una denuncia di un dipendente - ha comminato una maxicontravvenzione da 15 milioni di euro per non avere rispettato le norme sui riposi di medici e infermieri (il periodo contestato va dall' aprile 2003 al settembre 2005). L' importo della multa è pari a un quinto del bilancio annuale dell' istituto .
«Il problema riguarda tutti gli ospedali - controbatte Pietro Zoia, direttore generale dell' azienda ospedaliera di Busto Arsizio, che comprende anche i centri ospedalieri di Saronno e Tradate -.
Adesso noi ci siamo riorganizzati, ma per farlo abbiamo avuto bisogno di due anni di tempo.
Senza una deroga al decreto legislativo 66 dell' 8 aprile 2003, si rischia il caos». La riprogrammazione dei riposi secondo la legge ha avuto conseguenze sui lavoratori: «Per rispettare la pausa di undici ore, i medici e gli infermieri hanno di fatto perso un giorno di riposo la settimana - dice Zoia -. Prima i turni erano concentrati pomeriggio-mattina-notte e tre giorni di riposo. Ora sono mattina-pomeriggio-notte e due giorni a casa».
Il dilemma per medici e infermieri può essere: meglio turni concentrati con il rischio di essere stanchi oppure il rispetto della legge, ma a scapito magari di un giorno in meno a casa? La risposta ora ha poca importanza, Lombardia e Emilia hanno passato la palla al governo. Ma riflette Didoné: «Non bisogna mettere a rischio la sicurezza dei malati».
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E già .
In che Stato strano viviamo.
Se io non pago una sanzione per violazione del codice della strada che non mi è mai stata notificata e non ne so nulla, corro il rischio concreto che una concessionaria dello stato metta , a mia insaputa, la mia casa all’asta per recuperare il credito.
Se un’Azienda Ospedaliera viola una legge cosa succede? La Regione chiede subito una deroga alla legge perchè è consapevole che la normativa viene violata sistematicamente in tutte le Aziende Sanitarie. Tutte le Regioni sono colpevoli ( le Regioni sono le “azioniste” delle Aziende Sanitarie”, forniscono loro i ricavi , le finanziano e le devono controllare ).
Con un provvedimento analogo a quello dell’ Ispettorato del Lavoro di Varese a carico di tutte le Aziende Sanitarie a quanto ammonterebbe l’importo delle sanzioni ? Decine , forse centinaia di miliardi di euro. Bancarotta delle Regioni , ma non dello Stato che incasserebbe, ma avrebbe un gran problema politico da risolvere.
Le sanzioni sono giuste e hanno l’obiettivo di essere un deterrente per i Direttori Generali delle Aziende Sanitarie affinché tengano comportamenti legittimi..
Il Ministro della Salute non risponde al coordinatore della Commissione Salute della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome.
Non avendo ricevuto risposta ci pensano due parlamentari a chiedere che ci sia una deroga per continuare a sfruttare con turnistiche che fanno desincronizzare i ritmi circadani i soliti infermieri, medici e tecnici ( non tutti , ci sono i soliti intoccabili e privilegiati) non programmando loro i riposi previsti dalla legge europea. Da tener presente che ci sono studi scientifici che dimostrano che il lavoro a turni senza adeguati riposi provoca l’insorgere di molte malattie, compresi i tumori
www.sicurezzaonline.it/homep/infcro/infcro2006/infcro200608/infcro20060817.pdf
www.evidencebasednursing.it/revisioni/lavoriCS/02_A_biorit.pdf
www.ipasvi.laspezia.net/pubblicazioni/newsletter/salute_turni.pdf
http://www.626.cisl.it/Public/UpLoad/File/turni%20lavoro%20opuscolo%20donne.pdf
I parlamentari che chiedono la deroga sono il senatore Tommassini ( FI) medico ginecologo di Varese (uno dei 25 parlamentari condannati in via definitiva e saltati all’onore delle cronache grazie al V-Day ) e il deputato Airaghi (AN), Ingegnere Meccanico della provincia di Varese che hanno inoltrato al Ministro Turco una interrogazione a risposta scritta ( che riporto : attenzione tra parentesi e in blu le mie note)
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=15&id=263420
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Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01932 Atto n. 4-01932
Pubblicato il 15 maggio 2007 Seduta n. 152
TOMASSINI –
Ai Ministri della salute e del lavoro e della previdenza sociale. Premesso che :in data 16 aprile 2007 è stato notificato da parte della Direzione provinciale del lavoro di Varese all ’ Azienda Ospedale di Circolo di Busto Arsizio un processo verbale di illecito amministrativo riguardante il mancato rispetto dell ’ articolo 7 del decreto legislativo 66/2003 e successive modifiche ed integrazioni;
-l ’ Azienda ospedaliera non avrebbe concesso al personale dipendente il prescritto riposo di 11 ore consecutive ogni 24 ore di lavoro (NB i due parlamentari non sanno nemmeno di cosa parlano! Scrivono 11 ore di riposo ogni 24 ore di lavoro : nemmeno gli schiavi avevano questi ritmi!!!La legge prevede 11 ore di riposo consecutive all’interno delle 24 ore giornaliere);
-a seguito del predetto accertamento all ’ Azienda è stata comminata una sanzione amministrativa di 14.619.780 euro.
La Regione Lombardia ha già espressamente sollecitato il coordinatore della Commissione Salute della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome a farsi carico di stimolare il Ministero della salute al fine di emanare provvedimenti derogatori considerando la peculiarità delle turnazioni nelle strutture sanitarie e la necessità di garantire in ogni modo la continuità del servizio ; rilevato che:
-la legislazione in materia di riposi giornalieri appare rigida e inadeguata ( la direttiva europea è stata applicata subito negli altri stati senza problemi e in Italia appare rigida ed inadeguata) non prevedendo, purtroppo, opportune deroghe all'articolo 17 del decreto legislativo 66/2003 da applicare a tutti i servizi di pubblica utilità come quelli erogati dalle strutture sanitarie ;
-non risulta all ’ interrogante che il Ministero della salute o il Ministero del lavoro e della previdenza sociale si siano concretamente occupati del problema prevedendo opportune modifiche alle norme vigenti, l'interrogante chiede di sapere:
-se i Ministri in indirizzo intendano, e con quali modalità, prevedere provvedimenti per sanare situazioni come quelle sopra riportate che obbligherebbero un ’ Azienda ospedaliera ad un esborso esorbitante e insostenibile in relazione ai bilanci annuali correnti in un contesto di contenimento della spesa sanitaria;(è come se un consigliere comunale abituato, in barba alla segnaletica stradale , a correre ai 100 km/h nel centro del suo paese , prendesse una multa per eccesso di velocità e volesse che l'asse |