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Scuola infermieri, arriva lo sfratto (1 in linea) (1) Ospite
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Discussione: Scuola infermieri, arriva lo sfratto
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Scuola infermieri, arriva lo sfratto 1 Mese, 3 settimane fa Karma: 40  
La Spezia - La provincia rivendica i locali per gli uffici, 150 allievi in strada

Sara’ una caldaia a porre fine alla lunga agonia della scuola infermieri spezzina sulla quale da sette anni incombe l’incubo dello sfratto. La caldaia in questione è quella del riscaldamento del palazzo di via Migliari che ospita il corso di laurea triennale in scienze infermieristiche. Il proprietario dell’immobile, l’amministrazione provinciale, ha intimato lo sfratto sette anni fa per ristrutturare l’edificio e ricavarvi spazi per i propri uffici e nel marzo di quest’anno l’intimazione a liberare i locali è diventata esecutiva senza che nessuno si sia preoccupato di trovare una sede alternativa al corso di laurea.

Ora a dare il colpo di grazia all’annosa vicenda ci ha pensato la caldaia del riscaldamento. La Provincia che intende ristrutturare il palazzo e ha sfrattato l’inquilino non vuole spendere i soldi della riparazione, l’Università e l’Asl, che da un giorno all’altro potrebbero essere costretti a traslocare, sono sulla stessa posizione e non mettono mano al portafogli. In questo empasse la caldaia è destinata a rimanere spenta, l’inverno si avvicina e a patire il freddo saranno i cento studenti che seguono le lezioni nell’edificio.

Al di là del problema contingente del riscaldamento c’è, ben più grave, quello della sede del corso di laurea. Sette anni non sono bastati a trovarne una alternativa e ora l’unica proposta emersa è quella di trasferire studenti e insegnanti in locali del centro Tiresia, alla Bellavista di Lerici. Non è neppure ben chiaro se i locali necessari ci siano e soprattutto se siano sufficienti ad ospitare i 150 iscritti al corso oggi spezzato in due tronconi. Cento allievi sono sistemati in via Migliari nell’immobile la cui capienza fu parzialmente ridotta dopo un sopralluogo dei carabinieri del Nas i quali fissarono a cento il numero massimo di studenti che poteva frequentare le aule. I cinquanta in eccesso sono stati sistemati nella sala multimediale dell’Asl in via XXIV Maggio dopo un fallimentare tentativo di trasloco proprio al centro Tiresia durato qualche mese nei quali sono emersi i mille disagi per docenti e allievi del corso costretti a saltare da una sede all’altra.

Ora l’ipotesi di utilizzare le aule del Tiresia torna d’attualità e incassa le critiche del segretario della Uil Walter Andreetti e quelle del responsabile della sanità di Forza Italia, Giampaolo Giusti. Entrambi temono che alla fine la città perda il corso di laurea ed entrambi criticano duramente la scelta del Tiresia e i sette anni di inerzia della classe politica. Durissimo Giampaolo Giusti: «Il destino di questi ragazzi che, con un indice di occupazione del 97 per cento, frequentano un corso universitario - dice - non rientra negli interessi dell’amministrazione comunale. La Provincia? Meglio non parlarne. Barricata sulle sue posizioni da anni non ha mai prospettato una soluzione al problema».

Andreetti boccia senza possibilità di appello l’ipotesi del Tiresia : «E’ già stata svolta con esiti negativi - dice - per alcuni mesi nel 2005», Giusti sottolinea di disagi per gli studenti e in particolare quelli che utilizzano il treno e, nel caso di un trasloco alla Bellavista, dovranno sobbarcarsi spese e disagi utilizzando uno degli scarsi bus che collegano la città con la località lericina. Per Giusti poi è altrettanto grave che salti anche un importante tassello dell’operazione di rivitalizzazione del quartiere umbertino anche attraverso la presenza della scuola.

Entrambi poi manifestano un timore che pare una quasi certezza: la possibilità che altre provincie “scippino” il corso alla Spezia. Da molti anni il Tigullio e l’Asl 4 premono per ottenere il corso di laurea e naturalmente sono pronti ad offrire locali adeguati.

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