20 July 2008


 
Login
Menu principale
Home
Forum Infermieri
Libereria Infermieristica
Legislazione
Nursepedia
Salute e benessere
Infermieri news
Sanita'
Archivio articoli
Cerca
Concorsi per infermieri
Contattaci
Download
Eventi
Chi siamo
Recensioni Libri
Web LinK
Archivio Chat
No abolizione riposo!!!
Invio aforismi
Le chiavi del sito
Registrazione
Disclaimer
F A Q
Database Farmaci
Guida all'uso della cartella infermieristica informatizzata
Troppe cadute in corsia la Regione corre ai ripari Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
mercoledì 30 aprile 2008
C'è chi entra in ospedale per curarsi un infarto, ma poi ne esce con tre costole incrinate per una caduta dal letto. C'è chi finisce a terra durante il trasporto da un reparto all'altro perché il barelliere affronta una curva in velocità. E ancora: chi scivola dalla carrozzina perché magari l'infermiere si è dimenticato di sistemare il poggia piedi. Negli ospedali milanesi, le cadute dei pazienti in corsia sono in aumento.
La media sfiora i cento casi all'anno, corredati nel migliore dei casi da lividi.

Ma c'è anche chi si ferisce o si ritrova qualche osso rotto. Non tutti arrivano a richiedere il risarcimento danni, ma il fenomeno è in aumento e la Regione si preoccupa. Se si considera che a Milano i grandi ospedali pubblici e privati sono 13, le cadute arrivanoa quota 1.300. Tante, troppe anche se la dimensione reale del problema non la conosce nessuno. E non a caso il Pirellone ha chiesto agli ospedali di creare un "registro delle cadute" per capire dove e quando si verificano, in quali corsie e in quali momenti della giornata. Contro le cadute si studia l'introduzione di letti e barelle con sponde protettive, ma anche di corsi di formazione del personale ospedaliero.

Questo progetto rientra nei piani di prevenzione del rischio ospedaliero che comprende, tra l'altro, il varo della "check list" in sala operatoria. La più alta incidenza di errori si verifica nei reparti di ortopedia e nelle traumatologie con il 15,5 per cento dei casi, seguiti dai pronto soccorso che registrano il 14 per cento. Al terzo posto ci sono le chirurgie con il 9,6 per cento. Ma come evitare che le sale operatorie diventino un inferno per il paziente, con scambi di malati e di cartelle cliniche, interventi fatti su organi sani, con l'aggiunta di pinze o tamponi, dimenticati nella pancia del malcapitato? La rispostaa tutto questoè la "check list", come quella dei piloti prima di del decollo, ovvero l'elenco delle cose da verificare in sala operatoria.

Una prassi che deve diventare comune a tutti gli ospedali. Nella lista, elaborata dagli anestesisti e rianimatori del Niguarda, la più avanzata a Milano e che sarà indicata come modello per tutti gli ospedali, sono elencate le azioni corrette per mandare a buon fine un intervento. Si parte dalla verifica dell'identità del paziente e dell'operazione a cui deve essere sottoposto. Poi si passa al controllo della strumentazione (compresi i gas medicali per l'anestesia), dei ferri chirurgicie delle garze da utilizzare. «I conti devono sempre tornare- spiega Ermanno Leo, chirurgo oncologo dell'Istituto dei tumori -. Se vengono utilizzati 10 tamponi, a fine intervento, nel "check" finale, devono risultare sempre 10 tamponi, perché significa che sono stati usati correttamente e non sono stati dimenticati da qualche parte».

E aggiunge: «La "check list" è di grande utilità soprattutto nelle chirurgie d'emergenza, dove il turn over delle équipe mediche nell'arco delle 24 ore è alto e l'errore può sempre scappare». Per la Regione, il varo di questi piani di prevenzione rappresenta "un traguardo fondamentale". «Vogliamo passare dalla denuncia ai fatti concreti per contrastare tutti i rischi ospedalieri - spiega Carlo Lucchina, il direttore generale dell'assessorato alla Sanità -. Oggi non basta il buon senso per correggere gli errori, la soluzioni sta nell'adottare provvedimenti comuni a tutti gli ospedali, stabilendo regole precise da osservare».

Sul piano per il registro delle cadute, insieme a quello anti-errori in sala operatoria, oggi i singoli ospedali dovranno presentare i loro progetti, affiancati da altre iniziative scelte liberamente da ogni singolo presidio. «Noi, in particolare, proporremo anche un "foglio unico di terapia" - spiega Mauro Moreno della direzione sanitaria del San Paolo -: oggi il medico scrive su un foglio la sua terapia e l'infermiere ne ha un altro sul quale registrai farmaci somministrati.

Un sistema sbagliato, che può essere fonte di errori a catena».

Le norme anti rischio

IL REGISTRO
Tutti gli ospedali dovranno dotarsi di un registro sul quale annotare le cadute dei pazienti in corsia o durante il trasporto da un reparto all'altro "CHECK LIST" In sala operatoria decolla la "check list" per ridurre gli errori. Come i piloti, anche medici, dovranno fare tutte le verifiche, prima e dopo aver operato un paziente I CORSI Sono previsti anche corsi di formazione del personale infermieristico per cercare, in ogni modo, di contrastare gli errori in corsia: dalle cadute alla distribuzione sbagliata di farmaci

Discuti quest'articolo nel forum. (0 messaggi)

 
< Prec.   Pros. >





  | Top |