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Barelle, continua l’odissea: 118 ostaggio degli ospedali |
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Scritto da Redazione
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martedì 27 novembre 2007 |
La barella del 118? C’è da fare gli scongiuri perché ormai nei pronto soccorsi della capitale si libera solo se il paziente muore. Pazzesco, ma quando domenica sera un’ambulanza della Croce rossa ha portato al Policlinico Casilino un trentottenne in preda a convulsioni e con un sospetto attacco cardiaco, l’equipaggio ha dovuto aspettare fino a ieri a mezzogiorno prima di riavere indietro la lettiga e tornare in servizio. Ma solo perché l'uomo, nel frattempo, era deceduto. Per quattordici lunghissime ore autista, ausiliario e infermiere, sono rimasti a braccia conserte, letteralmente sequestrati col loro mezzo inchiodato nel parcheggio dell’ospedale, prigionieri di una sanità che a Roma fa acqua da tutte le parti.
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