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Allarme meningite, psicosi da contagio in Veneto Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
sabato 22 dicembre 2007
Treviso, 22 dic. - Scoppia la psicosi meningite in Veneto. Questa mattina sono stati centinaia i giovani tra i 15 e i 29 anni che hanno affollato agli ambulatori delle Ulss di Treviso per eseguire i vaccini anti meningite. Ieri sono state vaccinate oltre 700 persone, mentre sono circa 500 i ragazzi che sono presentati fino ad ora. Il tam tam sta dunque funzionando e sia dalle Ulss che dal ministero della Salute, giungono garanzie sulla sufficienza di kit per sottoporre a vaccino.

Stanno inoltre rientrando dalle ferie numerosi medici e infermieri visto che dal 27 dicembre partiranno ufficialmente le vaccinazioni di massa. In questi giorni si lavora anche per procedere all'invio delle lettere che saranno recapitate ai ragazzi che rientrano nella fascia di età che dovrebbe venire sottoposta a vaccino: a ognuno dei circa 20mila sarà inviata una missiva di convocazione.

Molte persone stanno inoltre richiedendo al proprio medico di famiglia, o direttamente alle farmacie, il farmaco destinato alla chiemio-profilassi contro il meningococco. La conferma arriva dall'Ulss 7 di Pieve di Soligo (Treviso), che sottolinea come questo sta succedendo "per ingiustificati timori circa il possibile contagio da meningococco".

"A tale proposito - spiegano dal cuore della task force che gestisce l'emergenza meningite - si segnala che la chemioprofilassi è indicata esclusivamente ai chi ha avuto contatti stretti con Riccardo Huster, di Conegliano, nei giorni compresi tra sabato 15 e mercoledì 19 dicembre 2007". Huster è il ragazzo ricoverato in ospedale a Padova ed è l'ultimo caso registrato in Veneto di meningite: le sue condzioni vanno migliorando, anche se è ancora ricoverato in coma farmacologico in rianimazione al Sant'Antonio. "La chemioprofilassi - spiegano i medici - non ha nessun significato ed è controindicata per le persone che non sono venute a stretto contatto con Huster. L'assunzione dell'antibiotico da parte di tali persone può determinare inutili effetti collaterali, induce resistenze all'antibiotico stesso ed elimina la flora microbica protettiva presente naturalmente nel naso-faringe".

Intanto desta attenzione la morte di un operatore sanitario dell'area infermieristica del carcere di Trieste. A causare il decesso, che è avvenuto nell'ospedale del capoluogo giuliano, potrebbe infatti essere stato un nuovo caso di meningite, ma i primi risultati delle analisi saranno resi noti nel pomeriggio di domani, mentre quelli definitivi potranno aversi nei primi giorni della settimana prossima. In via precauzionale tutto il personale sanitario che è entrato in contatto, diretto o indiretto, con il paziente che è poi deceduto, è stato comunque sottoposto a profilassi antibiotica a scopo precauzionale.

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Treviso, 22 dic. - (Adnkronos/Ign)

 
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