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E' guerra tra i Comuni del Barese e l'Asl sulla sospensione del servizio gratuito di assistenza domiciliare per gli invalidi. In alcuni centri della provincia come Conversano, Polignano, Acquaviva, Cassano, Gravina, Altamura e Gioia, i pazienti sono costretti a pagare di tasca propria - fino a 20 euro al giorno - i medici e gli infermieri per assicurarsi le cure.
Assistenza che, invece, dovrebbe essere garantita gratuitamente dall'azienda sanitaria, che tuttavia è rimasta senza personale. Mancano all'appello, infatti, una cinquantina di infermieri. Giovedì a sollevare il caso sono stati i consiglieri regionali di opposizione, Rocco Palese e Giammarco Surico, che hanno presentato un'interrogazione urgente al presidente della Regione, Nichi Vendola.
Ieri a criticare l'Asl sono stati i sindaci. Il primo cittadino di Acquaviva delle Fonti, Francesco Pistilli, ha scritto un lettera a Vendola e alla manager dell'azienda sanitaria, Lea Cosentino, esprimendo «sconcerto e indignazione» e chiedendo «l'immediato ripristino del servizio che va a vantaggio dei più bisognosi», si legge nella missiva. «Non si comprende - prosegue - con quale criterio debba essere abolito con un atto di intollerabile discriminazione ed ingiustizia». Rassicurazioni arrivano dal direttore sanitario, Alessandro Calasso.
«Non c'è stata una sospensione totale - spiega - ma una contrazione dell'attività. Il motivo non è la mancanza di fondi bensì di personale. Abbiamo già provveduto ad assumere 20 infermieri e ne recluteremo altri». E' pur vero, però, che le casse dell'azienda sanitaria sono in rosso: secondo i dati forniti dall'Ares il deficit accumulato è di 93 milioni di euro.
Intanto, una commissione interna dell'Asl si è attivata per punire eventuali comportamenti scorretti del proprio personale. Secondo Palese e Surico, infatti, alcuni medici ospedalieri si sarebbero fatti pagare in nero il servizio. Le segnalazioni sono state raccolte in un fascicolo che potrebbe anche finire in Procura.
Vincenzo Damiani Giammarco Surico, il consigliere regionale del Pdl che insieme a Rocco Palese ha sollevato il caso dell'assistenza domiciliare
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