L'Azienda Ospedaliero-Universitaria e l'Azienda Usl di Parma hanno attivato congiuntamente, dal 1° ottobre scorso, il percorso trombolisi per i pazienti colpiti da ictus su tutto il territorio provinciale.
L'ictus ischemico è la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie, e la prima causa di invalidità permanente. Il fattore tempo è decisivo in molti casi per scongiurare gli effetti nefasti nei pazienti colpiti da ictus.
Nei casi selezionati (il 2%) il trattamento di trombolisi, che va effettuato entro tre ore dall'insorgenza dell’ictus, permette di ridurre notevolmente il rischio di mortalità e disabilità.
Le due Aziende sanitarie, applicando le direttive regionali, hanno definito i protocolli di intervento che prevedono il coinvolgimento di differenti specialisti. Per l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma responsabile del percorso è il neurologo Umberto Scoditti e le strutture coinvolte sono: Centrale operativa 118, Pronto Soccorso e medicina d'urgenza, Diagnostica emato-chimica, Neurologia, Neuroradiologia, Neurochirurgia e Neurochirurgia a indirizzo traumatologico.
Per l'Azienda USL di Parma il responsabile del percorso è il neurologo dott. Claudio Grassa. Le strutture dell'ospedale di Fidenza coinvolte sono: Centrale operativa 118, Pronto Soccorso, Neurologia, Radiologia, Laboratorio Analisi, Medicina d'Urgenza.
A Parma il percorso è il seguente: il 118, già alla ricezione della chiamata, se recepisce il sospetto di ictus, attiva la corsia preferenziale, informando il Pronto Soccorso che esaminerà il paziente in modo immediato per confermare o meno il sospetto di ictus.
In caso positivo interverrà il neurologo che, dopo gli esami prestabiliti (analisi ematochimica, TAC), confermerà o meno la diagnosi. In caso di ictus ischemico, dopo aver ottenuto il consenso informato dal paziente o dai suoi parenti, il malato viene trasferito nella degenza semi-intensiva di Neurochirurgia.
Lì inizierà il trattamento trombolitico vero e proprio con infusione endovenosa del farmaco Alteplase (nome del principio attivo) per un'ora, per sciogliere il trombo (un grumo di sangue che ostruisce i vasi sanguigni). Il paziente rimarrà per le successive 24-36 ore, sotto osservazione diretta del personale medico e infermieristico dedicato con monitoraggio continuo dei parametri vitali. In seguito avverrà il trasferimento in Neurologia per iniziare la fase di riabilitazione.
Dall'attivazione del percorso trombolisi i pazienti con sospetto ictus segnalati dal 118 sono stati 20, dei quali 12 confermati in Pronto Soccorso. Per due di questi casi si è reso necessario il trattamento trombolitico.
Nel 2007 dall’Ospedale di Parma sono stati dimessi 451 pazienti con diagnosi di ictus ischemico, che equivale a una accoglienza media di 1-2 pazienti al giorno.
Presso l'Ospedale di Fidenza il percorso è analogo a quello dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. Il medico del 118 esamina il paziente e nel caso di sospetto ictus cerebrale avvia la procedura di valutazione e invio al Pronto soccorso, dove il paziente trova un percorso preferenziale di presa in carico.
Viene infatti valutato immediatamente dal medico di Pronto soccorso e dal neurologo e sottoposto a indagini laboratoristiche e radiologiche specifiche.
Nel caso di indicazione alla terapia fibrinolitica, dopo consenso informato del paziente o dei suoi familiari, viene ricoverato presso la Medicina d'urgenza, dove viene effettuato il trattamento.
Il paziente è sottoposto a costante monitoraggio delle funzioni vitali e neurologiche per 24 ore dal personale medico e infermieristico. Superata la fase acuta, viene trasferito presso la Neurologia.
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