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Pensiero Scientifico - 21/11/08
Il dramma della mortalità per infortuni sul lavoro in parte si sovrappone alla strage che ogni anno in Italia miete 60.000 morti per arresto cardiaco. Dati che confermano la necessità di operare non solo una maggiore sensibilizzazione in tema di Primo Soccorso aziendale, ma anche riformare la legislazione attuale, per renderla più efficace nella gestione delle emergenze e in linea con i dettami di importanti istituzioni internazionali.
Se ne è discusso nel corso del convegno “Conoscere per salvare: se il lavoro uccide per arresto cardiaco”, con il patrocinio del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, dell’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL), della Federazione Nazionale Collegi Infermieri (IPASVI), dell'Italian Resuscitation Council (IRC) e di altre importanti associazioni e istituzioni del settore.
L’evento è stato interamente dedicato alle emergenze sanitarie nei luoghi di lavoro e ha raccolto le esperienze professionali delle diverse organizzazioni coinvolte con l’obiettivo di sensibilizzare e di aggiornare il mondo di settore rispetto a determinate tematiche.
Due sono le cause più importanti per cui IRC Comunità si sta battendo. La prima consiste nell’introduzione del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), soprattutto in alcuni contesti particolarmente a rischio (impianti sportivi, stazioni, aeroporti ecc.), in cui la presenza di personale opportunamente formato al suo utilizzo permetterebbe di salvare molte vite umane.
In molti altri paesi del mondo è ormai comune imbattersi nei punti di soccorso (teche, totem, colonnine) contenenti il defibrillatore semiautomatico esterno e il soccorso cardiorianimatorio è materia di insegnamento scolastico ormai da decenni in paesi come Francia, Germania, Belgio e Usa.
La seconda è quella di sfatare il mito che l’insegnamento delle tecniche elementari salvavita debba essere effettuato da medici o infermieri esperti, come dimostra la presenza di centinaia di Istruttori formati attraverso i corsi IRC Comunità che stanno insegnando con successo nelle scuole, nelle caserme dei Vigili del Fuoco e delle Forze dell’Ordine, nelle società sportive e nella società civile.
Spendere meglio tempo e denaro, razionalizzare i servizi di sicurezza interna, riformare i corsi previsti dal D. Lgs. 81/08 e dal D.M. 388/03 insegnando, oltre alle manovre di rianimazione cardiopolmonare, anche l’uso del DAE, come ci indicano le linee-guida mondiali ILCOR.
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