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Progetto wiki-nurse (1 in linea) (1) Ospite
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Discussione: Progetto wiki-nurse
#1439
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Progetto wiki-nurse 1 Anno, 4 mesi fa Karma: 40  
Apro questa sezione confidando nell'aiuto di tutti voi, l'idea sarebbe quella di creare un simil-wikipedia solo con termini infermieristici (appunto WikiNurse).
Una volta che i termini diventeranno parecchi saranno tutti inseriti in una sezione uguale al wikipedia.


Postiamo tutti i termini che conosciamo con relativa descrizione aprendo per ognuno un nuovo messaggio

Buon lavoro
 
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#1456
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Re:Progetto wiki-nurse 1 Anno, 4 mesi fa Karma: 32  
OTTIMA IDEA!!!!:woohoo: :woohoo:
al lavoro ragazzi....
intanto tiriamoci su il morale con questa definizione:
infermiere
:laugh: :laugh:
Promette bene.....ma ora le cose serie!B) <br><br>Post modificato da: candy, alle: 2007/08/18 21:28
 
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#1458
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Re:Progetto wiki-nurse 1 Anno, 4 mesi fa Karma: 32  
allora correggetemi se scrivo corbellerie!!!!Mi raccomando.....
se ho ben capito dovrebbe essere una cosa così:
Somministrazione terapia: far assumere al paziente farmaci attraverso le vie di somministrazione:
Via orale: sottoforma di sciroppi ,gocce, capsule, pastiglie…
Via parenterale: intramuscolare, sottocutanea, endovenosa, endoarteriosa
Via rettale: supposte, perette medicate
Per tutte la vie di somministrazione vale la regola delle “4G”:
-Giusto farmaco
-Giusto paziente
-Giusta via di somministrazione
-Giusto orario
 
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#1459
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Re:Progetto wiki-nurse 1 Anno, 4 mesi fa Karma: 32  
INIEZIONE INTRAMUSCOLARE = IM, adatta alla somministrazione di farmaci anche oleosi, sede di elezione è il muscolo gluteo (quadrante superiore) ma si conoscono altre sedi quali il deltoide,il vasto laterale, il retto femorale meno utilizzate.Il volume del liquido iniettabile per ogni IM deve essere inferiore ai 5cc,quindi la misura della siringa deve essere da 1, 2,5 o 5 ml.
Anche gli aghi possono essere di lunghezze differenti a seconda che il soggetto sia un neonato, un bambino o un adulto e di calibro differente in base al tipo di liquido da somministrare, il calibro è espresso in Gauge 20G,21G,23G i piu usati, aspirare il liquido nella siringa o ricomporlo se il farmaco prevede che ce sia un solvente e un soluto (es.antibiotico) in tal caso si utilizza un ago calibro 20G(più grosso) per la diluizione e si cambia l’ago per la somministrazione.
Tecnica di iniezione: una volta scelta la sede idonea ed aver informato il paziente si procede alla disinfezione della zona cutanea , tendere la cute con la mano non dominante ed introdurre l’ago con una angolazione di 90°, aspirare per accertarsi di non essere in vena (manovra di Lesser),iniettare il liquido con una velocità di max 5 secondi, ritrarre l’ago detenendo la cute e tamponare col batuffolo imbevuto di disinfettante, mai massaggiare!<br><br>Post modificato da: candy, alle: 2007/08/21 16:03
 
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#1479
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Re:Progetto wiki-nurse 1 Anno, 4 mesi fa Karma: 32  
INIEZIONE SOTTOCUTANEA= SC,si inocula piccole quantità di farmaco nel sottocute sino ad un massimo di 1ml. Sedi di iniezione: zona addominale ad eccezione di quella periombelicale, zona anteriore della coscia, zona posteriore o laterale dell’avambraccio , alcuni testi citano anche la regione soprascapolare, nelle terapie a lungo termine è utile la rotazione di tutte le sedi o parte di esse.
Le siringhe da utilizzare sono graduate da 0,1 a 1 ml, possono avere anche in caso di somministrazione di insulina la gradualità in Unità, l’ago è più corto rispetto a quello da intramuscolo e il calibro varia dai 24 ai 28 Giaule.
Tecnica di iniezione: dopo aver informato il paziente e scelto la sede idonea all’iniezione si aspira la quantità di farmaco nella siringa, si disinfetta la cute e la si solleva leggermente prendendo una plica cutanea con la mano non dominante,si inserisce l’ago con un’angolazione di 45 o 90 gradi, si inocula il farmaco ,si ritrae la siringa e si detende la plica, disinfettare tamponando
 
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#1498
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Re:Progetto wiki-nurse 1 Anno, 4 mesi fa Karma: 0  
Era ora!Ottima idea sai?
Tra un pò entro anche io in gioco per certi termini che a volte fai fatica a ritrovare,causa troppe informazioni dispersive!
Almeno c'è un punto fermo!
A lavoro allora.
 
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#1513
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Re:Progetto wiki-nurse 1 Anno, 4 mesi fa Karma: 32  
Catetere vescicale=Anticamente, la parola catetere designava ogni strumento destinato ad esplorare un qualsiasi canale, Celso limitò poi la dicitura a quelli destinati ad esplorare l’uretra e la vescica; Attualmente, questo termine indica un tubo lungo e sottile (sonda) flessibile o rigido, in metallo, vetro, gomma o materia plastica, destinato ad essere introdotto in un canale, un condotto, un vaso, un organo cavo, per esplorare, vuotare una cavità, iniettare un liquido.

A seconda dell’impiego al quale è destinato, il catetere possiede fogge e dimensioni diverse ed è costruito con vari materiali per renderlo rigido, semirigido o flessibile.
Quattro sono i parametri che li distinguono e li differenziano:
1. il calibro,

2. il materiale e la consistenza,

3. il numero delle vie,

4. l’estremità prossimale.
Calibro: scala di Charrière (1 Ch = 1/3 di mm). Se utilizziamo un catetere di piccolo calibro, avremo minor rischio di lesioni uretrali, ma una evacuazione più lenta delle urine. Un catetere di calibro maggiore (&gt; 18 Ch) è indicato in caso di ematuria e/o urine torbide.
(scala colorimetrica delle misure dei cateteri)
In base alla loro consistenza, i cateteri si possono differenziare in:

· cateteri rigidi: di materiale sintetico, di uso limitato;

· cateteri semirigidi: in gomma o in plastica (in genere siliconati) il cui

uso deve essere limitato ai casi di stretta necessità;

· cateteri molli: in gomma, lattice, silicone, silastic etc.., questi cateteri sono da preferirsi in ogni circostanza ed in particolare quando si prevede un uso protratto nel tempo;

· cateteri autolubrificanti: in PVC rivestito di sostanze che a contatto con l’acqua rendono il catetere lubrificato. Questi cateteri servono per svuotare la vescica o un serbatoio urinario continente in modo intermittente (non può essere usato per il drenaggio continuo) e per dilatare un restringimento uretrale.

I cateteri possono essere :

-a una via (utilizzato esclusivamente per il cateterismo provvisorio);

-a due vie (una per il deflusso delle urine e l’altra, dotata di valvola, permette la distensione di un palloncino all’interno della vescica per un posizionamento stabile del catetere);

-a tre vie (una per il drenaggio delle urine, una per il palloncino e la terza per l’irrigazione).


In base alla forma dell’estremità prossimale del catetere vescicale, possiamo distinguere:

) C. di Nelaton: ha l’estremità prossimale arrotondata e rettilinea, è dotato di 1 o 2 fori di drenaggio contrapposti. Viene usato soprattutto nella donna (es. prelievo di urine in maniera sterile per coltura).

b) C. di Mercier: generalmente semirigido. La punta (arrotondata), presenta una angolatura (30° - 45°) per favorire nell’uomo l’introduzione nell’uretra membranosa o prostatica; con 1 o 2 fori di drenaggio. Nei casi di ritenzione urinaria da ipertrofia prostatica.

c) C. di Couvelaire: semirigido, indicato nell’uomo e nella donna in caso di emorragia vescicale (favorisce un buon drenaggio) e dopo intervento di prostatectomia radicale. L’estremità presenta un foro a “becco di flauto” e 2 fori laterali.

d) C. di Tiemann: semirigido, ha l’estremità a forma conica e con un’angolatura di 30°. E’ indicato negli uomini che presentano restringimento dell’uretra.

e) C. conicolivare: semirigido, dotato all’estremità distale di un’olivella. Viene utilizzato in pazienti con uretra stenotica.

f) C. di Foley: molle, autostatico (è dotato all’estremità distale di un palloncino gonfiabile che ne permette l’ancoraggio in vescica). Presenta 2 fori contrapposti e simmetrici. La sua flessibilità ed elasticità assicura un elevato grado di confort al paziente cateterizzato. Il palloncino va gonfiato con 7 - 8 ml di acqua bidistillata o soluzione fisiologica sterile.

g) C. Dufour: semirigido, autostatico, a tre vie (anch’esso è dotato di un palloncino di ancoraggio e la terza via serve per il lavaggio continuo). Ha la punta con una curvatura di 30 °, a becco di flauto con due fori laterali contrapposti. Viene utilizzato in caso di ematuria importante, per vesciche tamponate.

h) C. di Pezzer e C. di Malecot: cateteri in gomma, autostatici, usati in passato nella donna. Ormai in disuso, venivano introdotti tramite un mandrino di metallo (sonda scanalata).
 
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#1514
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Re:Progetto wiki-nurse 1 Anno, 4 mesi fa Karma: 32  
Cateterismo vescicale=è l’introduzione, con posizionamento provvisorio o permanente, di un catetere sterile, in vescica per via transuretrale o sovrapubica a scopo:

-diagnostico,

-terapeutico,

-evacuativo.
Epicistostomia: quando non è possibile drenare le urine per uretra , o in particolari condizioni come durante alcuni interventi chirurgici o nel caso si voglia evitare una lunga permanenza in uretra del catetere può essere utilizzata la puntura sovrapubica (di competenza medica)

Il posizionamento del drenaggio epicistostomico può essere eseguito in due modi.

· Con tecnica di Seldinger.

· Per puntura diretta.

Nel primo caso si introduce per via sovrapubica un ago in vescica e, all’interno di esso si fa passare un filo guida per pervio il tramite e consentire il passaggio del catetere.

Nel secondo caso il catetere utilizzato è dotato di un mandrino metallico con punta tagliente e può essere introdotto direttamente, previa anestesia locale. La rimozione del mandrino permetterà di drenare direttamente urina.

Il sistema di ancoraggio può essere affidato ad un palloncino gonfiabile (quindi almeno due vie), oppure il catetere può avere l’estremità a “pig tail”, o anche dotato di ali di ancoraggio tipo Pezzer. Generalmente viene fissato anche alla cute con dei punti di sutura o con sistemi adesivi di ancoraggio. Esistono cateteri epicistostomici a tre vie che consentono anche l’irrigazione vescicale.


INDICAZIONI

Perché il cateterismo sia efficace, è importante la scelta del tipo, del materiale, del calibro e della forma del catetere. L’attenta considerazione delle caratteristiche richieste, cioè la lunghezza dello stelo, misura dei palloncini e materiali usati per la fabbricazione, favorirà una migliore selezione.

La cateterizzazione può essere praticata per le seguenti ragioni:

1. Svuotare il contenuto vescicale, per esempio prima o dopo intervento chirurgico addominale, pelvico o rettale e prima di alcuni esami;

2. Determinare il volume di urina residua dopo una minzione;

3. Permettere l’irrigazione della vescica;

4. Bypassare una ostruzione;

5. Risolvere una ritenzione urinaria;

6. Introdurre farmaci citotossici nel trattamento di carcinomi papillari della vescica;

7. Permettere l’esecuzione di test di funzione vescicale (Urodinamica);

8. Misurare l’emissione di urina con accuratezza, per esempio quando il paziente è in stato di shock;

9. Mitigare l’incontinenza quando non è controllabile con alcun altro mezzo;

10. Svuotare il contenuto vescicale prima del parto.

Le complicanze più frequenti del cateterismo vescicale sono:

- le infezioni delle vie urinarie,

- i traumatismi uretrali (creazione di false strade) con successiva formazione di stenosi uretrale.

Particolare attenzione va posta nei confronti delle infezioni urinarie che rappresentano circa il 40 % delle infezioni ospedaliere. Un cateterismo estemporaneo può provocare infezione nel 1-3 % dei casi, un paziente portatore di catetere a permanenza con sistema a drenaggio aperto, dopo 4 giorni, può sviluppare infezione nel 95 % dei casi. Con sistema a drenaggio chiuso la percentuale si riduce notevolmente, anche se non scende sotto il 20 %.

Il cateterismo vescicale è una manovra di competenza infermieristica, dietro prescrizione medica. E’ infatti considerata tra le tecniche che vengono insegnate al primo anno di corso del D.U. per infermieri; non viene fatta distinzione fra cateterismo maschile e cateterismo femminile, e tra cateterizzazione con cateteri molli o semirigidi.
tecniche di cateterismo vescicale :
-a circuito aperto manovra d'inserimento sterile o asettica,con sacca di raccolta non sterile
- a circuito chiuso manovra d'inserimento sterile con sacca sterile a circuito chiuso, dotata ciè di valvola antireflusso
Procedura:
Preparazione materiale :raccogliere tutto il materiale necessario alla cateterizzazione su un carrello o supporto stabile kit per cateterismo contenente il seguente materiale sterile:

· telino

· telino fenestrato ( per il cateterismo maschile)

· garze

· antisettico

· lubrificante in siringa

· soluzione fisiologica in siringa

· cateteri di diametro vario

· sacca di raccolta a circuito chiuso

· guanti monouso

· 2 paia guanti sterili (e di riserva)

· flacone di soluzione fisiologica e schizzettone sterili per eventuale lavaggio

2) Preparazione utente:

· spiegare al paziente la procedura che gli verrà fatta

· coprire la postazione del paziente con paravento

· procedere ad accurata igiene intima (se non autosufficiente)

· effettuare ispezione per evidenziare fimosi, stenosi o malformazioni

· posizionare il paziente in posizione supina o in posizione ginecologica per le donne



3) Campo sterile:

· effettuare accurato lavaggio delle mani con antisettico

· aprire il kit per il cateterismo

· indossare il primo paio di guanti sterili

· aprire il telino e disporre il materiale sullo stesso

· versare l’antisettico su varie garze

· distribuire parte del lubrificante della siringa su una garza





4) Antisepsi:

eseguire una accurata antisepsi dei genitali

·nell'uomo:retrarre il prepuzio sul glande, quindi con le garze imbevute di antisettico, procedere dal meato urinario verso la base del glande con movimenti circolari ,
nella donna: aprire le grandi labbra e le piccole e disinfettare accuratamente la zona periuretrale con movimenti dall'alto verso il basso

· ripetere più volte cambiando la garza fra un passaggio e l’altro



5) Lubrificazione:

· nell'uomo:introdurre nell’uretra la restante parte della siringa con lubrificante o meglio utilizzare un lubrificante con lidocaina monodose se si prevede una manovra difficile o dolorosa.
nella donna: lubrificare il primo tratto del catetere

togliere il primo paio di guanti sterili

6) Scegliere il catetere secondo le necessità e l’esito dell’ispezione

· aprire le confezioni e disporre il catetere e la sacca sul telino sterile

7) Pre-cateterismo:

· indossare il secondo paio di guanti sterili

· collegare la sacca al catetere

· distribuire il lubrificante lungo il decorso del catetere a partire dall’estremità distale fino a circa metà della lunghezza

· posizionare il telino fenestrato attorno al pene



8) Cateterismo nell'uomo:

· afferrando il pene con la mano sinistra utilizzando la garza sterile, introdurre il catetere nell’uretra gradualmente mantenendo il pene perpendicolare all’addome fino ad avvertire la resistenza dell’uretra bulbare

· successivamente abbassarlo e continuare l’inserimento fino ad avvertire la resistenza prostatica

· continuare l’inserimento fino al superamento del collo e/o alla prossimità della coda del catetere
nella donna: individuare il meato urinario discostando le piccole labbra ed inserire il caterere per pochi cm sino alla fuoriuscita dell'urina
9) Verifica:

· la fuoriuscita d’urina conferma di aver raggiunto la vescica

· se l’urina non esce subito, può essere dovuto al lubrificante che occupa temporaneamente il lume, schiacciare un paio di volte il catetere

· se ancora l’urina non compare eseguire un lavaggio per verificare l’effettiva posizione del catetere, prima di diagnosticare l’assenza di ristagno vescicale o anuria

· iniettare la soluzione fisiologica della seconda siringa per gonfiare il palloncino del catetere, e ritirarlo delicatamente fino a che non si avverte la resistenza del collo vescicale

· durante l’introduzione se si avverte una resistenza insolita, ritirare un po’ il catetere e ruotandolo sul suo asse cercare una nuova introduzione, sempre con gradualità e senza forzare se non si è convinti della manovra

· eventualmente per garantire miglior lubrificazione dell’uretra si potrà ricorrere all’introduzione di un lubrificante sterile con beccuccio.

· durante il gonfiaggio del palloncino se si avverte eccessiva resistenza e/o nel contempo il paziente lamenta dolore, verificare che il catetere sia effettivamente in vescica, utilizzando un leggero lavaggio vescicole



· Svuotamento:



· controllare lo svuotamento dell’urina, sospendendo il flusso ai primi 600 ml

· continuare con intervalli di 30’ con la fuoriuscita di 300 ml ogni volta, fino al completamento (per evitare possibili emorragie), poi lasciare il flusso libero.

10) Eliminare il materiale

· Effettuare lo smaltimento del materiale utilizzato osservando le procedure in uso e il rispetto della Legge 626

11) Informazione sulla gestione

· informare l’utente per facilitare l’uso corretto dei presidi e sul comportamento da adottare per evitare danni o complicazioni, riducendo gli aspetti negativi sulla vita quotidiana

Post modificato da: candy, alle: 2007/08/23 23:38<br><br>Post modificato da: candy, alle: 2007/08/23 23:45
 
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#1520
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Re:Progetto wiki-nurse 1 Anno, 4 mesi fa Karma: 2  
Ciao ragazzi! Allora cercherò di rendermi utile, ditemi se una cosa del genere va bene

Ascesso: raccolta di pus in una cavità neoformata (di nuova formazione). Un ascesso può
essere conseguenza di un’iniezione intramuscolare eseguita con ago non sterile. Si dice:
“incidere un ascesso” = far uscire il pus facendo un taglio con un bisturi.

Ascite: anomalo accumulo di liquido nella cavità addominale (peritoneo). Es. Il paziente
affetto da cirrosi (che ha la cirrosi) presenta, frequentemente, ascite. L’ascite, se è
imponente (molto abbondante), può causare difficoltà respiratoria (dispnea). La manovra
con cui si estrae (si toglie, si fa uscire) il liquido ascitico si chiama paracentesi.
 
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#1522
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Re:Progetto wiki-nurse 1 Anno, 4 mesi fa Karma: 40  
Lion scritto:
Ciao ragazzi! Allora cercherò di rendermi utile, ditemi se una cosa del genere va bene .
Perfetto

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