Statali, bloccata perfino la liquidazione
Ultimo aggiornamento Sabato 05 Giugno 2010 13:45 Scritto da L. Brancaccio Sabato 05 Giugno 2010 11:54
Statali, bloccata perfino la liquidazione retribuzione dei dipendenti pubblilci negli ultimi anni è cresciuta del 42,5% a fronte di un aumento del 24,8% del settore privato. Perciò si chiede loro di fare un sacrificio, di "stare fermi un giro". È questa la tesi con la quale il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha presentato le misure sui lavoratori pubblici. Ma che secondo Agostino Megale, segretario confederale della Cgil è "una bugia. I salari contrattuali sono allo stesso livello. La forbice tra retribuzioni dei pubblici e dei privati è da imputare a 4 vo ci: consulenze, stipendi per missioni militari, passaggi di qualifiche individuali e collaborazioni". Il giudizio di Megale è critico sull'intera manovra: "Iniqua e sbagliata.
Colpisce subito i lavoratori pubblici e via via tutti i cittadini. Ma non sfiora il 10% delle famiglie che detiene il 45,5% della ricchezza". I primi a essere colpiti sono dirigenti e impiegati dei ministeri e degli altri uffici pubblici, magistrati, medici, infermieri, lavoratori della scuola, per citare soltanto alcune categorie. Si tratta di quasi 3,5 milioni di persone per le quali si prospetta un giro di vite sia che rimangano al loro posto, sia che siano prossime alla pensione.
IN SERVIZIO. Sul fronte delle retribuzioni, gli statali subiscono due misure di contenimento: il blocco degli aumenti e il taglio della busta paga. Lo stop all'aumento della retribuzione scatta subito, all'entrata in vigore del decreto legge, e si protrae fino al 2013. L'intenzione è mantenere fermi gli stipendi ai livelli attuali, sterilizzando anche i ritocchi all'insù già approvati. Al mancato aumento si somma una decurtazione della retribuzione quando la busta paga supera i 90mila euro annui. Dal 2011, lo stipendio è ridotto del 5% nella parte eccedente i 90mila euro e del 10% oltre i 130mila. Un trattamento particolare è riservato ai mèmbri degli organi di autogoverno: magistrati e componenti del Cnel. Per loro dal primo gennaio 2011 il compenso è tagliato del 10% rispetto a quanto erogato nel 2009. Diversamente dalle altre categorie colpite, la magistratura ha reagito immediatamente. L'Associazione nazionale magistrati ha proclamato lo stato di agitazione contro "misure inaccettabili per i magistrati e per il funzionamento del sistema giudiziario". La misura ad hoc si somma a quelle già previste per il pubblico impiego. Secondo l'Anm si tratta di "interventi incostituzionali e palesemente punitivi nei confronti dei magistrati".
IN PENSIONE. Anche per i lavoratori statali vicini alla fatidica data del pensionamento tira una brutta aria. Si allungano i tempi per ritirarsi a vita privata e peggiorano le condizioni. Per le donne, inoltre, l'innalzamento a 65 anni dell'età pensionabile è anticipato al gennaio 2016. In dettaglio, dal prossimo anno chi matura i requisiti per il pensionamento di vecchiaia (65 anni per gli uomini e 61 per le donne) dovrà aspettare e lavorare ancora 6 mesi prima di ritirarsi. Per il pensionamento anticipato (di anzianità), invece, è confermato il sistema a due finestre, ma i tempi si allungano. Chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2011 deve aspettare la finestra semestrale che si apre il primo luglio 2012. Se invece l'anzianità contributiva è di almeno 40 anni lo slittamento è di un anno. Di più: l'idea di godersi la liquidazione (che nel pubblico si chiama Tfs, Trattamento di fine servizio), deve fare i conti con la decisione governativa di pagarla a rate: in due anni, se la somma è compresa tra 24mila e 48mila euro; in tré oltre questa cifra. Peggiorativo è anche il nuovo calcolo della liquidazione: dal 2011 il Tfs è calcolato come il Tfr (dei dipendenti privati), cioè con l'aliquota del 6,91 % invece dell'80% dell'ultimo stipendio.
AGOSTINO MEGALE, CGIL, CRITICA I PROVVEDIMENTI E SMENTISCE I DATI SULLA FORBICE CON I LAVORATORI DEL SETTORE PRIVATO. Allungamento dei tempi di attesa per il Li pensionamento riguarda tutti i lavoratori Come i dipendenti pubblici, anche i lavoratori privati saranno costretti a continuare a lavorare più a lungo, dopo il raggiungimento dei requisiti per il pensionamento. Dal prossimo anno chi matura i requisiti per il pensionamento di vecchiaia (65 anni per gli uomini e 60 per le donne) dovrà aspettare e lavorare ancora 6 mesi prima di ritirarsi. I dipendenti privati che maturano i requisiti del pensionamento di anzianità nel corso del 2011 devono aspettare la finestra semestrale che si apre il primo luglio i 2012, quella del gennaio 2013 se artigiano, commerciante o coltivatore diretto. Se invece I l'anzianità contributiva è di almeno 40 anni, lo slittamento è di un anno per i dipendenti e di 18 mesi per i lavoratori autonomi.
