Infermiere lavoro usurante (Decreto)

Il decreto sui lavori usuranti che, in sostanza, ripercorrerà quanto già previsto dal Governo precedente, dovrà identificare i casi in cui i lavoratori adibiti ad attività faticose avranno diritto a benefici pensionistici (fino a tre anni di anticipo per l'accesso alla pensione, a fronte di almeno 35 anni di contributi). Andrà in Parlamento entro il 24 febbraio per evitare che scada la delega.


I potenziali beneficiari sono circa 900mila persone, con circa 15mila richieste di anticipo della pensione ogni anno.
Gli interessati al momento sarebbero gli stessi lavoratori individuati dal decreto Salvi del 1999 (che aveva definito alcune attività usuranti come quelle nella lavorazione degli elettrodomestici, nei prodotti dolciari, nelle calzature e nelle resine sintetiche; i lavoratori notturni; gli operai delle catene di montaggio e i conducenti di bus e metro). A queste categorie i sindacati chiedono di aggiungere gli infermieri, anche se i turni notturni sono inferiori al limite previsto dal provvedimento.

Per ottenere il beneficio bisognerà aver eseguito attività usuranti per almeno sette anni negli ultimi dieci (fino al 2017), mentre dal 2018 in poi basterà essere stati impegnati in questa attività almeno metà della propria vita lavorativa.
I sindacati chiedono che le due possibilità siano rivendicabili da subito, visto che sono circa 850mila le persone che fanno lavori notturni, mentre solo 350mila lavorano nelle attività usuranti del decreto Salvi.
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