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I tagli si pagano doppio |
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Scritto da L. Brancaccio
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Sabato 05 Giugno 2010 12:42 |
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«Non solo buste paga più basse per gli impiegati ma riduzioni anche per asili e ospedali. E nuove tasse per tutti cittadini». Con la manovra appena varata per decreto il governo taglia sul lavoro pubblico, sostenendo che i salari dei dipendenti dello Stato sono cresciuti troppo. È possibile che i dipendenti pubblici abbiano avuto aumenti superiori al settore privato ma sono diversi gli inquadramenti. Nel pubblico ormai tutti sono laureati e diplomati, ci sono figure professionali più elevate. Nella sanità, ad esempio, i medici sono inqaadrati come dirigenti, perlegge. I salari dei dipendenti pubblici sono saliti più dell'inflazione? No, rispetto all'indice dei prezzi al consumo gli aumenti salariali ci sono stati solo nei settori della sanità e degli enti locali, grazie alle risorse aggiuntive di Regioni e Comuni, legate a specifici progetti: il rilancio dei servizi, un aumento di carico di lavoro teso a risolvere il problema di organici sempre inferiori ai numeri previsti. Ma i dipendenti italiani sono così ricchi come il governo vuole farci credere? Un infermiere o un'educatrice di un asilo nido guadagnano 1.200-1.300 euro.
Molto meno rispetto agli altri Paesi europei. In ogni caso il governo ha deciso. Blocco della contrattazione nel settore pubblico. Cosa vuoi dire? Lo stop alla contrattazione nazionale non permetterà ai salari di coprire l'inflazione. I prezzi e le tasse saliranno male retribuzioni rimarranno ferme. Poi c'è il blocco della contrattazione integrativa. Qui si tolgono i soldi ai lavoratori, il taglio è retroattivo e riguarderà in particolare sanità ed enti locali, dove i contratti sono stati già firmati. Abbiamo calcolato che le buste paga perderanno 250-300 euro in media al mese. Che succede ai tanti precari del pubblico impiego con la manovra? Solo nelle funzioni centrali,nella sanità e negli enti locali i lavoratori a tempo determinato sono 9 mila, escluso la scuola e i tanti interinali e collaboratori. La manovra prevede di mandarne a casa la metà, 45mila. Non solo dovremmo gestire i licenziamenti ma gli effetti saranno negativi per gli utenti. Moltissimi infermieri, ad esempio, sono a tempo determinato. La manovra avrà effetti anche sul welfare, quindi? Se si sommano il taglio alla contrattazione, che avrà conseguenze anche sull'organizzazione dal lavoro, e quello agli enti locali, ben 13 miliardi di euro, l'impatto sui servizi sarà imponente.
Chiusura di ospedali, senza che esista una rete di assistenza territoriale capace di farne le veci, meno asili nido e materne, chiusure e privatizzazioni. In più, le Regioni saranno costrette ad aumentare le tasse. A pagare non saranno solo i dipendenti pubblici ma tutti i cittadini. Per questo penso che questa sia una manovra inaccettabile. E non dimentichiamoci che misure del genere rischiano di trasferirsi dal pubblico al privato. Il governatore lombardo Formigoni critica la manovra, perché poco federalista. È d'accordo con lui? Dobbiamo intanto intenderci sul significato di federalismo : una cosa è parlare di un federalismo che tenga il Paese in equilibro, altro quello che vuole la Lega, un centralismo regionale, dove ogni governatore si tiene le sue tasse, senza alcun vincolo di solidarietà. Comunque la si pensi, con questa manovra si chiude completamente la partita del federalismo. Il governo interviene direttamente su scelte proprie di Regioni Con il decreto il ouverno chiude la partita del federalismo.
Che clima si respira negli uffici? L'allarme è stato notevole. Sono aumentate le richieste di pensionamento, la gente fugge. In molti ministeri, ospedali, enti, ci sono stati blocchi spontanei del lavoro, sempre senza ledere i diritti dei cittadini a usufruire dei servizi. La Cgil è stata vicina ai lavoratori, anche per evitare il fai da tè o esperienze come quella di Napoli, dove un'infermiera si è uccisa per protesta.
Il sindacato ha la responsabilità di dire ai dipendenti come mobilitarsi dinanzi a una manovra così pesante. C'erano anche iscritti CisI e Uil nelle proteste di questi giorni? Sì, molti. Ora apprendiamo dai giornali che anche CisI e Uil sono pronte a mobilitarsi. Nonostante avessi espressamente chiesto loro di costruire un documento unitario, aspetto ancora una risposta. Non capisco perché non facciano nulla per muoversi unitariamente, specie per proporre modifiche da inserire in Parlamento II blocco del turn over farà perdere 400mila posti di lavoro. Previsto anche il licenziamento di 45mila precari to, dove il decreto approderà per la conversione.
Il segretario dei lavoratori pubblici della CisI, Giovanni Faverin, dice che siete voi a essere contrari all'unità. Dice che avete convocato sciopero senza neppure aver letto la manovra. testo definitivo lo abbiamo avuto solo lunedì, una settimana dopo che il Consiglio dei ministri ha licenziato il testo. Con la conferma di molte cose già note. Note specialmente a CisI e Uil, che alcune settimane prima avevano già incontrato Tremonti, a differenza di Epifani (il quale non era stato invitato all'incontro, ndr).
Comunque so per certo che Epifani ha chiesto a Bonanni e Angeletti di fare delle iniziative unitarie. CisI e Uil dopo rincontro a palazzo Chigi si sono dette possibiliste sulla manovra mentre noi siamo stati subito critici. A Faverin della CisI chiedo ancora una volta di organizzare una riunione per decidere insieme come opporci alla manovra. In attesa di una risposta, il 12 giugno avete convocato una manifestazione nazionale, a fine mese uno sciopero generale.
Cosa sperate di ottenere? Mi aspetto che il governo prenda atto che la gente non è disponibile a sopportare il peso dei tagli solo sulle spalle dei poveri noti. Spero che la nostra mobilitazione porti a una modifica del decreto, mi auspico che anche l'opposizione provi a costruire proposte alternative a quelle del governo su lavoro pubblico e fisco, e che si riesca a fermare l'ennesimo condono.
Credo che insieme, sindacati e opposizione, potranno cambiare la manovra. Avete delle controproposte? Io penso che la manovra è sbagliata perché fatta esclusivamente di tagli. Fino a un mese fa il presidente del consiglio diceva che non c'era bisogno di un intervento sui conti pubblici. Serve ben altro: dobbiamo rilanciare l'economia, ed è impossibile farlo limitando la capacità di spesa delle famiglie. Servirebbero fondi per le infrastnitture, una tassa patrimoniale, una riduzione delle tasse sui redditi più bassi. In questa manovra non c'è nulla di strutturale. In più, si taglia l'occupazione, si aumentano i disoccupati.
L'età media dei lavoratori del pubblico impiego è di 45 anni e col blocco del turn over i giovani rimarranno fuori: secondo II Sole 240re saranno 400mila i mancati ingressi nei prossimi anni. Oggi ci si limita a dire che i lavoratori pubblici sono fannulloni, nessuno ricorda che il lavoro pubblico garantisce il diritto alla formazione, alla salute, alla sicurezza, che sono dipendenti pubblici i Vigili del fiioco e gli ispettori che si occupano di prevenire gli infortuni nei cantieri.
| Ultimo aggiornamento Sabato 05 Giugno 2010 14:49 |
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