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Careggi taglia 200 mila ore di superstraordinari agli infermieri. Le buste paga di una buona parte dei duemila dipendenti dell'ospedale diventeranno da subito più leggere senza la "tav" l'attività prestata per risolvere le carenze di personale nei reparti e pagata tra i 29 e i 36 euro all'ora. Il tetto massimo per infermiere era di 24 ore al mese, qualcuno grazie al sistema arrotondava abbondantemente lo stipendio.
Negli "anni d'oro", il 2005, 2006 e parte del 2007, l'azienda spendeva anche 12 milioni di euro per pagare questa attività degli infermieri.
Ora, forti di una delibera della Regione che ha imposto di bloccare tutti i superstraordinari (anche quelli dei medici), il direttore generale Edoardo Majno e quello sanitario Mauro Marabini hanno annunciato al personale la fine della tav. Oggi la Rsu parlerà in assemblea del provvedimento, che scontenterà molti infermieri e mette in difficoltà i sindacati. «Noi siamo d'accordo con la delibera, però per applicarla è necessario che vengano fatte assunzioni - spiega Roberto Vangelisti di Cgil- Se tutte quelle ore venivano fatte, vuol dire che a qualcosa servivano». Dall'azienda spiegano che è già stato avviato un piano di assunzioni, intanto dovrebbero entrare 100 persone. «Ma si tratta di lavoratori che servono a sopportare il turn over, cioè a sostituire chi ha cambiato azienda, oppure è andato in maternità o in malattia fino ad ora - dice sempre Vangelisti
- non ad affrontare la fine della tav. Per quella ci vorranno altre assunzioni». Aurelio Minichiello della Rdb sottolinea che ci sono rischi per i servizi: «La ricaduta del taglio improvviso potrebbe mettere in difficoltà molte attività sanitarie». L'aria che tira è quella dell'attesa, appena da qualche reparto si lamenterà la carenza di personale per coprire un turno o risolvere un'emergenza scatterà la protesta dei sindacati di Careggi. L'azienda ha da poco fatto un concorso per assumere 80 infermieri da una graduatoria di circa 160 persone. A parte quello, dovrebbe essere necessario anche altro personale per affrontare la fine del superstraordinario.
Il progetto è quello di investire una parte dei soldi risparmiati con il taglio delle tav (una dozzina di milioni rispetto al 2007) per fare assunzioni che mantengano lo stesso livello di offerta sanitaria, ma anche quello di impiegare parte del denaro per avviare dei progetti speciali. Un po' la stessa cosa che è già successa con i medici e che sta facendo digerire a questi professionisti il taglio dei loro superstraordinari. Si individua un settore in difficoltà, si stanzia un fondo, si fissa un termine per risolvere i problemi e si incentivano i lavoratori a raggiungere l'obiettivo dando loro un premio economico. Il punto fondamentale è il rispetto del termine.
Già nel 2002 la tav venne avviata come strumento temporaneo ma non ha mai avuto questa caratteristica. Si è iniziata ad usare in tuttii reparti, in certi casi anche al posto degli straordinari normali (pagati 12 euro e mezzo l'ora). E dopo aver assicurato stipendi più alti di 700 ma anche di 300 euro al mese (su una media di 1.300) è difficile convincere il personale a tornare indietro.
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