Truffa assicurazioni: Bergamo, indagati carabinieri e infermieri

Bergamo - Venti indagati tra cui otto carabinieri, imprenditori, infermieri e dipendenti di societa' private, accusati di reati come corruzione, falso ideologico e materiale, e rivelazione del segreto d'ufficio. E' il risultato di una maxi-indagine della polizia che ha coinvolto anche la compagnia dei carabinieri di Zogno, il cui comandante e' sotto indagine.

L'inchiesta e' cominciata due anni fa da un episodio minimo. Un paziente viene dimesso dall'ospedale dopo un incidente e si sente chiamare al telefono da una societa' che si occupa di ottenere risarcimenti dalle assicurazioni. L'uomo chiede come hanno fatto a ottenere i suoi dati, ma riceve solo risposte vaghe. Allora decide di presentare denuncia. Gli agenti di polizia giudiziaria della Procura di Bergamo coordinati dal pm Franco Bettini, vanno a verificare le cartelle cliniche e controllando i turni del personale scoprono una rete di infermieri che passano informazioni sui pazienti ricoverati per lesioni da incidente stradale a societa' specializzate nei risarcimenti. Molti ex ricoverati confermano di essere stati contattati dopo la dimissione.

Finiscono sotto inchiesta alcuni infermieri, accusa di violazione del segreto d'ufficio. Visto che bisogna provare che fossero pagati, vengono intercettati. E dalle loro telefonate emergono molte sorprese, che riguardano alcuni carabinieri. I militari coinvolti, si scopre, hanno l'abitudine di bloccare le contravvenzioni e il sospetto e' che lo facciano per soldi. Anche in questo caso il passaggio di denaro non e' provato, ma il reato di falso ideologico e materiale si'. Tra i carabinieri nei guai c'e' il comandante della Compagnia di Zogno, il capitano F. B., arrivato nell'ottobre 2008 dal Nucleo operativo radiomobile di Corleone e trasferito quattro mesi fa, dopo essere stato raggiunto da avviso di garanzia per questa vicenda.

E' accusato di violazione del segreto d'ufficio, perche' avrebbe fornito informazioni riservate alla sua compagna, imprenditrice della Val Brembana. L'indagine ha avuto anche risvolti drammatici: un brigadiere nel novembre 2010 si e' ucciso nel stesso ufficio della caserma di Zogno. Il carabiniere era tra gli indagati e non lasciato alcuna spiegazione del suo gesto.

Sono circolate poi minacce, sotto forma di lettere anonime molto documentate, contro inquirenti e carabinieri accusati di collaborare con l'indagine che non e' ancora conclusa e anzi, secondo voci raccolte in ambienti investigativi, potrebbe essere destinata ad allargarsi ulteriormente.

(AGI) .

 

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