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Guida all'uso della cartella infermieristica informatizzata
Sindacati e azienda ospedaliera trovano un accordo sui turni Stampa E-mail
Scritto da L. Brancaccio   
luned́ 28 aprile 2008
Passi avanti all'Azienda ospedaliera di Vizzolo Predabissi per la situazione infermieri, che da quasi un decennio impegna direzione e sindacati. Martedì scorso l'azienda, rappresentata dal direttore generale Claudio Garbelli e dal direttore sanitario Francesco Ceratti, ha raggiunto con la rappresentanza sindacale unitaria un accordo per estendere a tutto il 2008 una sperimentazione di turni ritenuta meno pesante per il personale infermieristico.

 L'anno scorso si era arrivati ad osservare in corsia "moduli", cioè piani di impiego, di sei giorni di lavoro la settimana intervallati da un solo riposo. L'anno nuovo ha invece esordito con un'apertura:

«Sono stati consultati i coordinatori delle unità operative - spiega Pierluigi Corsini, portavoce della rappresentanza sindacale interna - e questi hanno raccolto le esigenze del personale infermieristico. Su queste basi direzione e sindacato hanno stabilito un periodo sperimentale durante il quale si valuteranno gli effetti di una turnazione più favorevole a certe esigenze del personale: in primo luogo la separazione dei giorni in corsia, ma anche situazioni molto diffuse come la non sovrapposizione fra orario di lavoro di due coniugi, tutti due infermieri, con figli a casa».

Negli ultimi dodici mesi in effetti era capitato che qualche infermiere (limitando il discorso ai dipendenti ed escludendo la manodopera interinale) si fosse trovato a fare i conti con tre giorni di fila di lavoro, un giorno di stop - comunque con la spada di Damocle della pronta disponibilità - e altre tre giornate lavorative, di notte o di giorno. E in più figli a casa.

Si è schiodato dalle sue sacche anche il tema della pronta disponibilità, che due anni or sono aveva immediatamente provocato lo stato di agitazione e una raccolta firme per abolirlo immediatamente. «La pronta disponibilità, secondo la piattaforma stabilita da sindacati e direzione, diventa una forma di prestazione d'opera volontaria - continua Corsini - e sarà retribuita con 26 euro l'ora per chi lavora su tre turni giornalieri». Tutto a posto e pace scoppiata dunque? Non proprio, conclude il coordinatore del sindacato interno.

«C'è qualcosa che resta a dividere i vertici da chi raccoglie il punto di vista dei lavoratori - sono ancora le parole di Pierluigi Corsini - ed è il "quantum": quanti infermieri assumere per permettere agli ospedali dell'Azienda ospedaliera Melegnano di non cadere in continue crisi e guardare avanti con la prospettiva di alcuni anni. Noi diciamo cento assunzioni, la stima della precedente direzione, quella di Alberto Scanni, non andava oltre i venti.

È chiara la distanza. Per questo martedì scorso è stata istituita anche una "commissione fabbisogno", per cercare di avvicinare le parti».

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Emanuele Dolcini

 
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