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Se l'infermiere diventa manager Stampa E-mail
Scritto da L. Brancaccio   
lunedì 28 aprile 2008
In due anni 90 nuovi assunti. Primi in Area Vasta per personale Infermieri che sanno cosa fare se il paziente è straniero, infermieri con più responsabilità e perfino infermieri manager, in gergo "case manager", cioè in grado di prendere sulle proprie spalle l'organizzazione di un intero reparto.

Poi ci sono quelli che accompagnano i pazienti con malattie croniche o gli anziani "fragili" dall'ospedale a casa, occupandosi di loro anche dopo il ricovero con le cosiddette "dimissioni protette". Nulla di diverso rispetto a prima dal punto di vista formativo: a cambiare è il modo di interpretare la professione, sempre più al centro dell'ospedale. Un passo in avanti che arriva insieme con l'aumento di organico, richiesta sulla quale i sindacati hanno fatto sentire la loro voce già nel 2006.

 Troppo lavoro per poco personale, si lamentava. Qualcosa da allora è cambiato con il concorso che ha permesso di formare una graduatoria dalla quale l'Ausl ha attinto per le assunzioni di ruolo e alla quale fa riferimento in tutti quei casi è necessario affidare incarichi, per esempio per sostituzioni per malattie o simili. Tra Ravenna, Faenza e Lugo gli ospedali dispongono di duemila infermieri in tutto, di cui 90 assunti di ruolo negli ultimi due anni. Un esercito di divise azzurre che ha numeri più alti a Faenza. Eredità, come spiega Paola Celotti, responsabile della dirigenza infermieristica dell'ospedale di Faenza, della vecchia organizzazione in tre aziende sanitarie (città manfreda, Lugo e Ravenna). Dunque, più infermieri più responsabilità. Mauro Taglioni, direttore del servizio infermieristico e tecnico dell'Ausl, mette sul tavolo i cosiddetti "minuti di assistenza", il rapporto tra le presenze dell'equipe e i posti letto, un parametro che si utilizza per sapere di quanto personale si dispone e che cambia a seconda di quanti posti sono occupati.

 "E' un dato che va sempre rivisto - spiega Taglioni -. In Area Vasta abbiamo i minuti più alti, in media 189, a fronte dei 170 di Rimini, 158 di Cesena e 150 di Forlì. Ci attestavamo su medie positive anche nel 2006, quando si lamentava una carenza di organico". Dopo aver rimesso mano alla pianta organica, si è passati all'impegno numero due: cambiare il modello organizzativo. Passaggio avvenuto a febbraio 2007 per Ravenna e ad agosto dello stesso anno per Lugo, come spiega Mauro Monti, responsabile della dirigenza infermieristica per gli ospedali di Ravenna e Lugo, con la nascita dei reparti per post acuti. "Se prima l'asse era centrato sui compiti si è iniziato a far leva sulle responsabilità degli infermieri che hanno un ruolo attivo nell'organizzazione e nella presa in carico dei pazienti", chiarisce Monti.

Modello divenuto operativo nei due reparti inaugurati nel 2007, dove cioè sono ricoverati pazienti con condizioni in miglioramento ma non ancora in grado di essere dimessi. Si tratta per lo più di malati cronici o anziani. E qui entra in gioco il "case manager", responsabile di questi reparti, interamente organizzati da infermieri: 14 sia per il post acuti di Ravenna che per quello di Lugo con 24 posti letto ciascuno. Il personale si interfaccia con i medici e gestisce anche le dimissioni protette. "E' un'organizzazione che ha dimostrato di funzionare - dice Monti -. E' il medico che propone in ricovero in questi reparti, il case manager acquisisce tutte le informazioni per pianificare l'assistenza successiva. Non c'è nessuna prevaricazione di ruoli ma collaborazione tra le due professioni". Viviana Cippone Infermieri sempre più responsabilizzati.

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