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«Dobbiamo mettere al centro il cittadino con i suoi bisogni di salute. Una nuova organizzazione basata sull'omogeneità delle cure può rappresentare la soluzione organizzativa per dare più sicurezza alla gente e maggior valore alle professioni sanitarie. Così anche il ruolo dell'infermiere verrebbe rivalutato. Si capirebbe come sia fondamentale nella presa in carico del paziente e nel coordinare gli interventi».
La Giornata mondiale dell'infermiere, celebrata lunedì, è anche l'occasione per far emergere problemi tuttora da risolvere e prospettive da creare. Il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega, ha il merito di aver sempre visto nell'azione sindacale non solo uno strumento rivendicativo di diritti e attese, ma anche un modo per salto di qualità nell'assetto e nell'impostazione delle strutture sanitarie. La Giornata vuol far rivivere il ricordo di Florence Ngthingale, nata a Firenze il 12 maggio 1820, fondatrice delle scienze infermieristiche moderne.
Quest'anno, però, non si è voluto farne solo un rito della memoria, ma si sono celebrati i 10 anni di fondazione del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, che, fondato il 12 maggio del 1998 con l'intento di unire tante piccole sigle, oggi resta l'unico sindacato nazionale del settore, ha 15 mila iscritti, è in espansione, ed è il maggioritario anche nell'Ulss 6 e al S. Bortolo. «Negli ultimi 15 anni - spiega Bottega - da operatori di una professione sanitaria ausiliaria come eravamo definiti siamo diventati espressione di una vera e propria professione autonoma. Siamo passati dal diploma di scuola regionale a una formazione universitaria, che rilascia il titolo di dottore in infermieristica.
È stata attivata la formazione complementare con il master e la laurea specialistica. Ed è un lavoro che dà tanto a chi lo esercita, specie sotto il profilo delle relazioni umane; e può dare tanto a chi ne riceve i benefici. Chiunque incontri un infermiere ne ricorda i modi, la sensibilità, la disponibilità. Ma vi sono altri motivi che potrebbero convincere un giovane a intraprendere questo percorso: la certezza dell'impiego, l'impegno d'équipe, la possibilità di proseguire nel percorso formativo e di variare gli ambienti lavorativi». Bottega parla anche della missione del Nursind: «La battaglia in cui siamo impegnati è quella di valorizzare il ruolo dell'infermiere all'interno del Servizio sanitario.
E questo avviene in due modi: da un lato, una retribuzione adeguata alle responsabilità, alle difficoltà che sono tante (carichi di lavoro, turni, contatto con agenti chimici e biologici nocivi, usura fisica); dall'altro, il riconoscimento della formazione acquisita. Per difenderci dall'usura psico-fisica, che supera il 10 per cento tra gli infermieri della sanità pubblica, chiediamo migliori condizioni di lavoro e un giusto riconoscimento dei disagi».
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