20 July 2008


 
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La prima infermiera cinese Stampa E-mail
Scritto da L. Brancaccio   
lunedě 21 aprile 2008
«Sono stata la prima infermiera cinese a trovare lavoro in Italia», dice Zhi Feng, sorridendo. Per lei, in occasione della promozione all'esame di abilitazione necessario per convalidare il suo diploma ottenuto in Cina, hanno organizzato addirittura una cerimonia. Nonostante questo primato, Zhi è giovanissima: ha 27 anni, vive a Milano dal 2001 e parla molto bene l'italiano.

Da due anni lavora come infermiera professionale all'istituto Don Gnocchi, dove oggi è impiegata nel reparto Rsa (residenza sanitaria assistenziale) e nel nucleo Alzheimer. «È un mestiere che mi piace molto - racconta - e mi trovo bene sia con i colleghi sia con i pazienti, che sono contenti del mio lavoro. Fin da quando ero in Cina volevo fare l'infermiera, per questo ho studiato quattro anni».

Zhi Feng ha un contratto a tempo indeterminato e guadagna come stipendio base 1.200 euro al mese. «Mi ritengo fortunata anche rispetto a moltissimi miei coetanei italiani, alle prese con il precariato e la disoccupazione. Io, invece, ho la sicurezza di un contratto e alla mia età è un vero e proprio lusso. Mi sarebbe piaciuto lavorare in una struttura pubblica, ma lì fanno solo contratti di sei mesi, che poi vanno rinnovati presentando il permesso di soggiorno».

Il suo permesso, adesso, ha una validità di cinque anni: merito del contratto a tempo indeterminato che le permette di non dover affrontare la trafila burocratica dei rinnovi ogni anno. «Quando sono arrivata in Italia - ricorda - non sapevo che con il mio diploma bastava un esame di convalida per poter lavorare. Allora mi sono iscritta a un corso per infermieri a Milano, ma l'ho frequentato solo un anno, il tempo necessario per scoprire che la mia preparazione mi permetteva di essere abilitata e di trovare un posto». Quando è arrivata in Italia, non aveva intenzione di restarci.

 «Volevo lavorare un po' e poi tornare a Pechino - racconta Zhi - ma qui mi sono sentita a casa e mi sono anche fidanzata». Il ragazzo di Zhi è un cinese «ma è nato in Italia e ha la cittadinanza italiana», sottolinea lei. Lo sbocco nel settore sanitario oggi è uno dei preferiti dagli stranieri, vista la carenza di infermieri negli ospedali italiani. «Al Don Gnocchi - spiega Zhi - insieme a me lavorano rumene, peruviane e albanesi». Per loro il collegio Ipasvi (la federazione nazionale collegi infermieri) di Milano e Lodi, insieme alla Regione Lombardia, ha realizzato nel 2005 una «Guida all'esercizio della professione per infermieri non comunitari».

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