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L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi Stampa E-mail
Scritto da L. Brancaccio   
venerdì 09 maggio 2008
Infermieri, terapisti e psicologi spesso al massimo ribasso che alla fine non davano servizi adeguati. Ora passiamo a programmi integrati, con modalità di assistenza specifiche, con la partecipazione effettiva del medico di medicina generale che ci aiuterà a determinare il tipo di assistenza necessaria. Man mano che scadono i vecchi contratti saranno attivate le nuove procedure e riteniamo che dal primo agosto saremo in grado di offrire il nuovo servizio».
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Discussione (23 posts)
L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi
May 13 2008 17:40:05
Discussione sull'articolo: L'assistenza a casa diventa integra...erapisti e psicologi

Cortese collega, lavoro in assistenza domiciliare da circa 12 anni e attualmente son in contatto con molti colleghi di tutta Italia compreso quel paradiso terrestre di Bologna e non ritengo che il progetto di Battaglia valga tanto oro per quanto riluce, è un modo come un'altro di consegnare l'assistenza domiciliare alle cooperative, come del resto aveva già detto a Report, in modo che i colleghi pagati ad accesso effettuano prestazioni occasionali delegate, senza la minima partecipazione al piano di assistenza. Vorrei sapere perche' ai MMG non gli è bastata la "1020" per lavorare in modo INTEGRATO e perchè il comune nel LAZIO non ha mai partecipato come previsto dalla "229", non vedere lanterne per lucciole!!! l' ADI per chi la fa' seriamente coinvolge il gruppo multidisciplinare per le diverse competenze. L'infermiere partecipa alla stesura dei piani di intervento ed è responsabile del piano di assistenza. Come già ti anticipai tempo fà forse non abbastanza chiaramente il progetto è quello di mandare gli inermieri a fare le punture, fare gli Hgt misurare la pressione e fare i prelievi ed assistenza a "minutaggi". Scusa ma con 7 anni di UNIVERSITA' mi aspetto di più dalla giunta regionale!!! In realtà è la brutta copia di un ben più elevato progetto di revisione dell'assistenza secondo il Cronic Care Model ma.........
Prima di parlare di assistenza domiciliare parliamo di qualità delle cure a domicilioe non delle cose che gli altri pensano che siano...............ciao, sono a disposizione per qualsiasi chiarimento Betty
#4466
Re:L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi
May 14 2008 17:30:14
Leggendo l'articolo mi par di tornare indietro di 10 anni o più, io allora non lavoravo ancora all'ADI, ma da come mi hanno raccontato le "vecchie" che hanno aperto il servizio funzionava più o meno così.
C'erano le infermiere in convenzione che lavoravano a prestazione d'opera nessun piano assistenziale,nè voce in capitolo.
Le "pioniere" dell'Adi,hanno iniziato a farsi conoscere ,a superare la diffidenza, a farsi rispettare, a portare nuove idee.
Ora siamo un'equipe che ruota intorno al paziente e alla sua famiglia,il medico di base, lo specialista, l'infermiera, il fisioterapista,l'oss ,l'assistente sociale........
fermatemi perchè se inizio non la finisco più :laugh:
Betty, io credo che se realtà come la mia hanno funzionato e altre regioni ne stanno prendendo coscienza questo può essere un fatto più che positivo.....
#4472
Re:L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi
May 15 2008 15:27:40
ciao Candy, l'assistenza domiciliare è bellissima ma è necessario per organizzarla che vengano coinvolte persone che hanno esperienza nel campo e nel rispetto delle professionalità. Attualmente la sanità è un grande "bissnes" e tutti compreso i nostri direttori sanitari amministrativi generali non stanno facendo altro che compromessi. Il problema per loro è utilizzare, perchè di questo si tratta quando parlano di minutaggi, gli infermieri come operatori ad ore. E' assurdo che quando si progetta o si parla di assistenza di base, educazione sanitaria, ecc. non sia coinvolto in prima persona la figura infermieristica. E' scandaloso che proggetti sperimentali come il community care nursing venga portato avanti da un gruppo di MMG!!! senza coinvolgere nella stesura del progetto gli infermieri. E'scandaloso, e la mia non è una posizione politica, che Battaglia a report abbia detto che in ospedale ci metteva gli infermieri di ruolo e in territorio quelli di cooperativa, e che la regione ipotizza di impiegare gli imboscati e i minori aggravio come forza lavoro per i MMG.e che i colleghi di cooperativa, sottopagati, che fanno questo lavoro sono quelli dell'ospedale in turno e i neo laureati che hanno bisogno di soldi. Io sono 11 anni che scrivo sul diario di assistenza e partecipo ai P.I. ma hanno interesse a riportarci nella condizione delle"vecchie" NON TI PESA TUTTO CIO'. ma con tutto il cuore W l'ADI fatta bene ciao Betty
#4516
Re:L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi
May 15 2008 19:46:41
E.Sardone ha espresso, la seguente opinione:
.....ma con tutto il cuore W l'ADI fatta bene ciao Betty

non posso far altro che QUOTARTI!!!!
Mi piacerebbe scambiare 4 chiacchiere, magari un giorno di questi ci riusciamo in chat....
#4520
Re:L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi
May 18 2008 17:35:04
meno male che almeno tu mi quoti ...grazie Betty
#4568
Re:L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi
May 20 2008 10:02:54
ciao mi chiamo M.Grazia e sono nuova del forum,
volevo chiedere a Betty e le altre colleghe che lavorano in ADI informazioni/opinioni sulla nuova figura dell'infermiere di Famiglia.
Vi ringrazio.
Ciao
#4603
Re:L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi
May 20 2008 13:44:26
Vi propongo una lettura sull'ass. inf. europea e alcune iniziative in Italia
3.1 L’Europa del nord

Danimarca
Il servizio sanitario danese è decentralizzato e garantisce uniformità d’accesso ai servizi per tutta la popolazione e la gratuità dell’assistenza essenziale. L’amministrazione pubblica è gestita da enti locali (Contee, Comuni) autonomi e integrati con la nuova organizzazione. Il controllo del sistema è effettuato dallo Stato che armonizza le politiche locali. Il Ministero della sanità è la massima autorità in campo medico, la responsabilità dei servizi sanitari offerti è affidata ai consigli regionali. I Comuni erogano i servizi sociosanitari attraverso un’ agenzia e forniscono l’assistenza domiciliare. L’assistenza ambulatoriale è coordinata dalle Contee per un miglior coordinamento dei servizi.
Gli ospedali sono quasi tutti pubblici, erogano servizi per pazienti acuti; chi abbisogna di un ricovero per lungo-degenza ( convalescenza e riabilitazione) viene diretto presso centri di riabilitazione o residenze per anziani. Gli operatori degli ospedali sono inquadrati come personale dipendente, le retribuzioni sono negoziate tra l’ associazione dei consigli delle contee e i sindacati. La direzione di un ospedale è formata da un direttore amministrativo, un dirigente medico e uno infermieristico.
Sono attivi numerosi programmi di prevenzione e promozione della salute con interventi fatti a livello scolastico, sui luoghi di lavoro per problemi socio-sanitari legati al tabacco, l’ alcool, l’ alimentazione, la movimentazione dei carichi, gli incidenti stradali. Il governo sta investendo notevoli risorse per la formazione e l’ inserimento del lavoro per il personale infermieristico. Il rapporto infermieri/medici è di 4:1, operano autonomamente e /o collaborando con altre figure professionali, con le istituzioni, svolgono attività di direzione e organizzazione dell’ assistenza infermieristica a livello strategico, organizzativo e operativo nell’ ambito dell’ assistenza sanitaria di base e secondaria. Esistono due tipi di assistenza infermieristica: community nurse o home nurse e occupational health nurse. La prima si occupa della popolazione fornendo prestazioni all’ interno della comunità e a domicilio, con esclusione dei bambini e degli adolescenti. La seconda figura si occupa prevalentemente della prevenzione, della promozione alla salute, del counseling e del supporto all’ assistenza sociale.

Finlandia
L’assistenza sanitaria viene erogata principalmente attraverso un sistema pubblico di ospedali e di centri sanitari (alcuni forniti di posti letto). Le prestazioni ospedaliere, specialistiche e dei servizi territoriali sono erogabili con il pagamento del ticket. La spesa dei farmaci è a carico del cittadino fino a un tetto massimo che se superato viene rimborsato dall’ assicurazione nazionale. E’ la Nazione che nel 1982 viene scelta dall’OMS come paese modello per aver ben organizzato i servizi di prevenzione e di assistenza di base con un sistema di centri sanitari pubblici. Le istituzioni sono rappresentate dal governo centrale che propone le politiche sanitarie e le leggi, dal Ministero degli Affari Sociali e Sanitari indirizza e definisce le organizzazioni dei servizi sociosanitari. I Comuni hanno la piena responsabilità per la fornitura dei servizi essenziali (scuola, servizi sanitari e sociali), fissano le tasse e ricevono dallo Stato un contributo economico per l’erogazione dei servizi.
La politica sanitaria è orientata al miglioramento della qualità di vita della popolazione, alla riduzione delle disuguaglianze sociali e sanitarie, il miglioramento all’ accessibilità dei servizi sanitari per tutta la cittadinanza, con particolare riguardo verso le fasce più deboli e disagiate (disoccupati, anziani). Gli infermieri di sanità pubblica occupano un ruolo strategico nell’ educazione sanitaria rivolta ai singoli individui, al personale che opera nei comuni, nei centri diurni e nelle scuole, oltre a fornire assistenza alle donne in gravidanza, ai bambini. Il suo ruolo ha contribuito a estendere l’accessibilità sanitaria a tutta la popolazione, individua i fattori di rischio, il lavoro è centrato alla promozione della salute e alla prevenzione delle malattie.

Svezia
Gli standard sanitari della Svezia superano di gran lunga quelli internazionali. L’organizzazione del sistema è basato su tre livelli. L’ assistenza sanitaria di base quella più sviluppata. E’ rilevante l’ attività svolta dalle infermiere del distretto (community nurse o district nurse), in particolare svolgono consulenza, assistenza infermieristica e pianificazione assistenziale, promozione della salute e prevenzione della malattia, educazione sanitaria, formazione infermieristica. Su 225.000 operatori sanitari (1998) operanti nel servizio sanitario pubblico, 85.000 sono infermieri, operanti per lo più nell’ assistenza sanitaria di base. L’attuazione della deospedalizzazione, l’aumento della popolazione anziana sopra i 65 anni sono stati determinanti per scegliere lo sviluppo dell’ assistenza primaria e la destinazione delle risorse (umane e materiali) sempre maggiori, per garantire la continuità assistenziale e una buona qualità dell’ assistenza erogata nella comunità.

Regno Unito
L’assistenza di base, quella specialistica e quella ospedaliera sono gratuite, i medici generici sono il tramite per l’assistenza di 2° livello. La gestione gerarchica del sistema sanitario nazionale britannico (NHS) è affidata al Parlamento che determina le risorse finanziarie in base alla politica sanitaria. Alcune strutture pubbliche hanno posti letto privati (tendenza in espansione). Il processo di riforma avviato nel 1999 è caratterizzato da un sistema di assistenza integrata, basato sulla collaborazione e dalla competenza dei suoi professionisti. I tre aspetti principali sono:
1- il domicilio, il cittadino si può rivolgere ad un sistema di call-center sempre attivo e supportato dalla presenza costante di personale infermieristico;
2- la comunità, il cittadino può avere gli esiti degli esami on-line e anche prenotare le visite attraverso un sistema di connessione in rete di tutti i servizi sanitari locali;
3- l’ospedale, ogni cittadino con sospetta diagnosi di cancro potrà essere visitato dagli specialisti presso il proprio medico di famiglia.
L’ istituzione dei Primary Care Groups (PCGs) costituisce un’esperienza e un’ esempio per tutti gli altri Paesi della Regione Europea. E’ costituito da piu professionisti e il punto di forza del loro lavoro è l’ integrazione. I PCGs possono arrivare a gestire un bacino d’ utenza di 100.000 persone. Hanno la responsabilità delle risorse e del budget da parte del personale medico e infermieristico e verificano la corrispondenza coi bisogni del cittadino.

3.2 Europa Centrale

Germania
Il servizio sanitario è fondato sui principi bismarkiani, intorno alle casse di malattie pubbliche e di assicurazioni private, aumentate di recente. Le casse determinano l’ importo dei contributi e negoziano con gli altri soggetti l’ammontare e la quantità delle prestazioni. I contributi degli assicurati sono versati per metà dai lavoratori e per metà dai datori di lavoro. Medici di famiglia e specialisti sono remunerati in base alle prestazioni, che erogano, dalle associazioni professionali dei medici e degli specialisti. Il finanziamento ospedaliero è garantito dalla spesa corrente e gli investimenti sono a carico delle Regioni. E’ la nazione europea dove l’ assistenza primaria non è molto sviluppata, però sta aumentando il numero degli infermieri di comunità che si occupano anche dell’ assistenza infermieristica alle famiglie.

Belgio
Il sistema sanitario è basato sull’assicurazione sanitaria sociale. Sette ministeri hanno la corresponsabilità dell’assistenza sanitaria in termini di politica, programmazione e controllo. L’accesso agli ospedali è diretto, non ci sono liste d’attesa grazie al numero elevato di personale medico. La popolazione belga è soddisfatta del proprio sistema sanitario. Il finanziamento sanitario è garantito per il 36% dalle assicurazioni, il 38% dalla tassazione, il 17% dai pagamenti per intero, il 9% dall’assicurazione integrativa e dalla tassazione indiretta. L’assistenza ospedaliera è finanziata dai fondi malattia. Il personale sanitario è retribuito in modo “ misto” per giornate e per prestazioni. La contribuzione del cittadino alla spesa sanitaria è tra i più alti in Europa.
Questo paese sta sperimentando nuovi modelli per l’ assistenza primaria, tra i quali il nursing case management per assicurare la continuità assistenziale ospedale-territorio ai pazienti ritenuti a elevato rischio di riammissione in ospedale: anziani, malati psichiatrici. Con la collaborazione dei servizi territoriali è possibile prevenire la riammissione in ospedale, prolungando l’ intervallo tra un ricovero e l’ altro, prevenire l’ istituzionalizzazione nelle residenze per anziani. L’ operatività infermieristica è ancora regolamentata da una legge federale del 1974, che ne individua tre principali funzioni: generali, elenco di atti infermieristici (autonomi e parzialmente dipendenti dal medico), elenco degli atti medici delegati. Molto pochi sono gli infermieri che operano nell’ assistenza primaria. Circa il 40% lavora part-time nelle strutture ospedaliere. L’ assistenza primaria è rappresentata da tre figure: il general nurse che dopo una congrua esperienza in ospedale può scegliere di occuparsi dell’ assistenza domiciliare e residenziale; il community nurse, infermiere esperto, opera nelle associazioni private e nel settore sanitario pubblico, con attenzione verso le donne in gravidanza, neonati, bambini, pazienti con problemi specifici (AIDS, tossicodipendenze); l’occupational health nurse, lavora in collaborazione con altre figure mediche nell’ ambito della prevenzione sanitaria e primo soccorso nei luoghi di lavoro .

3.3 Europa mediterranea
Francia
La copertura finanziaria dei servizi è garantita da una copertura assicurativa estesa a tutta la popolazione, modello dei principi bismarkiani, con assicurazioni sia pubbliche che private, il cui finanziamento è regolamentato dallo Stato. Il cittadino può scegliere il proprio medico, la quota è molto elevata e la retribuzione degli operatori rigidamente stabilita. La spesa sanitaria è molto elevata e c’è disomogeneità nella distribuzione delle strutture e difficoltà dell’accesso ai servizi. L’assistenza ospedaliera è fornita sia dagli ospedali pubblici che privati.
La categoria professionale più numerosa è quella infermieristica. Il decreto del 1993 ha ridefinito le competenze infermieristiche, con ruolo autonomo per tutte le attività riguardanti l’ assistenza infermieristica e di dipendenza e/o collaborazione nell’ ambito di un’equipe interdisciplinare. L’ infermiere di comunità contribuisce efficacemente all’ assistenza sanitaria di base e all’ attività di promozione e prevenzione soprattutto nell’ area materno-infantile.
Spagna
Gli infermieri sono una delle componenti delle Equipes de atenciòn primaria formate da medici di famiglia, pediatri, infermieri, ausiliari sanitari e amministrativi, che assicurano l’ erogazione delle cure primarie nelle areas bàsicas de salud, aree territoriali che comprendono una popolazione tra 5.000 e 25.000 abitanti. L’ erogazione delle prestazioni avviene attraverso un Centro di salute aperto 12 ore al giorno dal lunedì al venerdì e 8 ore il sabato, in cui il personale amministrativo e ausiliario svolge funzioni di supporto ai professionisti sanitari che, disponendo tra l’ altro di un adeguato sistema informativo, si trovano nelle condizioni ideali per fornire a tutti i propri assistiti un servizio continuo, qualificato e personalizzato. Il ruolo dell’ infermiere, all’ interno dell’ Equipo de atenciòn primaria, è caratterizzato da elevata autonomia professionale e partecipazione alla definizione delle politiche del centro di salute e alle decisioni nel merito delle scelte organizzative e gestionali. Ogni infermiere ha assegnati un certo numero di assistiti che si rivolgono direttamente a lui o su indicazione del medico, per visite e prestazioni ambulatoriali e/o domiciliari. Medici e infermieri hanno obiettivi comuni, ascoltano e danno risposte nel miglior modo possibile alle domande di salute degli assistiti, comunicano e si confrontano tra loro e con gli altri operatori interni/esterni al Centro sui problemi del singolo assistito. Il riconoscimento sociale dell’ operato dell’ infermiere, il suo grado di soddisfazione e il grado di soddisfazione dell’ utente è elevato. Questo modello può essere sperimentato e valutato all’ interno dei sistemi sanitari nazionali e regionali, per realizzare l’ offerta equa, appropriata e accessibile dei servizi sanitari nel territorio.

L’OMS nel 1982 dichiara: “gli infermieri dovrebbero essere i maggiori fornitori dei servizi di assistenza sanitaria primaria”.
In Paesi come gli Stati Uniti, l’Australia, il Regno Unito, l’assistenza infermieristica ambulatoriale è sviluppata non solo per gli elevati costi dell’assistenza ospedaliera ma anche per la limitatezza delle risorse e l’aumento della domanda sanitaria.
In Italia, sulla base delle normative in vigore e in considerazione dell’evoluzione del piano assistenziale, alcune aziende sanitarie hanno promosso l’apertura di ambulatori infermieristici per la diversificazione dell’assistenza sanitaria e la diffusione di strutture innovative soprattutto in zone decentrate dai servizi sanitari.
Tra queste elenco: ASL 11 di Fermo (Marche), ASL 5 Spezzino (Liguria), ASL 2 Torino (Piemonte), ASL RM/B (Lazio, 1999), ASL 13 Novara ( Lombardia), ASL 8 Arezzo ( Toscana, dal 1998).
Generalmente, le prestazioni infermieristiche di natura tecnica riguardano soprattutto: terapia iniettiva, fleboclisi, cateterismo vescicale, clisteri, rilievo pressione arteriosa, elettrocardiogramma, medicazioni, prelievi, rimozione dei punti di sutura, bendaggi, vaccinazioni; quelle di natura educativo-relazionale: informa il cittadino per l’accesso e l’utilizzo dei servizi sanitari, orientamento alla domanda, l’educazione alla consapevolezza e all’autogestione (processo di empowerment). Alcune erogazioni delle prestazioni sono soggette al pagamento del ticket e la ASL RM/B, per la Regione Lazio, ha proposto una tariffazione ufficiale. Tutte le erogazioni devono essere comunque registrate nel foglio di riepilogo giornaliero utenti e nel foglio di statistica mensile dell’ambulatorio infermieristico territoriale.
Gli abitanti del comune di Monzuno, sull’ Appennino bolognese, hanno un nuovo servizio messo a disposizione dall’ Azienda sanitaria locale: l’infermiere di famiglia. L’infermiere è a disposizione del nucleo familiare per prestazioni infermieristiche ambulatoriali e domiciliari. Il modello organizzativo è basato sulla presa in carico del paziente e della sua famiglia. L’ infermiere di famiglia garantisce risposte al cittadino attraverso la rilevazione del bisogno di salute, la realizzazione di interventi informativi ed educativi, l’ orientamento al corretto ed appropriato utilizzo dei servizi sanitari. La popolazione target di riferimento per questa prima fase sperimentale sono gli anziani fragili residenti in questo territorio.
La regione Friuli Venezia Giulia ha inserito nel Piano socio-sanitario 2006-2008, l’ infermiere di comunità, un nuovo modello organizzativo basato sull’ attivazione di un servizio di assistenza infermieristica decentrato sul territorio, ogni 3.000-3.500 abitanti. Il modello organizzativo è basato sulla relazione e non prevalentemente sulla prestazione, come accade nei servizi di assistenza domiciliare. Il target principale è la popolazione che presenta patologie croniche. Il modello prevede l’ apertura di ambulatori infermieristici sul territorio, in collaborazione con i comuni, consente all’ azienda sanitaria di inserirsi nel territorio e rispondere alle esigenze espresse. Il centro del sistema è la persona. L’ infermiere è un case manager in grado di assicurare la continuità delle cure tra ospedale e territorio e attiva strategie d’ intervento orientate all’ empowerment dei soggetti e dei contesti: la promozione della salute è condotta dalla comunità e con la comunità in modo collaborativi con le istituzioni sanitarie e sociali.
Il progetto è iniziato nel 2001 e ha concluso la fase sperimentale nel 2005. Oggi copre l’ 85% del territorio con 19 ambulatori infermieristici attivati su 23 necessari alla copertura del bacino d’ utenza aziendale (circa 105.000 abitanti). Si stima che nel 2008 il progetto entri a regime. Presentato a livello internazionale, l’ infermiere di comunità ha riscosso attenzione e interesse in Spagna, in Francia, Germania, Paesi con cui sono in corso contatti e rapporti d’ interscambio a Marsiglia, Valencia, Monaco. Le ore assistenziali dedicate agli utenti sono passate da 11.250 nel 2001 a 42. 744 nel 2004. L’ agenzia regionale della Sanità del Lazio ha chiesto una consulenza all’ Ass5 “Bassa Friulana” che ha ideato, implementato, promosso questo modello innovativo, per studiarlo e contestualizzarlo nella propria realtà. By Lucia
Dalla comparazione di modelli europei e nazionali, sopra riportati, a mio giudizio, quello che si avvicina di più alla proposta di questo lavoro è l’esperienza portata avanti dalla Regione Friuli-Venezia-Giulia, ben sperimentata localmente e approvata da molti Paesi della comunità europea.
#4605
Re:L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi
May 21 2008 09:00:35
Lucia, Grazie mille per le info...
mi potresti dare dei riferimenti bibliografici per queste informazioni?
l'argomento mi interessa molto e sto aspettando con ansia che organizzino il master per Infemiere di Famiglia anche a Milano.

Attualmente collaboro con uno studio medico associato composta da tre medici di famiglia che, mi hanno chiesto un servizio di due ore al giorno per erogare prestazioni infermieristiche ai loro pazienti (rimozione punti, vaccinazioni, iniezioni, rilevazione paramenti, educazione sanitaria) io vengo pagata dallo studio che viene rimborsato dall'asl e i pazienti non pagano nulla.

Per me è una nuova e bellissima esperienza (non molto remunerativa economicamente parlando - due ore al giorno per un tot di 40 ore mensili- costano più in benzina) però professionalmente è molto stimolante e si instaura un rapporto con gli utenti di fiducia e stima.
Per ora, da quanto ho capito è in sperimentazione, è probabilmente uno dei pochissimi studi della brianza che ha l'infermerie e c'è l'intenzione di aumentare le ore.


Mi piacerebbe diventasse la mia unica attività.

Il mio primo lavoro è in un ambulatorio di medicina del lavoro c/o azienda privata (settore metalmeccanico)che quando ho lasciato l'ospedale mi avevo proposto un'attività molto interessante.

Essendo una multinazionale basata sul sistema americano aveva come concezione quello della tutela e della prevenzione/promozione della salute dei propri lavoratori.
Così come spiegava anche Lucia nel suo messaggio, In america le aziende tutelano la salute per i propri dipendenti a 360 gradi e in cambio ricevono sgravi fiscali agevolazioni sulle assicurazioni oltre ad ottenere dei dipendenti più sani, incentivati a non fare malattie etc.
Quindi le aziende organizzano campagne preventive (es. papa test, visite dermatologiche per i tumori della cute, visite oculistiche etc.) oltre alle prestazioni di sorveglianza sanitaria (nostra 626).
Anche l'azienda dove lavoro io era dello stesso stampo, quindi mi occupavo di tutte queste bellissime iniziative. Professionalemnte molto stimolante e gratificante. il lavoro era tanto (1700 dipendenti-> 1 infermiera e diversi specialisti da coordinare)

Dico era perchè con la crisi del manufatturiero la multinazionale ci ha venduti ad una azienda italiana e tutti questi benefit sono decaduti, personale ridotto a 600 dipendenti di cui 200 attulamente in cassa integrazione.
Quindi anche la mia attività si è SPENTA. :(
Come dipendente non mi hanno licenziato(preciso che ho un contratto come metalmeccanica - qualifica impiegata - in quanto non è prevista nel contratto la figura dell'infermiera)mi hanno promesso che a breve riprenderanno le attività di prevenzione, ora mi occupo solo di sorveglianza sanitaria per i pochi rimasti.

Sono indecisa se ritornare in ospedale o meno (le mie condizioni famigliari non mi agevolano per i turni) e quando il mio medico di base mi ha proposto questa attività ho accettato subito - chiedendo part.time alla mia azienda.
L'idea dell'infermiera di FAmiglia mi entusiasma molto ma so che è un percorso ancora molto lungo per la lombardia. Vedremo...

Scusate se mi sono dilungata troppo.. tutto sommato è stato un modo per presentarmi a voi. e farvi conoscere la mia realtà lavorativa.

ciao ciao!
Grazia
#4619
Re:L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi
May 21 2008 13:40:38
I riferim. bibl.:
"Nuovi modelli organizzativi x l'assistenza infermieristica, l'ambulatorio infermieristico" di Marinella d'Innocenzo, ed. Centro Scientifico

"Cure primarie e professione infermieristica" rivista Prospettive sociali e sanitarie n°18-19/2005 a cura di Anna Salomoni e Paolo Peduzzi.

E' basilare conoscere il territorio x orientare gli obiettivi di salute. L'assistenza sanitaria sul territorio entra nell'ambito della medicina dell'iniziativa, e già siamo pochi, continua quello che stai facendo. Per ridurre un po' le spese potresti chiedere di aumentare l'orario di alcuni gg x un accesso tipo di 3 gg la sett. invece che 5. By Lucia
#4622
Re:L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi
May 21 2008 16:20:34
Dare l'assistenza domiciliare alle coperative?
Be io farei un'altra cosa,associazione di infermieri territoriali e via,si spazzano subito le coperative!
Ma per favore,le coperative?
Manco per idea!
#4629
Re:L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi
May 21 2008 21:33:39
Su questo si potrebbe fare un congresso dove si portano alla luce dei progetti non ancora attuati e altri che magari sono già operativi e che funzionano
#4638
Re:L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi
May 21 2008 21:39:21
Su questo farei un congresso, portare avanti dei progetti o dei lavori che già rispecchiano una realtà avviata e funzionante, integrata nel territorio e con l'H.
#4639
Re:L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi
May 22 2008 14:19:17
Lucia ,magari un congresso è troppo per il sito però si potrebbe fare una serata in chat con questo tema....

il titolo potrebbe essere "integrazione ospedale e territorio la continuazione del progetto di cura"
potremmo confrontare le diverse realtà......
#4642
Re:L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi
May 22 2008 21:16:52
Delle idee ce l'ho, ma con la chat ho degli ostacoli, mentre così brevemente potrei dire nel mio contesto vengono utilizzati ai casi rari tipo soggetto anziano, invalido, con nutrizione parenterale con accesso venoso centrale da mandare a casa e allora attivano la dimissione protetta e va bene.
Manca invece la sensibilità alla dimissione protetta soprattutto x gli anziani che in seguito a fratture, vengono dimessi e quasi regolarmente il mmg fa richiesta x medicazioni in seguito a lesioni da pressione che in genere sono presenti sui calcagni e la zona sacrale.
Sarebbe bene che l'H possa attivare la richiesta di ass. inf. anche in sola presenza di lesione di 1° o di possibilità di fare educazione sanitaria alle persone che accudiscono il malato a casa dal momento che viene dimesso.
#4648
Re:L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi
May 23 2008 15:18:07
scusa ,ma che ostacoli hai con la chat?????:blush:
#4652
Re:L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi
May 23 2008 17:23:06
salve Lucia sono a disposizione, due paroline in proposito vorrei dirle anche io grazie dell'idea Betty
#4654
Re:L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi
May 23 2008 20:40:20
Come funziona?
#4656
Re:L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi
May 23 2008 21:07:05
intendi la serata in chat?
funziona così, si fissa un giorno e un orario,di solito alla sera,si invita tramite forum un pò di gente, e uno relaziona, si può intervenire,fare domande....la chat c'è,ed è molto bella....
io qualcosa di pronto l'ho già...magari ci sentiamo per MP
#4658
Re:L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi
May 24 2008 07:05:55
facciamo una prova, propongo di sera tra le 21,30 e le 22,30.
#4660
Re:L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi
May 25 2008 08:47:18
dovreste essere così cortesi di riferirvi sempre alla realtà geografica a cui fate riferimento, perchè varia di zona in zona talvolta nella stessa azienda sanitaria. Ad esempio a Roma non si lavora con "l'aria vasta" concetto economico e di integrazione di altre regioni.
Il giorno concordiamolo tutti insieme perchè mi piacerebbe partecipare e ditelo anche a me come funziona la chat, GRAZIE GRAZIE GRAZIE :blush:
L'integrazione socio sanitaria avviene tramite la 229/99 con l'inserimento dei piani sanitari di zona e tutto è relativo al budget del comune, come è il comune in definitiva che determina l'integrazione!! perchè alla richiesta ospedaliera, in genere dell'ass. soc. dell'H, la commissione Adi determina i bisogni ma è riferita alla compliance famigliare e non solo alla lesione in se, perchè per questo c'è l'Assistenza Domiciliare. Le stomie in se sono self-care e l'educazione sanitaria, come nel caso della NAD e la stomia, è prevista ad opera dei reparti fino ad un massimo di 15 gg. per pazienti particolari o di neo caregiver si può prolungare per altri 15gg. anche ad opera del CAD questo però è un orientamento della Regione Lazio. Ciao Betty
#4672
Re:L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi
May 25 2008 08:59:43
E.Sardone ha espresso, nel pieno possesso delle sue facolta' mentali, la seguente opinione:
Il giorno concordiamolo tutti insieme perchè mi piacerebbe partecipare e ditelo anche a me come funziona la chat, GRAZIE GRAZIE GRAZIE

Il funzionamento della chat è semplicissimo! Una volta loggato al sito vai nei menu di sinistra e sotto a menu utente trovi chat clicchi ed entri. puoi entrare quando vuoi e fare delle prove.

ciao
#4673
Re:L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi
May 25 2008 09:00:31
...dimenticavo
per l'organizzazione riferirsi a candy
#4674
Re:L'assistenza a casa diventa integrata: infermieri, terapisti e psicologi
May 28 2008 09:50:48
grazie mille per le info!
Grazia
#4732

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