A distanza di circa 10 giorni dall'allarme lanciato dall'Ipasvi all'indirizzo del prefetto Umberto Postiglione e degli amministratori locali, circa la carenza di infermieri e di personale di supporto nei presidi ospedalieri, torna alla carica il presidente del collegio provinciale, Salvatore Occhipinti che si dichiara pronto a scendere in piazza per manifestare questo disagio "assieme a tutti coloro che hanno da sempre condiviso la lotta per migliorare la qualità dell'assistenza sanitaria: quella rivolta all'ammalato ed alle sue necessità e non quella fatta solo di chiacchiere e false promesse".
Lo stesso chiede, in una nota indirizzata anche al presidente della Regione, al Tribunale per i Diritti dell'Ammalato e ai sindaci di Agrigento, Sciacca, Ribera, Canicattì e Licata l'organizzazione, in tempi brevissimi, di una conferenza di servizi risolutiva per le problematiche evidenziate.
"Oggi fanno capolino i primi risultati negativi nei confronti della cittadinanza - dice il rappresentante del collegio degli infermieri. Infatti, l'unità operativa di Ortopedia del presidio ospedaliero di Licata è chiusa da quasi un mese mentre l'Azienda ospedaliera di Sciacca ha tagliato 57 posti letto.
Il silenzio della politica potrebbe fare presagire, in una futura riorganizzazione della rete ospedaliera, la chiusura o la lenta agonia dei presidi di Licata, Canicattì e Ribera. Per noi questi vanno potenziati diversificando l'offerta sanitaria". Secondo Occhipinti appare chiaro l'inizio di un decadimento della sanità in tutta la provincia di Agrigento.
"Cosa accadrà nei mesi estivi con le dovute ferie del personale? - si chiede - A rimetterci, come al solito, è chi bisognoso di cure viene incentivato i viaggi della speranza verso ospedali spesso fuori regione. L'invito a tutti i sindaci - ha concluso - è quello di non assistere in silenzio a questo tracollo ma di adoperarsi affinché questa grave situazione non degeneri ulteriormente".
Discuti quest'articolo nel forum. (0 messaggi)
|