Virus influenza A/H1N1, l’Italia vende i vaccini invenduti
Mercoledì 06 Gennaio 2010 11:15
La Francia e la Germania hanno già iniziato a riverdere i vaccini anti-influenza A in eccesso. I governi stanno cercando di “piazzare” le loro scorte ai paesi dell’Est. Altri governi, invece, sono orientati, come suggerisce l’Organizzazione mondiale della Sanità, a offrire i medicianali alle comunità del Terzo Mondo. L’Italia preferisce aspettare prima di prendere una decisione. Anche perché, come fanno sapere dal ministero della Salute, i nostri magazzini sono molto più vuoti di quelli francesi e tedeschi. Per il momento, dunque, resta tutto da noi.
Per due motivi, spiega Fabrizio Oleari, direttore generale Prevenzione e sanità del ministero della Salute: «La quantità delle dosi acquistate, cioè 24 milioni, non è in eccedenza e la campagna vaccinale è ancora in corso». Che vuol dire aspettare a prendere una decisione fino alla fine di febbraio quando saranno finite le immunizzazioni. L’Italia, comunque, sta per consegnare 2.400.000 dosi di vaccino all’Oms da devolvere a Paesi in via di sviluppo. Si tratta di accordi già previsti.
La sovrabbondanza di vaccini è stata determinata, subito dopo l’estate, dalle indicazioni che sono arrivate dall’Oms. Allora, infatti, l’organizzazione per la salute mondiale, aveva previsto la somministrazione di due dosi a persona. Ma, mano a mano che l’influenza si diffondeva per l’Europa, gli epidemiologi si sono resi conto che la pandemia non era troppo virulenta e che una sola dose sarebbe bastata a coprire anche le persone con patologie croniche. E’ stata l’Emea, l’autorità europea dei farmaci, ad inviare a tutti i paesi una nota nella quale si specificava che sarebbe stata sufficiente una sola dose per proteggere adulti e bambini.
Con ogni probabilità i calcoli dell’Oms si sono rivelati non corretti anche per un altro motivo non previsto: la poca adesione dei cittadini (e anche dei medici) alla campagna vaccinale. Non era stato messo in conto, cioè, che un così alto numero di persone si sarebbe rifiutato di vaccinarsi pur appartenendo alle categorie sociali consigliate (dai sanitari a quelli che lavorano nei servizi pubblici) o anche in quelle dei pazienti a rischio. Per questo le scorte, in quasi tutti i paesi, sono rimaste inutilizzate. «L’Italia – spiega Oleari – ha acquistato 24 milioni di dosi di vaccino contro l’influenza A dall’azienda farmaceutica Novartis per un importo pari a circa 184 milioni di euro. Al momento ne sono state somministrate 850mila ma si continua. Solo più avanti si faranno le conclusioni e si valuterà l’ipotesi eventuale di rivendita. Le scorte sono adeguate e non ci sono eccedenze».
La vicenda, comunque, non ha mancato di sollevare polemiche politiche. L’Udc accusa il ministro della Salute Ferruccio Fazio di scarsa trasparenza e chiede un’inchiesta parlamentare mentre il Pdl difende le scelte del governo. «E’ bene aprire una approfondita inchiesta parlamentare sull’intera vicenda dell’influenza A – interviene Luca Volonté esponente dell’Udc -. Sull’allarmismo ingiustificato, l’acquisto spropositato di vaccini, i contratti nascosti persino alla Corte dei Conti, l’uso reale e la destinazione delle scorte inutilizzate». Di parere opposto il senatore Pdl Domenico Gramazio, vicepresidente Commissione Sanità del Senato: «Le 24mila dosi di vaccino acquistate dall’Italia riguardano solo il 40% dei cittadini vaccinabili, per cui il governo italiano, a differenza di altri in Europa che hanno acquistato enormi quantità di vaccino, ha agito con intelligenza, e se vanno aperti gli occhi è su possibili speculazioni a livello internazionale».
{mos_fb_discuss:7}
