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Infermieri sul piede di guerra PDF Stampa E-mail
Venerdì 14 Marzo 2008 14:31

Doppi e tripli turni considerati massacranti, carenza del personale, troppi straordinari e maggiore sicurezza sul posto di lavoro. Sono solo alcuni dei problemi su cui i lavoratori dell'Azienda Usl di Bologna (infermieri, operatori socio sanitari e tecnici dei diversi settori ospedalieri) vogliono soluzioni immediate dal nuovo direttore generale, Francesco Ripa Di Meana, che si è insediato circa un mese fa. In caso contrario i dipendenti sono pronti a scendere sul piede di guerra, proclamando lo stato d'agitazione fino ad arrivare anche a forme di sciopero o al blocco degli straordinari.

Ieri mattina, nel corso di un'assemblea sindacale fiume, durata quattro ore, a cui hanno partecipato circa 250 persone, i lavoratori dell'Ausl hanno discusso con i nuovi rappresentanti delle Rsu delle tematiche da risolvere considerate più urgenti per svolgere al meglio il proprio lavoro e migliorare le condizioni di vita di infermieri e operatori del settore.

Al termine dell'assemblea, in cui non sono mancate fasi piuttosto concitate, visto che i lavoratori hanno anche criticato aspramente i loro rappresentanti sindacali, è stato fissato un incontro per venerdì prossimo con il nuovo dirigente (il primo dal cambio di vertice), dove verranno illustrati dai delegati delle Rsu i problemi emersi in questi ultimi mesi in attesa di ricevere risposte rassicuranti.

Nel documento che i lavoratori porteranno in via Castiglione, sono tre i punti chiave: una maggiore sicurezza sull'ambiente di lavoro, far fronte alla carenza degli organici e il ripristino delle indennità di rischio per gli infermieri di radiologia, «ridotte senza essere veramente ridiscusse - secondo i rappresentanti dei lavoratori - dal gennaio scorso». «E' stato un confronto acceso - ha detto Massimo Bernardi, coordinatore delle Rsu - ma sono molto soddisfatto.

Alla fine, facendo pressione, siamo riusciti ad ottenere immediatamente un incontro con il nuovo direttore. Se le nostre richieste saranno accantonate, in accordo con le sigle sindacali risponderemo con lo stato d'agitazione. Comunque, almeno per ora, è da tenere in considerazione anche la disponibilità dimostrata dalla nuova dirigenza dell'azienda».

 Anche l'Ausl, con una nota, si è detta soddisfatta «per l'esito dell'assemblea dei lavoratori che, pur in un clima di forte tensione, si è conclusa con l'approvazione di una mozione per rappresentare alla direzione stessa un documento di sintesi sui temi evidenziati e discussi in assemblea, al fine di definire tempi e modi e priorità nelle risposte».

Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Marzo 2008 17:06  
Discussione (1 posts)
Re:Infermieri sul piede di guerra
Dec 04 2009 07:37:59
"Infermieri sul piede di guerra
Infermieri
Scritto da Il Friuli
Mercoledì 02 Dicembre 2009 16:49
Malcontento e delusione. Gli infermieri della provincia di Udine criticano i contenuti del Decreto legislativo sui servizi in farmacia che, in base a questa norma, potranno dotarsi – a loro discrezione – della figura dell’operatore sanitario. “Il testo della legge nella sua formulazione attuale - afferma la presidente del Collegio Ipasvi (Infermieri professionali, assistenti sanitari e vigilatrici d’infanzia) di Udine, Sabrina Spangaro - compromette una concreta opportunità di offrire ai cittadini un servizio capillare dall’elevato valore aggiunto in linea con le loro esigenze”.

Dov'è il resto dell'articolo? Il continuo riguarda un altro luogo, Bologna e un'altra situazione.
Finalmente un Collegio che comincia a muoversi, gli altri son desti o pisolano?
L'infermiere non è gestibile, gestisce, come figura professionale è indispensabile, non deve essere richiesto a discrezione delle farmacie o delle agenzie interinali sub incaricate dalle disastrose amministrazioni sanitarie che hanno causato solo che tagli dei servizi ma non delle inutili consulenze e quant'altro.
#9182

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