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Infermieri fra responsabilità e «zone grigie» Stampa E-mail
Scritto da L. Brancaccio   
lunedì 28 aprile 2008
Non più ausiliari, ora devono affrontare problemi anche di ordine giuridico - Il delicato argomento affrontato durante un recente convegno della Primavera dell'assistenza Da quando è stato abolito, nove anni fa, il "mansionario" del personale infermieristico, la professione dell'infermiere non viene piú definita come "professione ausiliaria".

Questo riconoscimento, strenuamente conquistato, comporta tuttavia alcune insicurezze di ordine giuridico; fino dove può e deve arrivare la responsabilità? Quali sono le zone grigie ancora esistenti? Il tema è stato trattato recentemente durante il convegno della "Primavera dell'assistenza 2008", in una sala civica strapiena non sono di personale infermieristico, a conferma della scottante attualità dell'argomento. Il dottor Diego Sneidero, dirigente del servizio infermieristico di Genova, ha spiegato con un quanto possano essere differenti le vedute: "Se dei ciechi devono descrivere un elefante lasciando loro toccare solo la coda, ognuno darà una versione diversa. Per uno sarà una corda, per l'altro un tronco e cosí via, ma nessuno avrà riconosciuto l'elefante.

Pur avendo, ciascuno, "visto" la cosa giusta. Ne discende che non esiste una sola verità ma piuttosto più punti di vista "giusti". Per questo è importante che le diverse figure professionali nell'ambito sanitario parlino insieme e si vengano incontro. Indispensabile per la responsabilitá giuridica è una completa documentazione scritta di tutti i processi eseguiti, ha confermato il sostituto procuratore dottor Igor Secco. "Il codice civile cita, che deve essere provato che sia stato fatto tutto l'umanamente possibile per evitare il peggio". L'avvocato Christoph Senoner ha cercato di spiegare l'ambito scabroso e spesso insidioso di questa professione. Quali conseguenze può avere un errore?

 Che significato hanno le conseguenze prese dall'associazione professionale? Che cosa succede se un medico dispone una terapia sulla quale l'infermiere nutre fondati dubbi: deve somministrare lo stesso il farmaco? Gli organizzatori del convegno hanno invitato come referente il professor Dietrich von Engelhardt dell'Universitá di Lubecca, sostituto presidente del Comitato Etico Alto Adige. Engelhardt ha ripercorso lo sviluppo storico dell'assistenza ed ha spiegato l'aspetto etico della professione. Che cosa si puó e si deve fare oggi? "Prima e soprattutto viene la cura del malato", citava lo storico di medicina Benedikt von Nursia (480-543). Engelhardt ha anche ricordato la situazione del malato all'epoca di Erodoto (450 a.C.): "I malati venivano portati al mercato e la gente che passava poteva dare loro consigli, ma non era permesso andare oltre rimanendo zitti. Sarebbe ancora possibile questa forma di solidarietá? Pensate che potrebbe accadere ancora oggigiorno in piazza del Grano"? ha aggiunto provocatoriamente Engelhardt.

La seconda parte del convegno è iniziata con una scenetta tratta dalla vita ospedaliera, allestita da collaboratori e collaboratrici del Comprensorio Sanitario di Merano. La primavera dell'assistenza è stata organizzata anche questa volta dalla direzione infermieristica del Comprensorio sanitario.

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