Infermiera sbaglia il farmaco paziente salvato in extremis

L’infermiera sbaglia farmaco e al posto di un antimicotico somministra al paziente un potente anestetico: l’uomo finisce in Rianimazione, salvato in extremis al Perrino di Brindisi. La vicenda si risolve con un richiamo disciplinare del direttore sanitario alla donna, che si difende dichiarando di non essere stata lei a somministrare il farmaco.

E’ successo qualche giorno fa nell’ospedale di Ostuni, vicenda documentata da un fitto carteggio fra l’infermiera accusata e il dirigente medico ai vertici della struttura sanitaria, Cataldo Saracino. L’uomo è ricoverato da qualche giorno nel reparto Medicina, fortemente debilitato, ma i medici consultati fino a quel momento non sono riusciti a capire di cosa soffrisse. In ospedale il paziente prende un'infezione, per la quale il dirigente medico del reparto dispone la somministrazione di un antimicotico.

L'infermiera, chiamata a rispondere dell'accaduto, mette nero su bianco di “avere prelevato con un gesto automatico la boccetta dall’armadietto, nel punto esatto dove vengono solitamente posizionati gli antimicotici, dalle dimensioni e dall’etichetta di colore identico a quello dell’anestetico ma custoditi evidentemente nel posto sbagliato”. Senza verificare precisamente quale farmaco abbia stretto fra le mani, la donna dice di avere posato la boccetta su un tavolo e di essersi allontanata, ma "di non avere mai somministrato il farmaco al paziente". Da qui lo scaricabarile fra le quattro infermiere presenti in reparto quella mattina prima che nelle vene del paziente finisse il potente anestetico.

La reazione è immediata, cominciano i tremori, si teme che il paziente abbia un attacco di cuore, è in fibrillazione. L'uomo viene trasferito d'urgenza al Perrino di Brindisi, dato che l'ospedale di Ostuni non ha un reparto di Rianimazione. Arriva a destinazione in gravissime condizioni, ma i medici riescono a salvargli la vita.

Rimane diverse giorni sotto stretta osservazione, fino a quando i medici non hanno la certezza che ogni pericolo è definitivamente scongiurato. Nel reparto di Medicina di Ostuni intanto, il personale ha già preso atto dell’errore e le infermiere di turno si accusano a vicenda. Parte un’indagine interna, il direttore sanitario individua la responsabile, destinataria di un lettera di richiamo. I medici intanto, stanno verificando se l’incidente abbia avuto ulteriori conseguenze sul cuore del paziente.

 

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