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Il Pd all'attacco: Pochi infermieri e in più sottopagati Stampa E-mail
Scritto da L. Brancaccio   
venerdì 09 maggio 2008
L'ospedale di Lecco finisce al centro dell'agone politico? Forse. Fatto sta che proprio ieri, con un comunicato a firma dei Circoli di Lecco, il Partito Democratico ha manifestato la propria «solidarietà ai lavoratori e lavoratrici della sanità pubblica di Lecco», come si legge nel testo. L'atto di solidarietà parte dalla considerazione dei numeri. Per l'esattezza dal numero di infermieri che lavorano al nosocomio cittadino .

«In un ospedale importante come il Manzoni di Lecco - scrivono ancora i vertici del Partito Democratico - con un bacino di utenza di oltre 300mila persone, ci sono solo due infermieri ogni 24 degenti. Per questo gli infermieri devono correre da un letto ad un altro tutto il giorno».

Non solo. NEL TESTO a difesa dei lavoratori dell'ospedale si citano anche alcune situazioni che, a detta sempre del comunicato, costringono gli stessi infermieri a beneficiare «di soli trenta minuti per la pausa pranzo, senza parlare dei turni di notte». Turni che, stando agli stessi dipendenti, sono definiti «massacranti» proprio per l'esiguità del personale. «E tutto - continua ancora il comunicato a firma dei vertici del Partito di Walter Veltroni - a fronte di 1100 euro al mese e con scarsa riconoscenza». Il riferimento è alla pubblicazione dei dati sul numero medio di assenze dei dipendenti dell'azienda ospedaliera di Lecco.

«È SBAGLIATO fare valutazioni così pesanti su dati medi - si legge ancora nel testo - senza analizzare seriamente la composizione del dato stesso e le relative cause, traendo conclusioni superficiali e facendo di ogni erba un fascio. Se all'ospedale di Lecco vi sono dipendenti assenteisti, si prendano provvedimenti nei loro diretti confronti, senza colpevolizzare l'intera categoria».

LA CONCLUSIONE è un appello a «riconoscere la professionalità degli infermieri e rivolgersi all'opinione pubblica non per contestare le assenze, nemmeno eclatanti, ma per richiedere l'aumento delle retribuzioni: i nostri medici e i nostri operatori sanitari sono tra i migliori e tra i peggio pagati in Europa. Bisogna valorizzare e non delegittimare il ruolo degli operatori sanitari.

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