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"Gli straordinari? Non ci arricchiamo" Careggi, la rabbia degli infermieri: "Una vita di fatica" Le Rsu chiedono nuove assunzioni e ipotizzano anche di arrivare allo sciopero «fare il superstraordinario vuol dire spaccarsi la schiena di lavoro per coprire i buchi dei turni, altro che arrotondamento di fine mese. Per quel denaro ci roviniamo la vita». Mario lavora al dipartimento di cardiologia di Careggi.
La sua busta paga cresceva di circa 350 euro grazie alle tav, gli straordinari pagati tra i 28 e i 36 euro all'ora che l'azienda ha deciso di tagliare. Come lui ci sono centinaia di infermieri, che vogliono far sentire la loro voce. «Con quei soldi ci pago le bollette e il condominio - racconta - Però guadagnarli vuol dire lavorare la domenica, oppure rientrare di notte per un turno improvvisamente scoperto. Non è una passeggiata».
Il policlinico fiorentino diretto da Edoardo Majno sta affrontando un cambiamento storico e ricco di turbolenze. Ieri si è riunita la Rsu per discutere della proposta aziendale di tagliare le circa 200 mila ore di superstraordinario. Lunedì verrà reso pubblico un documento durissimo, in cui si chiede di parlare con la Regione e in cui si chiedono assunzioni. Solo l'arrivo di nuovi infermieri, secondo i sindacati, si potranno assicurare i servizi sanitari e garantire una qualità del lavoro decente al personale. Se non ci saranno nuovi assunti si rischia lo sciopero e la richiesta di dimissioni dei vertici. Non dovrebbe essere difficile organizzare manifestazioni di protesta, ieri le sedi dei sindacati sono state oggetto di decine di chiamate di infermieri arrabbiati.
«La gente pensa che ci arricchiamo - dice Mario - Ma io preferirei ci fossero meno buchi da tappare ed avere una vita più normale. Quando fai molte ore in più alla settimana è facile finire in malattia per lo stress e la stanchezza, i rapporti tra colleghi si deteriorano, e anche le relazioni familiari finiscono per avere problemi. La tav non è solo ricchezza ma soprattutto fatica. Penso ad esempio alla vita che fanno i colleghi delle rianimazioni, dove il lavoroè molto pesante». Mario lavora a Careggi ormai da molti anni, ed si ricorda bene l'origine della tav. «L'ha prevista il ministro Sirchia e in Toscana l'hanno applicata praticamente solo da noi.
Doveva essere un sistema di incentivo temporaneo, e se rispetta questa caratteristica mi sembra positivo, e invece è diventato stabile, per colpa dei dirigenti aziendali e della Regione che non li ha controllati. La cosa si è allargata a macchia d'olio e ora la vogliono bloccare del tutto, unilateralmente e all'improvviso. Non va bene. E poi voglio proprio vedere come assicureranno i servizi con gli organici che hanno a disposizione.
Se in così tanti siamo richiamati per farei superstraordinari vuol dire che ci sono turni che restano scoperti». In base ai piani dell'azienda, grazie a progetti speciali temporanei in certi settori, quelli in crisi, continueranno ad esserci alcuni incentivi per il personale.
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