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Mancano infermieri e ostetriche. Ma la Asl non risponde. Neanche a un tentativo di conciliazione, dopo mesi di denunce. Succede all'ospedale di Tivoli, nel territorio della Asl Rm G, dove la prevenzione e lo screening per la donna si fa da circa tre anni in un seminterrato, con le finestre sempre chiuse, e dove manca il personale.
Alcuni sono in malattia, fin da gennaio. Ma la Asl continua a tacere. Nonostante i programmi realizzati siano quelli stabiliti, e finanziati, dal ministero della Salute e riguardino lo screening gratuito per le patologie al seno e i tumori all'utero.
Tra breve dovrebbe partire anche il programma che riguarda la prevenzione del cancro al colon retto. Ad occuparsi del servizio ci sono solo tre persone: la responsabile, un infermiere e un amministrativo, perché sembra che dall'inizio dell'anno tre infermieri, la capo ostetrica e un capotecnico siano in malattia, senza che l'azienda abbia provveduto a rimpiazzarli.
Una situazione insostenibile, che le pazienti lamentano appoggiate dall'associazione Prevenzione Serena Onlus e di cui anche la prefettura adesso ha preso atto, come si legge nel verbale del tentativo di conciliazione che i rappresentanti della Asl hanno disertato e che è stato recapitato anche all'assessore alla Sanità Augusto Battaglia. Lo sciopero, inevitabile, è stato annunciato per lunedì. In quanto, come si legge nel verbale, mancherebbero «4 infermieri, 4 ostetriche, 3 amministrativi, un medico gastroenterologo, un radiologo ed un ginecologo».
A denunciare la situazione al prefetto, il coordinatore provinciale della Federazione Sindacati Indipendenti, Vittorio Iannotta. «La regione Lazio e l'Asp dovrebbero intervenire sui vertici dell'azienda» ha dichiarato, «e chiedere ragione di questi ritardi, senza dover ricorrere allo sciopero. Questo dovrebbe incidere negativamente anche sulla verifica stabilita per legge sull'operato del direttore generale che fino ad oggi non c'è stata».
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