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In questo modo eludevano i controlli e intascavano soldi per l'assistenza La direzione dell'ospedale ha avviato un'indagine interna. Schinco, del sindacato: «Fatto grave» BARI - Ripongono il camice d'ordinanza negli armadietti e si fingono parenti dei ricoverati, eludendo così i controlli. In questo modo, gli ausiliari e gli infermieri riuscirebbero - senza dare nell'occhio - a fare assistenza notturna ai pazienti dietro il pagamento di una tariffa.
Un comportamento moralmente scorretto quanto illegale. E' questo uno dei retroscena emersi dallo scandalo infermieri al Policlinico. La direzione sanitaria dell'ospedale ha avviato un'indagine interna in tutti i reparti per smascherare chi se ne approfitta. Sulla vicenda, presto, potrebbe intervenire anche la magistratura barese. Il meccanismo è semplice: approfittando del divieto per i familiari di restare in ospedale durante la notte (se non con l'autorizzazione della direzione sanitaria), alcuni dipendenti si offrirebbero di vegliare sul paziente, ma solo a pagamento. Trattamenti di riguardo in cambio di 50 o 80 euro, da versare sottobanco. Ovviamente nessuna pubblicità, ci si affida al passaparola tra i parenti. Trascorsa la notte, l'operatore sanitario di turno va a battere cassa lontano da occhi indiscreti. La prima segnalazione è giunta alla direzione ospedaliera cinque-sei mesi fa da Medicina interna. Nei primi giorni di maggio l'episodio si è ripetuto, questa volta a Chirurgia.
«Se fosse confermata - commenta Michele Schinco, presidente regionale del sindacato degli infermieri, NursingUp - saremmo di fronte ad una situazione incresciosa e da condannare. Comunque, spesso non si tratta di infermieri bensì di ausiliari». Schinco, però, ammette che qualcosa si vociferava. «Tanti colleghi - spiega - mi domandano se possono svolgere attività da libero professionista e come devono comportarsi. Io, ovviamente, li blocco. Poi ognuno si assume le proprie responsabilità, conoscendo bene i rischi che corre». Ieri, interpellato dal Corriere del Mezzogiorno, il direttore generale del Policlinico, Antonio Castorani ha ammesso: «Siamo dinanzi ad un fatto molto grave, un caso delicato sul quale faremo luce». Le difficoltà, però, non mancano. «C'è un clima di omertà - ha spiegato il manager - che intralcia l'indagine interna». Il sindacato si dice pronto a collaborare, ma nel frattempo punta l'indice sulla carenza degli organici e la precarietà di gran parte dei dipendenti. «Questa distorsione del sistema - ribatte Schinco - è favorita dal numero ridotto di infermieri. Se la pianta organica fosse al completo, non ci sarebbe spazio per i furbi e i vuoti nell'assistenza sarebbero colmati regolarmente».
Proprio ieri, il sindacato ha chiesto l'intervento del presidente della terza commissione consiliare sulla sanità, Leonardo Marino. «Dopo anni di continuo impoverimento delle dotazioni organiche negli ospedali - si legge nel documento ufficiale - gli infermieri pugliesi ritengono che non si possa continuare oltre. Il lavoro negli ospedali è aumentato a dismisura sia per quantità che per qualità. Operare in sala operatoria o in rianimazione, in terapia intensiva cardiologica o nel centro di dialisi, dove la posta in gioco - più che in altri reparti è la vita del paziente, richiede un'elevata soglia di attenzione da parte del personale adibito. Ma l'attenzione cala pericolosamente quando si è costretti a lavorare per 16 ore di fila». Un attacco duro in vista dell'arrivo dell'estate, quando i dipendenti vanno in ferie e diminuisce la forza lavoro. «La cronica e grave carenza di infermieri - si legge - abbassa la qualità delle cure ed eleva il rischio degli eventi avversi per la salute dei cittadini ricoverati ». Vincenzo Damiani Preoccupato Il direttore generale del Policlinico, Antonio Castorani, ha lanciato l'allarme omertà sullo scandalo infermieri
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