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Gli infermieri rivedono il Codice deontologico Stampa E-mail
Scritto da L. Brancaccio   
luned́ 12 maggio 2008
Nella bozza del nuovo documento, oltre al no all'eutanasia, per la prima volta anche l'impegno per le cure palliative. Qualche settimana fa, la Federazione nazionale Ipasvi (Infermieri, Assistenti sanitari, Vigilatrici d'infanzia) ha presentato le linee guida per la revisione del codice deontologico degli infermieri. Sono passati quasi dieci anni dalla pubblicazione dell'ultima edizione e notevoli cambiamenti hanno interessato la società, il mondo della sanità e la professione infermieristica. Quest'ultima vuole mostrare come ha ridefinito la propria missione e come ha ridelineato il profilo dell'infermiere nell'assistenza.

Non è un traguardo, ma un punto di partenza di un lungo percorso che si concluderà nella primavera del 2009, quando il prossimo Congresso nazionale degli infermieri varerà ufficialmente il nuovo Codice deontologico. Cinquantuno articoli che rivedono e ampliano il testo del 1999, tenendo conto delle osservazioni che nei prossimi mesi saranno formulate dai collegi provinciali.

Il collegio Ipasvi di Brescia ha prontamente raccolto l'invito organizzando, in occasione della giornata mondiale dell'infermiere, un convegno sull'argomento, per aprire la discussione con gli iscritti e raccogliere riflessioni e suggerimenti da inviare a Roma. In un contesto in cui i grandi temi bioetici si pongono quotidianamente all'attenzione dei professionisti, le questioni dei limiti della vita, della morte e della malattia accrescono il ruolo e le responsabilità anche dei 7.500 infermieri bresciani.

Che per questo motivo, possono far pervenire al Collegio quesiti, suggerimenti, modifiche e integrazioni al codice che saranno esaminate da un'apposita Commissione istituita recentemente dal Consiglio direttivo. Le novità delle linee guida arrivano dai temi etici, ecco i punti principali.

OBIEZIONE DI COSCIENZA
«Nel caso di conflitti determinati da diverse visioni etiche, l'infermiere si impegna a trovare una soluzione attraverso il dialogo. Qualora vi fosse o persistesse una richiesta di attività in contrasto con i principi etici della professione e con i propri valori, si avvale della "obiezione di coscienza", facendosi però "garante delle prestazioni necessarie per l'incolumità e la vita dell'assistito».

ACCANIMENTO TERAPEUTICO
«L'infermiere - si legge nel documento - tutela la volontà dell'assistito di porre dei limiti agli interventi che non siano proporzionati alla sua condizione clinica coerenti con la concezione da lui espressa della qualità della vita, quando l'assistito non è in grado di manifestare la propria volontà tiene conto di quanto da lui espresso in precedenza e documentato». EUTANASIA. «L'infermiere non partecipa a interventi finalizzati a procurare la morte, anche se la richiesta proviene dall'assistito». No, dunque, all'accanimento terapeutico e una posizione chiara ed esplicita anche rispetto al tema dell'eutanasia. Questi punti sono già presenti nel vecchio codice, ma ora vengono sviluppati ulteriormente, mantenendo al centro la tutela dell'autonomia e della libertà di scelta del malato. Le norme mettono in primo piano la volontà del paziente che deve essere orientato all'uso dei servizi e accompagnato in una logica di continuità curativo-assistenziale. Che non si esaurisce nelle cure sanitarie, ma comprende il conforto psicologico e spirituale. E anche il sostegno ai familiari nell'elaborazione del lutto. C'è, infatti, nella prima bozza del nuovo codice una forte attenzione alle cure di fine vita.

L'infermiere, si legge nelle linee guida, dovrà attivarsi per alleviare la sofferenza e tutelare la volontà della persona. Nel rapporto tra infermiere e assistito, l'infermiere si impegna non solo a garantire la libertà di scelta della persona, ma a metterla nelle condizioni di poter effettivamente esercitare questo diritto. Altri aspetti innovativi riguardano le modalità di assistenza: l'infermiere orienterà la sua azione «al bene dell'assistito di cui attiverà le risorse sostenendolo nel raggiungimento della maggiore autonomia possibile anche quando vi sia disabilità, svantaggio, fragilità». Spicca nella bozza del nuovo Codice deontologico la disponibilità dell'infermiere a mettersi in gioco e a collaborare lealmente con colleghi, équipe medica e familiari del paziente, sempre in vista della tutela del malato. Infatti all'articolo 27 si legge che l'infermiere garantisce la continuità assistenziale anche contribuendo alla realizzazione di una rete di rapporti interprofessionali. E ancora, all'articolo 29, che l'infermiere «concorre allo sviluppo della cultura dell'imparare dall'errore e partecipa alle iniziative per la gestione del rischio clinico».

 Il nuovo Codice degli infermieri italiani intende adeguare alle esigenze odierne le qualità di una figura che da sempre è apprezzata dai malati e dalle loro famiglie: l'ultimo rapporto sull'assistenza domiciliare integrata di «Cittadinanzattiva» evidenzia che l'infermiere è la figura maggiormente presente (con quasi il 90% delle visite). Infine, una specifica attenzione all'evoluzione dell'assistenza sanitaria ha portato a esplicitare l'impegno per le cure palliative (articoli 6 e 36): sono punti già presenti nel profilo professionale del 1994, ma non erano indicati nel vigente Codice deontologico.

IL PROGRAMMA
La giornata dell'infermiere inizierà nella giornata di oggi alle 8.15 con la registrazione partecipanti. Alle 8.50 F. Renica (presidente del Collegio Ipasvi di Brescia) presenterà la giorrnata. Seguirà la premiazione concorso nazionale per la ricerca infermieristica, che avverrà alle 9.20 dopo la presentazione dei lavori. Alle 9.30 sarà il momento della lettura del documento di revisione del nuovo Codice Deontologico. Mentre alle 10.45 si rifletterà su «Perché una revisione del Codice Deontologico, novità dei temi trattati e specificità e contenuti» con D. Rodriguez (professore ordinario in Medicina legale all'Università di Padova. Alle 12 spazio a «I contenuti del Codice Deontologico e il ruolo della professione infermieristica, nella presa in carico dell'assistito e familiari» con P. Di Giulio (infermiera ricercatrice all'Istituto Negri di Milano e professore associato in Scienze infermieristiche all'Università di Torino. La stessa Di Giulio, insieme a D. Rodriguez e F. Renica darà vita a un dibattito. La giornata si chiuderà alle 13.30 con un test di valutazione, alla quale seguirà un buffet.

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Stefano Bazzana Giornalista e Consigliere Ipasvi

 
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