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Errori di interpretazione delle prescrizioni: che fare? |
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Scritto da Redazione
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venerdì 02 maggio 2008 |
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La chiave per diminuire o evitare gli errori di interpretazione delle prescrizioni e la confusione tra farmaci con nomi commerciali simili? Comunicazione, comunicazione e ancora comunicazione. Lo sostiene un editoriale pubblicato dalla rivista Hospitals & Health Networks.
Indicazioni molto diverse, nomi commerciali troppo simili: è quanto avviene con numerosissimi farmaci. E una errata interpretazione di una prescrizione può portare a danni gravissimi per il paziente. Una realtà che gli operatori sanitari ospedalieri conoscono molto bene, e che solo negli Stati Uniti colpisce 1,5 milioni di persone ogni anno con un costo extra per il sistema sanitario di 3,5 miliardi di dollari.
Spiega Jeannell Mansur, farmacista e specialista in sicurezza al Joint Commission Resources Inc. di Oak Brook: "Con più di 41.000 nomi di farmaci in commercio non stupisce che troppi siano simili tra loro. Il personale infermieristico e i farmacisti possono perciò facilmente incorrere in errate interpretazioni delle prescrizioni.
L'utilizzo da parte dei medici di abbreviazioni e l'abitudine ancora molto diffusa di scrivere le ricette a mano lascia troppo all'interpretazione individuale". La Mansur ha elaborato dei suggerimenti pratici contro gli errori di interpretazione delle prescrizioni: - migliore comunicazione tra medico e paziente all'atto della prescrizione (il paziente potrà avere funzione di controllo) - registrazione di tutte le prescrizioni effettuate a ogni singolo paziente - maggiore coinvolgimento del farmacista nell'assistenza al paziente - doppio controllo incrociato per le prescrizioni di farmaci pericolosi "Il messaggio è questo: la comunicazione tra medici, pazienti e farmacisti è essenziale per ridurre l'incidenza degli errori di interpretazione delle prescrizioni", conclude la Mansur.
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Bibliografia. Mansur JM. Enhanced Medication Safety. Hospitals & Health Networks 29/04/2008.
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