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Emergenza personale |
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Martedì 27 Gennaio 2009 19:59 |
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Il rientro del deficit sanitario è costato caro in termini di specializzazioni per la sanità pontina. La trasformazione degli ospedali accorpati nei presidi Nord, Centro e Sud, in presidi territoriali di prossimità, ha di fatto rimesso in discussione l'intera distribuzione dell'organico. Il primo problema che dovrà essere affrontato per il «Goretti» non sarà solamente a livello strutturale e di spazi, ma anche quello di una redistribuzione del personale più equa in base alle esigenze dei presidi.
Una collocazione del personale più proporzionata rispetto ai carichi di lavoro. Se da una parte la promozione del «Goretti» a Dea di II livello ha inevitabilmente sollevato la questione di spazi adeguati all'aumento di accessi e ricoveri, soprattutto in riferimento alle emergenze da affrontare, dall' altra parte è emerso un dislivello nell'assegnazione di personale per ciascun nosocomio.
La variabile degli infermieri disponibili in media per ciascun posto letto è infatti un indice che incide sulla pianta organica. In sostanza il parametro dovrebbe essere direttamente proporzionale al numero dei posti letto con una collocazione e assegnazione di unità operative che possa garantire un'assistenza ottimale ai degenti. Per quanto riguarda il «Goretti», il numero degli infermieri rientra nella cronica carenza di personale che si fa sentire sul decorso ospedaliere. Una situazione che si può riscontrare in molti reparti. U pronto soccorso è il primo dipartimento a soffrire del passaggio a Dea di n livello proprio per il numero di accessi cresciuto in maniera vertiginosa e con la necessità di aumentare il personale infermieristico e medico. Quattro medici in più sono già stati inglobati nell'organico.
Ma questo è solo uno degli aspetti. In realtà ci sono altri presidi in provincia in cui il numero di unità per posti letto è di gran lunga superiore alle necessità. Da questo punto di vista la sproporzione dei dipendenti è sicur ame n t e una tappa che prima o poi la Asi dovrà affrontare. fine dell' anno l'azienda sanitaria ha prorogato contratti a tempo determinato
per centinaia di infermieri. Anche se l'emergenza resta.
Tempi strettì anche per i lavori di ampliamento della struttura ospedaliera, anche questo un passaggio diventato fondamentale se non altro nell'ottica di una logica che possa ottimizzare ricoveri e assistenze. La Regione Lazio avrebbe stanziato dei fondi con tanto di annuncio, ma dei lavori nemmeno l'ombra. Si tratta di operazioni che prevedono anche delle sale operatorie speeialistiche e attrezzate. Spazi, personale e posti letto. Tutti tasti dolenti, problematiche che l'azienda sanitaria dovrà affrontare in breve tempo. Valanga di accessi, ancora attesa yeri^avorì dì adeguamento delia struttura ospedaliera
L'ALLARME
Scuola, a rischio gli addetti alle pulizie «TREMILA posti a rischio nel Lazio, sarà un vero e proprio massacro sociale, perché per questi lavoratori non sono previsti ammortizzatori sociali». L'allarme per i dipendenti dei consorzi che estiscono i servizi di pulizia negli istituti scolastici lo lancia Giovanni Pio Congi, responsabile regionale del settore precariato delle Rdb Cub (rappresentanze sindacali di base), ascoltato ieri dalla Commissione Regionale Lavoro e politiche sociali, presieduta da Peppe^ Mariani (Lista civica per il Lazio)». È quanto si legge in una nota dell'area informazione del consiglio regionale.
«L'appalto del ministero della pubblica istruzione coinvolge circa 15 mila lavoratori ex LSU in tutta Italia, di cui circa tremila sono nel Lazio, soprattutto nelle provincie di Latina,Fresinone e Rieti - ha spiegato Congi nel corso dell'audizione - Sono i lavoratori che nel 2001 il governo ha fatto confluire nel mega appalto delle pulizie nelle scuole affidato a quattro grandi consorzi. La maggioranza è costituita da donne, l'età media è di 45/50 anni, lavorano per 30/35 ore settimanali e guadagnano 700 euro netti al mese.
| Ultimo aggiornamento Martedì 27 Gennaio 2009 20:22 |
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