|
Cosenza, chiusa l'inchiesta su 71 falsi infermieri |
 |
|
|
|
Sabato 21 Febbraio 2009 20:17 |
|
|
Settantuno finti infermieri. Con diploma falso, tirocinio taroccato e un posto sicuro in strutture sanitarie pubbliche e private della Penisola. Il procuratore Dario Granieri e il pm Francesco Minisci hanno firmato gli avvisi di conclusione delle indagini contestando a un reggimento di paramedici i reati di truffa e falso.
L'inchiesta, nel dicembre dello scorso anno, sfociò nell'emissione di decine di ordinanze cautelari (poi annullate dal Tribunale della libertà di Catanzaro) e nel sequestro di altrettanti titoli di studio fittizi. In azione i carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazione) messi in moto da una denuncia che segnalava gravi anomalie nella documentazione presentata dal alcuni paramedici all'atto dell'iscrizione al Collegio provinciale degli infermieri professionali.
Al centro dell'inchiesta appena conclusa, Damiano Taraso, caposala in una clinica privata dell'area tirrenica del Cosentino, indicato dai magistrati inquirenti come il produttore e fornitore dei diplomi cartastraccia venduti agli interessi per somme variabili dai 2500 ai 7000 euro. Dal 1975 sino al 2008, Taraso avrebbe sfornato decine di infermieri quasi fossero brioches, inquinando una intera categoria e alterando il sistema di reclutamento del personale paramedico in provincia di Cosenza.
I carabinieri hanno accertato l'esistenza di fittizie attestazioni dell'Asl di Roma,, dell'università "Cattolica", delle Asl di Polla, Cosenza, Frosinone, Frascati, Terni, Latina e Paola, della Scuola per infermieri "Suore della misericordia" di Roma, dell'Accademia Teatina per le Scienze con sede sempre nella Capitale, dell'Azienda ospedaliera "Cardarelli" di Napoli, dell'ospedale "Fatebenefratelli" di Roma. Una volta versata la somma pattuita, i richiedenti ottenevano il falso titolo e il tanto agognato posto al sole. Una ventina d'indagati ha ammesso le proprie responsabilità, molti altri, invece, hanno respinto le accuse. Entro venti giorni, gl'incriminati potranno adesso chiedere di essere interrogati.
to post comments.