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Casse aperte ai senza albo, è polemica Nelle casse di previdenza privatizzate e private solo professionisti iscritti a un ordine. Ok all'accorpamento fra enti o a nuovi ingressi. Ma i senza albo restino fuori. All'indomani della pubblicazione dell'articolo «Le casse guardano ai senza albo» (si veda ItaliaOggi di ieri), Antonio Pastore, vicepresidente Adepp, e Mario Schiavon, al vertice dell'Enpapi (ente degli infermieri), ritornano sull'argomento per riaffermare il vincolo di appartenenza a una categoria regolamentata per potersi iscrivere a una cassa di una professione affine.
«Se un ente», precisa Pastore, «avverte un problema di choc demografico esiste la possibilità di accorpamento con altre casse. Senza una riforma delle professioni che disciplini anche l'attività delle associazioni dei senza albo è impossibile pensare di iscrivere un professionista di una professione non regolamentata.
La legge chiede un vincolo di appartenenza». La rivendicazione di Pastore, però, vale di sicuro per le casse del 509/94 (dottori, ragionieri, avvocati ecc). Non per quelle del 103/96 (periti industriali e infermieri in testa). All'articolo 3 infatti si prevede che «gli enti abilitati alla tenuta di albi o elenchi provvedono a deliberare (_) l'inclusione della categoria in una delle forme obbligatorie già esistenti». Norma dai contorni non ben definiti che evidentemente qualcuno ha interpretato in maniera non restrittiva.
Torna sull'argomento anche Schiavon. Il quale precisa «che gli organi di indirizzo e gestione dell'Ente nazionale di previdenza e assistenza della professione infermieristica, quand'anche volessero estendere la tutela previdenziale obbligatoria verso altre categorie professionali similari, prive di tale protezione pensionistica, si riferirebbero, sicuramente ed esclusivamente, alle professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione, di cui all'articolo 1, comma 1, della legge 43/06, per le quali la stessa legge prevede l'istituzione di appositi ordini o albi». Si ricorda però che la legge 43/06 non ha mai trovato applicazione con un regolamento attuativo per stessa volontà dell'ultimo governo Prodi.
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