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Annalisa Silvestre confermata presidente PDF Stampa E-mail
Mercoledì 01 Aprile 2009 11:54
Annalisa Silvestre è stata riconfermata alla presidenza della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi per il triennio 2009-2011. Direttore del Servizio assistenziale tecnico sanitario e riabilitativo dell'Azienda Usi di Bologna, Silvestre è stata rieletta dal Comitato Centrale dell'Ipasvi con un voto unanime che sottolinea la piena coesione da parte dei vertici della professione intorno alle scelte e agli obiettivi perseguiti dagli infermieri negli ultimi anni.

Nel segno della continuità anche la distribuzione delle cariche in seno al Comitato centrale: Silvestre sarà affiancata da Gennaro Rocco (Roma) alla Vicepresidenza, da Barbara Mangiacavalli (Pavia) alla Segreteria e da Franco Vallicella (Verona) alla Tesoreria. Del nuovo Comitato Centrale fanno parte Marcelle Bozzi (Ancona), Danilo Massai (Firenze) e Ciro Carbone (Napoli). Il Collegio dei Revisori dei conti, presieduto da Vincenzo Gargano (Palermo), è composto da Saverio Andreula (Bari), Pier Paolo Pateri (Cagliari) e, come membro supplente, da Maria Grazia Bedetti (Bologna).

Silvestre, che guida l'Ipasvi dal 2000, ha voluto dedicare una delle prime dichiarazioni del suo nuovo mandato al testamento biologico. «L'approvazione da parte del Senato del disegno di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento - osserva Silvestre - induce tutto il gruppo professionale ad un'ulteriore riflessione, viste le indicazioni contenute nel Codice deontologico degli infermieri italiani di recentissima approvazione».

«Uno degli elementi fondanti dell'assistenza infermieristica  aggiunge la presidente Ipasvi ú è la relazione dell'infermiere con il proprio assistito di cui riconosce, per tenerne conto nella pianificazione assistenziale, i principi, i valori, il credo religioso e la specifica concezione del senso della vita e della morte. Se approvate, le norme del disegno di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento origineranno conflitti etici tra assistito ed infermiere e incideranno sul rapporto empatico tra assistito ed infermiere. Abbiamo letto ú conclude Silvestre - della richiesta dei medici al Parlamento perché ci sia un'ulteriore riflessione su una materia così delicata; ci associamo. L'accompagnamento al fine vita coinvolge intimamente ogni infermiere nella sua quotidianità professionale.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Aprile 2009 16:19  
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