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Prima il Centro trapianti di fegato del professor Mauro Salizzoni. Poi la Cardiochirurgia del collega Mauro Rinaldi. La crisi degli infermieri è un'emorragia inarrestabile che coinvolge adesso un terzo reparto del principale ospedale piemontese. A lanciare un allarme - e a meditare una nuova richiesta d'intervento dell'Ispettorato del lavoro che ha già multato l'ospedale a metà marzo - sono gli infermieri di un altro settore d'eccellenza dell'ospedale di corso Bramante: la Cardiologia del dottor Sebastiano Marra.
«Negli ultimi dieci giorni, nei turni del mattino, oltre che in quelli di notte, c'è un solo infermiere per 22 letti di degenza», dicono. E aggiungono: «Per garantire il servizio, gli infermieri sospendono uno o due riposi mensili, e in caso di mutua vengono richiamati in servizio con blocco delle ferie, o con turni di lavoro che raggiungono anche le 16 ore consecutive». La situazione è stata comunicata per iscritto dagli infermieri del reparto: hanno inviato una lettera sia alla direzione generale sia a quella sanitaria dell'ospedale. Poi al Collegio Ipasvi e al Tribunale per i diritti del malato. «Si segnala - si legge in particolare nel documento - che durante il turno pomeridiano e notturno, in caso di impianto di pace- maker d'urgenza, due infermieri entrano abitualmente in sala, costringendo un altro infermiere a sorvegliare contemporaneamente sia la degenza sia l'Unità coronarica, dove ci sono le situazioni più difficili».
A convincere il personale a mettere nero su bianco il disagio e la stanchezza sembra essere stata la classica goccia che fa traboccare un vaso colmo da tempo: un'infermiera, ieri mattina, dopo la notte in ospedale, ha dovuto prolungare fino alle 15 l'orario cominciato alle 23 della sera precedente. «Quando la collega del pomeriggio ci ha comunicato di essere malata, abbiamo dovuto organizzarci all'ultimo istante, prolungando un turno e anticipandone un secondo». Un altro caso: «Per far fronte a una mutua improvvisa che lasciava un turno di notte scoperto, la soluzione proposta dal dirigente infermieristico reperibile è stata rimanere in due, un infermiere in degenza, uno in Unità coronarica».
L'attività della Cardiologia non è mai stata compromessa. Come la sicurezza dei pazienti. «Ho la fortuna - dice con sincerità il primario, Sebastiano Marra - di avere infermieri molto validi». Sottoposti a turni massacranti? «E' un problema antico, che si porta dietro non solo il mio reparto - risponde Marra -. Soprattutto quando c'è una richiesta di mutua, o nel caso di una gravidanza, gli infermieri si trovano in difficoltà». Il problema potrebbe essere risolto assumendo ovviamente nuovo personale «ma soprattutto - dice il primario - potenziando il personale di assistenza, che assiste quotidianamente l'attività degli infermieri nelle manovre più di tipo "alberghiero"». L'emergenza, dunque, si ripete. «In questo reparto - sostengono gli infermieri - non possiamo permetterci di perdere la concentrazione per le ore massacranti: qui vengono ricoverate continuamente persone che arrivano dall'esterno, ma anche pazienti che giungono direttamente dal pronto soccorso in condizioni critiche. Infartuati, malati che devono stare legati ai monitor. In questi giorni, in reparto, c'è addirittura un uomo che ha subito da poco un trapianto di cuore».
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