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Re:Rifiuto assistenza a malato ospedalizzato a domicilio (1 in linea) (1) Ospite
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Discussione: Re:Rifiuto assistenza a malato ospedalizzato a domicilio
#6767
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Sesso: Maschio proterin Nursepedia Residenza: South Compleanno: 1971-02-11
Rifiuto assistenza a malato ospedalizzato a domicilio 1 Mese, 2 settimane fa Karma: 37  
Riporto questo articolo trovato
Spett/le
Mia madre, di anni 80, è stata dichiarata invalida al 100%, si trova immobilizzata nel proprio letto e ha bisogno di continua assistenza.
Alcuni mesi fa, di accordo con il medico di famiglia, è stata disposta la sua ospedalizzazione domiciliare.
Ha usufruito di una serie di servizi, in particolare infermieristici, atteso che periodicamente le deve essere sostituito il catetere. Da alcune settimane questo servizio viene reso solamente dietro pagamento, per la precisione 15 euro, senza ricevuta o fattura fiscale, dagli stessi infermieri dell’ospedale, che tra l’altro utilizzano il kit della Asl.
Ho parlato personalmente con alcuni medici responsabili i quali mi hanno riferito che l’assistenza gratuita a domicilio non poteva più essere assicurata a causa di problemi di bilancio dell'azienda sanitaria (A.S.L. BA/5).
Or bene, mi chiedo:
- è mai possibile negare l’assistenza ad un paziente ospedalizzato al proprio domicilio, invalido al 100 %?
- è giusto che l'assistenza debba essere svolta dagli stessi infermieri, in nero, utilizzando prodotti ospedalieri?
- un infermiere, essendo un dipendente pubblico, non potrebbe svolgere un secondo lavoro a scopo di lucro. Quindi, perché non vengono presi provvedimenti nei loro confronti?
- cosa devo e cosa posso fare?
Grazie per l’attenzione.
Speranzoso di ricevere al più presto un vostro gentile riscontro, cordialmente vi saluto.
Bernardo, da Conversano (BA)

Risposta:
deve chiedere all'assistete sociale di predisporre con urgenza l'attivazione dell'ADI (Assistenza Domiciliare integrata) secondo un piano personalizzato redatto dal medico di famiglia in collaborazione con gli specialisti della ASL. Nel quale devono essere previsti gli interventi sanitari, quelli riabilitativi, l'igiene personale, la preparazione dei pasti e la loro somministrazione. Il Comune che deve garantire i servizi non sanitari, può chiedere una compartecipazione alla spesa in proporzione al valore ISEE calcolato solo sui redditi di sua madre.
Le ricordo che detto intervento rientra (D.lgs, 502/92)nei LEA (Livelli essenziali di Assistenza) e quindi, è un atto dovuto da parte della pubblica Amministrazione.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento
Gianfranco Mannini
 
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#6771
candy (Moderatore)
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Sesso: Femmina Nursepedia Compleanno: 1966-11-16
Re:Rifiuto assistenza a malato ospedalizzato a domicilio 1 Mese, 2 settimane fa Karma: 31  
ecco, sono queste le cose che mi fanno indignare!!!
Purtroppo c'è troppa disinformazione sulle normative, su chi fa che cosa, ed ogni regione interpreta a suo modo una normativa che è nazionale.
L'ADI non è attivata dall'assistente sociale, neanche dall'ospedale ma ESCLUSIVAMENTE dal medico di famiglia ,unico responsabile delle cure domiciliari.
La richiesta perviene al servizio di cure domiciliari tramite un famigliare o (i medici più coscenziosi lo fanno spesso ) tramite il medico di famiglia che ci illustra le problematiche che ha riscontrato e si concorda la prima visita al domicilio del paziente.L'infermiere che prende in carico il paziente decide in quale livello di assistenza inserirlo.
No è detto che un paziente invalido al 100% sia automaticamente inserito in ADI,come non è detto che debba starci a vita, l'Adi si rinnova ogni tre mesi, se non più giudicato idoneo si passa in un'altra categoria di assistenza, questo passaggio viene fatto dal medico curante.
In ogni caso l'intervento di sostituzione del catetere è gratuito, sempre che il curante si sia ricordato di farne idonea richiesta al servizio, sempre che il curante ( come a volte succede, siamo in Italia) non sia d'accordo con infermieri privati ..... che di privato hanno ben poco!!!
 
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#6820
lucia.dicampli (Moderatore)
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Sesso: Femmina Residenza: Tarquinia Compleanno: 1964-03-05
Re:Rifiuto assistenza a malato ospedalizzato a domicilio 1 Mese, 1 Settimana fa Karma: 15  
Da noi lassistenza infermieristica domiciliare, oltre al medico curante, l'attiva anche l'ospedale in caso di "dimissione protetta" es: esiti di intervento chirurgico, piede diabetico, nutrizione per via e.v. centrale, faxando al distretto o al nostro centro salute la richiesta, definendo il giorno di dimissione dell'assistito.
E' successo che in mia assenza, alcuni utenti si sono rivolti a colleghi che fanno qualche prestazione privata.
E questo succede perchè il numero di infermieri sul territorio è insufficiente.
La politica di riduzione dei posti letto è iniziata da tempo ma non è stato adeguatamente organizzato il territorio in molte realtà regionali.
In una realtà di 10.000 abitanti (5 comuni), sono la sola infermiera dell'assistenza domiciliare dell'azienda, con me soltanto un collega di cooperativa che dà una disponibilità di alcune ore e comunque insufficiente per coprire un vasto territorio e con un carico di circa 50 utenti in adi.
 
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#6821
lucia.dicampli (Moderatore)
Moderator
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Sesso: Femmina Residenza: Tarquinia Compleanno: 1964-03-05
Re:Rifiuto assistenza a malato ospedalizzato a domicilio 1 Mese, 1 Settimana fa Karma: 15  
Gli utenti che hanno la richiesta di adi, restano in assistenza anche se saltuari (solo per prelievo o per cambio catetere), generalmente stabiliamo dei tempi per il cambio catetere e ci chiamano prima solo x particolarità legati a complicanze.
 
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