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Noi, vittime di atti di violenza (1 in linea) (1) Ospite
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Discussione: Noi, vittime di atti di violenza
#6824
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Noi, vittime di atti di violenza 1 Mese, 1 Settimana fa Karma: 37  
«L'ospedale di Teano non ha il personale sufficiente per garantire le emergenze in sicurezza durante l'arco delle ventiquattro ore». A lanciare l'allarme, dopo aver verificato direttamente le condizioni in cui operano infermieri e medici, è il segretario aziendale della Cisl, Mario Migliozzi.

La voce del sindacalista si aggiunge al coro trasversale della categoria che da tempo sottolinea carenze organizzative e di personale, ma con una novità che forse merita un'attenzione immediata: le pecche di sempre rischiano di ripercuotersi direttamente sull'integrità fisica degli operatori ospedalieri. Lo dimostra il recente fatto di cronaca che ha visto coinvolto il personale del Pronto soccorso dell'«Ave Gratia Plena» di via Roma aggredito da un paziente psicolabile, in preda ai fumi dell'alcool e per di più protagonista di fatti di rilevanza penale.

Ebbene, il ricoverato è stato accettato nell'assoluta inconsapevolezza dei rischi connessi alla sua particolare situazione psichiatrica e di ebbrezza innalzando così la soglia di rischio sul lavoro. Non a caso per venti minuti, fino all'arrivo dei carabinieri e della polizia, infermieri e medici sono stati in balia dell'uomo che sceso dall'ambulanza del 118 ha cominciato a sfasciare tutto, mobili e presidi sanitari, mentre dalle ferite che si procurava usciva sangue che imbrattava ogni cosa. Un vigile urbano ha chiesto per questo un referto medico. «Come Rsu aziendale - spiega Migliozzi - e per aver partecipato personalmente ai fatti descritti, mi corre l'obbligo di denunciare la cosa ponendo in evidenza i pericoli che corrono i colleghi di frontiera che vedo come abbandonati a se stessi nello svolgimento delle attività assistenziali: dalla mobilizzazione del paziente al trasporto, alle cure igieniche alla somministrazione dei pasti.

Quasi sempre l'infermiere responsabile dell'assistenza non è in condizioni di organizzare queste attività in piena sicurezza, sia per il paziente che per la propria persona. E il recente esempio di cronaca, nella sua gravità, è l'ulteriore dimostrazione della precarietà e dei rischi reali in cui gli operatori sono costretti a lavorare. Per Migliozzi l'ospedale va avanti grazie alla buona volontà del personale in una lotta quotidiana contro le difficoltà.

Nonostante ciò i risultati positivi non mancano: nell'ultimo anno la produttività è schizzata al 78 per cento. E dire che la struttura è sottoutilizzazione perché gestisce ventitre posti letto ma sarebbe capace di ben sessantatre ricoveri contemporanei. Per questo, in accordo con Cgil, Uil e Fials è stato chiesto un tavolo tecnico teso all'istituzione del servizio di «pronta disponibilità infermieristica» capace almeno di garantire come per legge il normale svolgimento dei turni di servizio. Allarme dei sindacati sulla sicurezza in ospedale
 
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