Gli infermieri chiedono migliori condizioni di lavoro PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Giovedì 23 Ottobre 2008 03:07
infermiera_1.jpgLUCCA - il 23 ottobre alle nove e quindici inizierà un presidio di trecento infermieri davanti a Montecitorio, seguito da un grande sciopero il 31 nello stesso mese. Roberto Pasquinelli , segretario provinciale del Nursind, il primo sindacato di categoria,spiega che "Il mestiere di infermieri negli ultimi anni ha assunto una sempre maggiore importanza nel sistema sanitario, richiedendo sempre più conoscenze e specializzazioni.

E' giunto il momento di riconoscere l'importanza di una categoria che negli ultimi si è trovata in condizioni lavorative sempre più penalizzanti". Il prossimo 23 ottobre dalle 9 alle 15 un presidio di 300 infermieri manifesterà a Montecitorio per chiedere ai deputati di farsi carico delle difficoltà della categoria e stimolare il governo ad adottare i provvedimenti adatti. “Le motivazioni che stanno alla base della mobilitazione - spiega Roberto Pasquinelli, segretario Nursind - sono conseguenti allo stato di estrema sofferenza in cui versano gli infermieri italiani.

Accanto alle continue riorganizzazioni dei vari sistemi sanitari regionali allo sviluppo delle conoscenze scientifiche e tecnologiche che richiedono una continua formazione ed un aumento della responsabilità professionale, alla cronica carenza nel mercato del lavoro della risorsa infermieristica, alla reale usura dei lavoratori che per tutta la carriera svolgono il lavoro notturno e garantiscono la copertura del servizio nelle 24 ore, ai magri stipendi che non valorizzano una professione indispensabile per ogni sistema sanitario pubblico o privato, accanto a tutto ciò si è ritenuto di procedere a tagli dei fondi contrattuali e degli stipendi degli infermieri, piuttosto che adeguarli alla media salariale europea e far riconoscere l’alto valore sociale della professione”.

Il sindacato ha anche indetto uno sciopero nazionale di 24 ore il prossimo 31 ottobre: le richieste avanzate dagil infermieri sono:

* il riconoscimento del carattere usurante del lavoro infermieristico;
* l’aumento ragionevole nello stanziamento economico per il rinnovo dei contratti (inflazione programmata all’1,7 per cento contro un’inflazione reale del 4,1 per cento);
* l’istituzione di un’area contrattuale separata per il personale infermieristico e per le professioni sanitari, per la specificità del mandato e l’appartenenza ad una categoria dov’è prevista l’iscrizione all’albo professionale;
* la possibilità di svolgere l’attività libero professionale in regime di esclusività o aperta all’extramoenia senza incompatibilità;
* l’istituzione dell’Ordine professionale degli Infermieri;
* la detassazione delle ore straordinarie, come previsto per i lavoratori dipendenti del privato.

"Abbiamo realizzato un documento - spiega Pasquinelli -, denominato 'Le 10 note', ovvero i dieci punti che stanno più a cuore agli infermieri italiani, che auspichiamo venga seriamente preso in considerazione dai parlamentari , per risolvere l’annosa questione infermieristica”. "Nelle nostre realtà Aziendali - accusa il segratario -, l’inasprimento sempre più marcato delle condizioni lavorative degli infermieri, mette a serio repentaglio la tutela della salute del cittadino" Il Nursind propone un’organizzazione sanitaria nuova, mettendo al centro dell’organizzazione dei servizi il cittadino con i suoi bisogni di salute. Uno degl obbiettivi è quindi rivalutare il ruolo dell'infermiere come coordinatore degli gli interventi sanitari.

"Negli ultimi 15 anni - continua Pasquinelli - la professione infermieristica ha modificato il suo percorso formativo e lavorativo, da 'professione ausiliaria' (del personale medico ) a 'professione sanitaria', alla quale è riconosciuto un ambito autonomo d’azione: da una formazione ottenuta con il titolo di diploma di scuola regionale ad una formazione universitaria, che rilascia il titolo di 'dottore in Infermieristica'.

Oggi l’infermiere laureato risponde direttamente della presa in carico dell’aspetto assistenziale nella risposta ai bisogni di salute del cittadino, pianifica e gestisce gli interventi infermieristici e ne valuta l’efficacia secondo gli obiettivi fissati". "Il Nursind - conclude - è costantemente impegnato nella battaglia di valorizzazione del ruolo dell’infermiere all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, chidendo un'adeguata retribuzione adeguata alla responisabilità e ai disagi, fonte di un'usura psico-fisica che colpisce ben il 10 per cento degli infermieri del SSN".

Condurre questi problemi dalle corsie degli ospedali fino ai livelli dei centri decisionali politici e contrattuali, sia a livello nazionale che aziendale, è quanto oggi, da infermieri per gli infermieri, i nostri colleghi ci chiedono di fare.

Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Ottobre 2008 14:15  
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