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Ben nove infermiere sono in dolce attesa e altre tre in congedo matrimoniale. Le future mamme e le neo spose hanno mandato in tilt il reparto dedicato ai bimbi prematuri e in pericolo di vita, già messo in difficoltà dai tagli al personale in vista delle ferie estive.



L’emergenza è stata presto risolta dalla direzione di via Giustiniani: sono state arruolate in Patologia neonatale altre infermiere già al lavoro al Dipartimento per la salute della donna e del bambino. E così, con un po’ di fatica, gli orari e i turni del personale sanitario sono stati incastrati tra loro per riuscire a garantire in maniera uniforme il servizio. 

«È un bel segno in un momento in cui la maternità si sta riducendo», dichiara il direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera, Daniele Donato, «siamo contenti per le nostre dipendenti, ma tutte queste maternità da gestire ci hanno messo in difficoltà in termini organizzativi. Al di là del numero di persone che rimangono a casa in permesso, il reparto ha bisogno di contare su professionisti con determinate capacità e abilità che non si acquisiscono da un momento all’altro. Parliamo di Patologia neonatale, un centro di riferimento ad alta complessità, che prende in carico bimbi critici che necessitano di cure e attenzioni molto particolari».

Il periodo di gravidanza di un’infermiera o di un’operatrice socio-sanitaria può durare anche un anno. Il congedo matrimoniale, invece, si limita ai tradizionali quindici giorni. «Abbiamo potuto contare sulla disponibilità di tutti gli operatori del Dipartimento per la salute della donna e del bambino», aggiunge il dottor Donato, «Le infermiere che hanno già un’abilità riconosciuta con i neonati verranno trasferite a Patologia neonatale per sopperire alle criticità. Abbiamo portato a termine un lavoro di integrazione del personale sanitario con la collaborazione del Nido del reparto di Ginecologia e ostetricia .Nei giorni scorsi abbiamo aperto un tavolo sul tema con la dottoressa Maria Teresa Gervasi, con il dottor Achille Di Falco del Servizio delle professioni sanitarie. E abbiamo trovato delle soluzioni in modo da garantire la miglior assistenza ai pazienti».