|
Lettera degli infermieri alla Procura: gravati da troppe responsabilità |
|
|
|
Scritto da L. Brancaccio
|
|
mercoledì 23 aprile 2008 |
|
Dopo la morte della donna al pronto si è avvalsa della facoltà di non rispondere l'infermiera addetta al triage del pronto soccorso interrogata ieri mattina dalla polizia giudiziaria della Procura di Fermo in seguito alla morte di Oliva Mancini. L'infermiera, difesa dall'avvocato Igor Giostra, ha preferito non parlare della vicenda in attesa di ulteriori chiarimenti sull'inchiesta che vede indagati, oltre a lei, un'altra infermiera e un medico del pronto soccorso, accusati dell'omicidio colposo della Mancini, la 60enne fermana morta nel dicembre del 2006 mentre attendeva di essere visitata.
La vicenda ha provocato la protesta di tutti gli infermieri del triage del pronto soccorso che, tramite il loro legale, l'avvocato Giovanni
Lanciotti, hanno fatto sapere di aver inviato una lettera ai dirigenti dell'Asur e alla Procura della Repubblica di Fermo, in quanto non si sentono più tranquilli e tutelati nello svolgimento del proprio delicato lavoro. «Gli infermieri del triage - spiega Lanciotti - denunciano una situazione non più sostenibile. Sono loro che accolgono i pazienti al pronto soccorso, occupandosi della prima sommaria valutazione necessaria all'assegnazione del codice di priorità. Tale compito è estremamente delicato, perché permette di garantire precedenza ai pazienti in condizioni più gravi e consente di gestire l'ingresso alle visite.
Tuttavia la loro valutazione non costituisce, e soprattutto non sostituisce, la diagnosi del medico. Oggi l'efficienza del pronto soccorso è in crisi a causa di una struttura non in grado di far fronte adeguatamente all'elevato numero di utenti. Le carenze della struttura, l'elevato numero di accessi e le conseguenti lunghe attese per le visite, caricano le scelte effettuate dagli infermieri del triage di una responsabilità che supera quella che su di loro può legittimamente gravare. Non può ulteriormente tollerarsi il fatto che le cause e le conseguenze del disservizio siano imputate esclusivamente ai triagisti».
Discuti quest'articolo nel forum. (0 messaggi)
|