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La banale crudeltà della cattiveria |
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Scritto da Redazione
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sabato 07 aprile 2007 |
Era bravo, garbato e sensibile. Un po' timido e silenzioso. Aveva voti ottimi, studiava e gli piaceva farlo. Era straniero, ma apparentemente integrato. Ecco, apparentemente. Della storia di Matteo, il ragazzo di 16 anni che si martedì scorso a Torino, si è suicidato perché tormentato a scuola dai su compagni, sono piene le prime pagine dei giornali, dei siti internet, primo titolo dei TG.
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Ultimo aggiornamento ( sabato 07 aprile 2007 )
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